
Sciafeiti. Shafi’iti.“Enciclopedia Italiana di Scienze, Lettere ed Arti, Istituto della Enciclopedia Italiana fondato da Giovanni Treccani”, Roma, 1950, ristampa fotolitica del Volume XXXI pubblicato nel 1936, SCAR-SOC. Sciafeiti. Pagina 148. Vedi Ash-SHāFI’. Pagina 582. Ash-SHāFI’ ī, Muhammad ibn Idrīs ibn al-‘Abbās. Fondatore di quello che, cronologicamente è il terzo dei sistemi o riti o scuole (Madhhab) Sunniti vigenti in rituale e Diritto Musulmano e che da Lui prende il nome (v. Islamismo, XIX, p. 614). Di Stirpe Quraishita Hāshimita, nacque a Ghazzah (Palestina di Sud-Ovest) nel 150 èg. (767 d.C.), e morì ad al-Fustāt (Cairo Vecchio) il 30 ragiab 204 (20 gennaio 820); andò a perfezionarsi a Medina sotto la guida dell’altro Caposcuola Mālik ibn Anas; insegnò poi in varie città, ma soprattutto a Baghdād ed infine al Cairo Vecchio, lasciando traccia di questi Suoi due periodi di insegnamento in alcuni mutamenti d’opinione circa qualche punto particolare, cosicché nella Sua Scuola si contrappone il Suo parere “nuovo” all’ “antico”. Egli perfezionò il metodo di deduzione delle Norme Rituali e Giuridiche del Corano e della Sunnah, stabilendo per ciò una vera metodologia esposta in apposito libro (forse il primo del genere), eliminando quello che vi poteva essere di soggettivo ed arbitrario nelle deduzioni dei due precedenti Capiscuola Abū Hanīfah e Mālik, e quindi cercando sempre di giustificare le Norme suddette in base ai Testi Coranici e alle Tradizioni Canoniche (Hadīth). La Sua opera maggiore è il voluminosissimo Trattato di Diritto, redatto da un Suo Discepolo e intitolato dai Suoi Seguaci Kitāb al-umm “il Libro dell’originale”, ossia il testo fondamentale della Sua Scuola; stampato al Cairo 1321-25 èg. (1903-07), in 7 voll. Il Suo mausoleo al Cairo è tuttora oggetto di visite pie e dà il nome a un grande Quartiere della Città: al-Imām ash-Shāfi’ī. Gli Shāfi’īti. Secondo i calcoli di L. Massignon nell’Annuaire du Monde Musulman per il 1929, ponendo in 246 milioni il numero complessivo dei Musulmani, dei quali 223 milioni Sunniti, gli Shāfi’īti sarebbero circa 73 milioni. Sono tali la totalità dei Musulmani delle Indie Neerlandesi, della Somalia, dell’Etiopia Meridionale (Gimmā, Limmu, Harar, ecc.), del Hadramawt e del Mahrah fino all’Omān, della Costa del Malabār (Dekkan Occidentale); tutti i Sunniti del Yemen, tutti i Curdi (in Turchia, Persia, ‘Irāq ed Armenia Sovietica), le Tribù Arabe del Territorio Francese del Ciād, i Sunniti del territorio del Kenya e di quello del Tanganyka, la maggioranza degli abitanti del Higiāz, del distretto del Cairo e del Delta (benché il rito ufficiale del Governo Egiziano sia il Hanafita), il 70% dei Musulmani Palestinesi, gli Awar del Dāghestān (Cis-Caucasia), gli immigrati Arabi dello Stato di Haidarābād del Dekkan. Secondo il censimento del 21 aprile 1931, nella Colonia Eritrea, su 311.994 Musulmani, 28.442 erano Shāfi’īti. Nel Medioevo l’estensione del sistema fu assai maggiore, benché non avesse mai attecchito ad Occidente dell’Egitto; gli fu poi di grave danno la formazione dell’Impero Ottomano (Hanafita) e, in Persia, il sorgere della Dinastia Safari (907 èg., 1502), che vi impose l’eresia Sciita Imāmita. Bibl.: Su ash-SHāFI’ ī, le principali indicazioni sono date da W. Heffening, art. SHāFI’ ī, in Enc. de l’Islām, ed. fr., III, 1926, pp. 261-63. – Per il sistema rituale e giuridico Shāfi’īta: Th. W. Juynboll, Handleiding tot de tennis van de Mohammedaansche Wet volgens de leer der Sjafi’itische School, 3a ed., Leida 1925 (trad. it., Milano 1916: Manuale di Dir. Musulm.; ottimo, ma con quasi nessuno sviluppo del Dir. Patrimoniale; L.W.C. van den Berg, Principes du Droit Musulman selon les rites d’Abou Hanîfah et de Châfi’î, trad. dall’olandese, Alger 1896 (cfr. le ampie critiche mosse alla 3a ed. olandese del 1883 dallo Snouck Hurgronje nel 1884 e ristampate nei Suoi Verspreide Geschriften, II, Bonn e Lipsia 1923, pp. 61-221); E. Sachau, Muhammed. Recht nach schafiit. Lehre, Berlino 1897 (omessi il rituale e il Diritto di Guerra; cfr. rec. Snouck Hurgronje, in Zeitschr. D. deutsch. Morgenl. Ges., LIII, Lipsia 1899, pp. 125-67). C.A.N.
Secondo l’autorevole Wikipedia: “Lo Sciafeismo (o Scuola Shafi’ita) è uno dei quattro Madhhab (Scuole Giuridico-Religiose) islamiche che si occupano delle problematiche connesse alla Legge Coranica.
La Scuola Islamica Shafi’ita deriva il suo nome da Muhammad ibn Idrīs al-Shāfiʿī, nato nel 767 ad Ascalona, cresciuto alla Mecca e sepolto al Cairo nell’820, il cui scopo fu quello di tracciare un sistema giuridico unificato su basi religiose che ricomprendesse una gerarchia delle fonti esplicita. Appartenente alla tribù dei Banu Quraysh, visse in contatto con le tribù beduine, cosa che gli permise di approfondire le proprie conoscenze della poesia e della lingua araba. Studiò giurisprudenza islamica a Medina e proseguì gli studi a Baghdad, dove divenne anche edotto della Scuola Hanafita. Non fondò personalmente la Scuola Shafi’ita, che fu opera dunque dei suoi discepoli. La sua metodologia fu adottata anche dalle altre scuole di diritto islamico.
Riteneva che le fonti primarie (Usul al-fiqh) del diritto musulmano fossero: il Corano; i detti e fatti del Profeta (hadīth) facenti parte della Sunna; ijmāʿ, intesa come consenso raggiunto fra tutti i dotti della comunità (Umma); analogia o ragionamento analogico (qiyas), che riconosce una minima indipendenza dell’intelligenza umana nello sforzo di adattare le norme contenute nelle fonti primarie alla realtà variabile della società.
Grazie a lui ḥadīth e sunna del Profeta divennero l’autorità primaria nell’interpretazione delle ingiunzioni coraniche. Hadith e Sunna, secondo al-Shafi’i, sono più importanti del qiyas (analogia) e sono seguite in importanza dall’ijmā‘(consenso) come base legittima della legge.
Quindi Corano, hadīth e sunna, qiyās e ijmā‘’ tutti insieme costituiscono gli usul al-fiqh (radici della giurisprudenza), cioè la base sistematica della Legge.
Movimento teologico molto seguito in ambito sciafeita è l’asharismo (assunto anche dal malikismo).
Nelle zone del sunnismo oggi sciafeite (Indonesia, Malaysia, Somalia, Yemen, Gibuti e parzialmente Egitto, Iraq, Turchia, Eritrea, Tanzania, Oman e Mozambico) vi sono alcune enclave di altri madhab o di filosofie specifiche islamiche: per esempio, in Indonesia vi sono zone sciite jafarite o sunnite non denominazionali, in Oman le zone sciafeite hanno Comunità Ibadite (maggioritarie nel Paese) all’interno delle loro aree”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: https://it.wikipedia.org/wiki/Sciafeismo

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