Mutilazioni Genitali Femminili.  Clitoridectomia Infibulazione[1] (detta anche “circoncisione faraonica”).  Le Mutilazioni Genitali Femminili  (rimozioni in tutto o in parte dei genitali femminili) non sono nate con l’Islām, sia chiaro ma sono nate e si sono sviluppate nell’Africa Subsahariana. Si parla di almeno 200 milioni di vittime. la maggior parte dei casi, queste Donne sono state mutilate prima dei 5 anni di età. Nella sola Africa si stima che siano 92 milioni le ragazze vittime delle Mutilazioni Genitali Femminili, dai 10 anni in poi.

Origini non religiose: Sebbene oggi la pratica sia talvolta erroneamente associata a specifiche Religioni, soprattutto a quella Islamica, le evidenze storiche dimostrano che si tratta di una tradizione culturale Pre-Islamica e Pre-Cristiana nata in Africa.Veggasi pure le seguenti pagine Web: https://en.wikipedia.org/wiki/Prevalence_of_female_genital_mutilation https://it.wikipedia.org/wiki/Mutilazioni_genitali_femminili_nel_mondo

MUTILARE E’ HARAM!!! QUESTE PRATICHE ESISTEVANO FIN DAL 2000 AVANTI CRISTO IN CONTESTI POLITEISTI EGIZIANI, ANTECEDENTEMENTE ALLA NASCITA DELLA RELIGIONE ISLAMICA.

Come tutte le persone colte ben sanno, la Religione Islamica tutela la VITA, la SALUTE in generale. Il solo fatto di fare subire una MUTILAZIONE che va a tagliare, eliminare permanentemente quanto Dio ha creato, non viola soltanto i Diritti della Donna, i Suoi Diritti Civili, i Suoi Diritti Costituzionali, i Suoi Diritti Umani ma è di per se gravissimo, è una bestemmia, è blasfemo perché viola gli stessi DIRITTI DI DIO! Inoltre come vengono effettuate normalmente queste procedure da secoli, con violenza e nella sporcizia, espongono alla sepsi ed a lesioni e danni permanenti (fino alla morte), infezioni croniche delle Vie Urinarie e spesso anche alle infezioni gravi-gravissime come quelle da Epatite B e da HIV, quindi si avranno delle giovani Donne che svilupperanno l’ARC e l’AIDS e promuoveranno il contagio! DIO vuole una Ummah, una Comunità di Fedeli sana, non una Società malata destinata a morire tra sofferenze inaudite in breve tempo. Chi promuove mutilazioni, infezioni, contagio e morte è destinato a risponderne a Dio e la pena è l’INFERNO!

Chiunque uccida un essere umano, che non abbia ucciso a sua volta o che non abbia sparso la corruzione sulla terra, sarà come se avesse ucciso l’umanità intera“. Sacro Corano, Sura 5, Verso (āya) 32.

Possono sfuggire alla Giustizia degli Uomini, non a quella di Dio! Inoltre la Religione Islamica riconosce il Diritto delle Donna a gioire al pari degli uomini nei rapporti sessuali coniugali e dal momento che le Mutilazioni Genitali Femminili eliminano nella Donna ogni piacere, riducendola ad un pezzo di carne mutilato, questo è OVVIAMENTE CONTRO LA VOLONTA’ DI DIO ED E’ ASSOLUTAMENTE PROIBITO (HARAM).

Tagliare, asportare il Clitoride (o la Clitoride) è come asportare ad un Uomo i Testicoli! Non sarà mai più la stessa persona ed è una operazione IRREVERSIBILE!

La quasi totalità dell’orgasmo, nella Donna, NON è vaginale ma clitoreideo. Significa che asportando il Clitoride NON AVRA’ PIU’ ORGASMI! Sarà una infelice mutilata e con un trauma psicologico che la affliggerà e torturerà tutta la vita.

Clitoride. Dal greco “Kleitoris”. Sotto il profilo linguistico si può denominare correttamente sia al maschile, “il clitoride”, sia al femminile, “la clitoride”. In molte zone del Sud Italia è detto volgarmente “grilletto” (come quello del fucile o di una pistola dalla lunga canna), da cui la voce popolare e volgare “sgrillettarsi”, indicante la Masturbazione Femminile. In latino, aragonese, asturiano, romeno, francese, olandese ed inglese “Clitoris”, in spagnolo/castigliano, portoghese, catalano e gallego/galiziano “Clítoris”, in occitano “Clitòris” oppure “Dardalhon”, in   tedesco, turco, croato, ceco, frisone occidentale, norvegese e svedese “Klitoris”, “Klitors” in lettone, “Klitori” in albanese. L’omologo femminile (molto ridotto, del Pene. Assai simile al Pene nella struttura, essendo un organo erettile, impari e mediano, ne differisce principalmente nella proporzione e nell’avere l’uretra che si svuota sotto di essa, invece di passare attraverso di essa, come nel maschio. Nella antica “Magia Sexualis” Cinese Taoista veniva detto anche il “Topolino nella barca vuota”. Essendo ricchissima di terminazioni nervose, la Clitoride possiede una importanze enorme nella Sessualità Femminile inoltre c’è da segnalare nel caso di Donne con la Clitoride Ipertrofica, che sebbene molte se ne vergognino, tale peculiarità ecciterebbe moltissimi uomini, soprattutto se Feticisti. Veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Clitoride     https://accademiadellacrusca.it/it/consulenza/sul-genere-di-clitoride/1182

“Se le labbra della vulva sono rimaste per secoli assenti dall’immaginario collettivo occidentale, il povero clitoride è arrivato ad essere trattato direttamente come una deformità. Barbara Walker[1] racconta un aneddoto tristemente significativo in The Woman’s Encyclopedia of Myths and Secrets[2]: “Durante un processo per Stregoneria nel 1593, lo scagnozzo incaricato dell’esame (un uomo sposato) scoprì per la prima volta un Clitoride e lo identificò come un segno del diavolo. Era “un pezzetto di carne, sporgente come un capezzolo, lungo mezzo pollice, nascosto in un luogo molto segreto che era sconveniente da guardare”. (…) Ha mostrato la cosa a diversi spettatori, che non avevano mai visto niente del genere».” (Fonte Web:  https://www.jotdown.es/2012/12/la-vulva-es-bella-de-la-vagina-dentata-a-la-adoracion-del-yoni/).


[1] Barbara G. Walker. Scrittrice, Giornalista, Femminista nata il 2 luglio 1930. Veggasi pure le seguenti pagine Web: https://en.wikipedia.org/wiki/Barbara_G._Walker                                                                           https://www.amazon.it/Barbara-G-Walker/e/B000APCECC/ref=dp_byline_cont_pop_book_1

[2] 1136 pagine, agosto 1996, ISBN-10 0785807209.

Un Clitoride Ipertrofico è Macroclitoride, e può sembrare un Pene in miniatura. Secondo l’autorevole Wikipedia: “L’Ipertrofia Clitoridea, anche definita Clitoridomegalia, è l’anomalo aumento di volume del tessuto del clitoride, conseguente a un aumento abnorme di volume degli elementi cellulari che lo costituiscono. Il disturbo può essere di tipo congenito e molto più raramente acquisito. Talvolta l’Ipertrofia Clitoridea può essere deliberatamente indotta come una forma di modificazione genitale femminile è ottenuto attraverso vari usi di steroidi anabolizzanti, tra cui il testosterone”. https://it.wikipedia.org/wiki/Ipertrofia_clitoridea  https://en.wikipedia.org/wiki/Clitoromegaly

Ricordiamo, inoltre, quanto ha stabilito il Sacro Corano, poiché AMORE e TENEREZZA non possono contemplare MUTILAZIONI:

Sura Ar-Rûm (I Romani), Verso (āya) 21. Fa parte dei Suoi segni l’aver creato da voi, per voi, delle spose, affinché riposiate presso di loro, e ha stabilito tra voi amore e tenerezza. Ecco davvero dei segni per coloro che riflettono”. Fonte Web: https://ilcorano.net/il-sacro-corano/30-sura-ar-rum/#_ftn9

Nota Bene: “«tenerezza»: il termine che abbiamo così tradotto è «Rahma» che il più delle volte rendiamo con «compassione». La «Rahma» proviene da Allah (gloria a Lui l’Altissimo) e fa sì che esista sulla terra ogni forma di amore, di misericordia, di simpatia. Abû Hurayra disse: «Ho sentito l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di Lui) dire: “Allah Altissimo ha cento parti di misericordia, di cui una soltanto ha fatto scendere, distribuendola tra i dèmoni, gli uomini, le bestie ed i rettili: da essa nutrono vicendevole affetto; da essa traggono vicendevole compassione; per essa la fiera si volge amorosa al suo piccolo. Allah Altissimo ha riservato le altre novantanove parti di misericordia per usarne in favore dei Suoi servi nel Giorno della Resurrezione”» (Il Giardino dei Devotiop. cit., p. 147)”.

Come ricorda il Sessuologo, Sociologo ed Antropologo Culturale Principe Prof. Dott. Dr. Luca Scotto di Tella de’ Douglas di Castel di Ripa, Ph.D., Per la Medicina, per la Scienza, per la Psichiatria, chi vuole torturare la Vulva, la Vagina, spesso è malato di Dacryphilia. Anche Dacrifilia o Dacrilagnia. E’ la Parafilia, la Perversione Sessuale che si estrinseca, in un soggetto Sadico, nello eccitarsi sessualmente[1] nel vedere le lacrime negli occhi del suo soggetto sottomesso, il singhiozzare ed il piangere della vittima indifesa, inerme.

Vulva. Dal latino “Vúlva” o “Vòlva”. Il termine Vulva è entrato nel lessico italiano nel 1300. In francese “Vulve”, in inglese, irlandese, siciliano, lombardo, occitano, arpetan/franco-provenzale, aragonese, catalano, galiziano, rumeno, portoghese, basco, tedesco, bavarese, olandese, ceco, slovacco, azerbaigiano, danese, svedese, lituano “Vulva”, in rumeno “Vulvă”, in esperanto “Vulvo”, in tagalog (filippino) “Bulba”, in gallese “Fylfa”. Dalla voce latina omonima, derivata dal verbo “Volvere”, inviluppare. Detta anche “Pudendum[1]. L’insieme degli organi genitali femminili esterni, ubicati sotto il trigono urogenitale, davanti il pube. Secondo l’autorevole Wikipedia: “La Vulva (definita in passato anche “pudendo muliebre”) è la terminazione e l’apertura esterna degli organi genitali femminili esterni, situata nella parte anteriore del perineo, al centro di un complesso di formazioni cutanee di protezione, concentriche l’una all’altra, la più interna delle quali delimita una piccola cavità, detta vestibolo della Vagina, nella quale si apre il canale vaginale. All’interno di queste formazioni cutanee, si trova anche il trigono urogenitale, nel quale si apre il canale urogenitale, per mezzo dell’orifizio uretrale, sbocco esterno dell’apparato urinario; mentre sul contorno si trovano i corpi erettili della donna e due organi ghiandolari. Questo dispositivo anatomico-funzionale è facilmente identificabile semplicemente all’esame ispettivo e con alcuni rilievi palpatori”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Vulva

Vagina. In asturiano, occitano e galiziano/gallego “Vaxina”, in aragonese “Vachina”, in basco/euskara “Bagina”, in spagnolo/castigliano, catalano,  portoghese, veneto, albanese, inglese, olandese, afrikaans, norvegese  e tedesco e basso tedesco “Vagina”, in frisone occidentale “Fagina”, in bavarese “Fud”, in francese, Arpertan (franco-provenzale) e romeno “Vagin”, in siciliano “Vaggina”, in novial (lingua artificiale come l’esperanto) “Vagine”, in esperanto “Vagino”, in turco “Vajina”. Dalla voce latina omonima e poi dall’italiano antico, aulico, poetico, significante letteralmente “Guaina” oppure “Fodero”. Voce entrata nel lessico italiano nel 1300. Secondo l’autorevole Wikipedia: “La Vagina (dal latino Vagina, letteralmente “fodero” o “guaina“) è una parte interna dell’apparato genitale femminile ed è costituita da un canale fibromuscolare molto elastico che serve da supporto al collo dell’utero e all’uretra. Si tratta dell’organo femminile interessato nel rapporto sessuale e, come canale ultimo, nel parto[2]. Conduce dall’Utero all’esterno dell’organismo nei Mammiferi femmina (tranne nei mammiferi monotremi), o alla cloaca negli Uccelli, nei Monotremi ed in alcuni Rettili. Anche gli insetti femmina ed altri invertebrati hanno una Vagina, che è la parte terminale dell’ovidotto. Nel linguaggio comune, il termine è usato spesso per riferirsi generalmente ai genitali femminili o alla Vulva”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Vagina     https://www.medicinapertutti.it/argomento/vestibolo-della-vagina/                                                 https://www.my-personaltrainer.it/salute/odore-vaginale.html


[1] https://it.wiktionary.org/wiki/pudendum

[2] Parto.In spagnolo/castigliano e gallego/galiziano “Parto”, in catalano “Part”.Dal latino “Partum” derivato da “Parere”, generare. L’atto del partorire, del dare alla luce un figlio. Sono di solito descritte tre fasi: 1) la dilatazione della cervice o collo dell’utero; 2) il passaggio del nascente attraverso il canale del parto; 3) l’espulsione della placenta. Trattasi di un momento sacro malvisto dalla Tradizione Giudaico-Cristiana per la propria impurità, al pari del periodo delle Mestruazioni. La donna è considerata sempre più impura dell’uomo. “Una pratica religiosa chiamata “Benedizione dopo il Parto” (churching) forniva la prova più evidente di una inclinazione maschile a credere che il corpo della donna fosse pericoloso per la Società. La “Benedizione” è una decontaminazione religiosa della puerpera che avviene dalle quattro alle sei settimane dopo il parto e le dà il permesso di ritornare in seno alla Società. Questo costume è stato riscontrato fra i riti di tutte le Chiesa Cristiane, ad Oriente e ad Occidente, prima della Riforma Protestante e, anche se respinto dai Puritani, continuò ad essere praticato nelle Chiese Anglicana e Cattolica fino al secolo XX. Secondo il Levitico[2], 12: 2-8, una donna sarà impura per sette giorni dopo aver dato alla luce un maschio, e per quattordici giorni dopo una femmina. Per altri trentatré giorni nel caso di un maschio, e sessantasei nel caso di una femmina, essa non potrà entrare nel Santuario”. (fonte pagina 337 del libro del Prof. Dr. Edward SHORTER “Storia del Corpo Femminile”, Universale Economica Feltrinelli 1050, traduzione di Mario Manzari e Laura Rodighiero, Giangiacomo Feltrinelli Editore, ottobre 1988, pagine 447, 20 cm, ISBN  88 – 07 – 81050 – 6). Non è così in tutte le Culture se si pensa che in talune Culture non semitiche la Donna che muore durante il parto viene addirittura sacralizzata quale “Martire” e presso gli Aztechi le donne morte durante il parto raggiungono i guerrieri morti in combattimento, secondo quanto scritto sul validissimo libro di Jean Chevalier ed Alain Gheerbrant, autori del “Dizionario dei Simboli” della BUR Rizzoli, dicembre 2011. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web:http://it.wikipedia.org/wiki/Parto


[1] Eccitazione Sessuale.È la naturale risposta del corpo alle sollecitazioni erotiche, dirette e/o indirette. La stimolazione, infatti, può essere trasmessa dai Cinque Sensi oppure essere completamente frutto di pensieri o di immagini (fantasie). Negli uomini il segno più vistoso dell’eccitazione è dato dall’erezione del pene che può avvenire nel giro di pochi secondi dalla stimolazione o prendersi più tempo. Perdurando lo stato di eccitazione, l’erezione da instabile si stabilizza ed anche lo scroto, si ingrossa e contrae, assumendo un aspetto meno “penzolante” (rilassato) ma corrugato. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Eccitazione_sessuale

La Somalia ha il record mondiale non invidiabile di Mutilazioni Genitali Femminili, 98-100%!

Veggasi anche questo libro intitolato “ISLAM against Female Genital Mutilation” di Milena Rampoldi, pagine 342, 2016, lingua Inglese: https://www.amazon.com/Islam-against-Female-Genital-Mutilation/dp/3737589526?utm_source=Pinterest&utm_medium=organic

AI Overview di Google riferisce quanto segue.

Le evidenze storiche indicano che le Mutilazioni Genitali Femminili (MGF) venivano praticate nell’antico Egitto già nel 2000 a.C.. Questa pratica è spesso definita “infibulazione faraonica” per via delle sue radici millenarie nella Valle del Nilo. www.mutilazioni-genitali-femminili.chwww.mutilazioni-genitali-femminili.ch +3

Prove Storiche e Archeologiche

Le principali fonti che attestano la presenza di questa pratica nell’antichità includono:

  • Analisi delle mummie: Sono state individuate prove fisiche di mutilazioni su mummie femminili risalenti al 484 a.C. e al 200 a.C.. Alcuni studi datano queste pratiche addirittura a periodi precedenti, associandole a concetti di purezza e femminilità.
  • Testimonianze greche:  Lo Storico Erodoto confermò la pratica della circoncisione (sia maschile che femminile) in Egitto durante la sua visita nel V secolo a.C.. Successivamente, anche il Geografo Strabone descrisse il rituale nel 25 a.C., sottolineando la sua diffusione capillare.
  • Documenti papiracei: Un papiro greco del 163 a.C. menziona operazioni eseguite su ragazze a Menfi al raggiungimento dell’età da dote, suggerendo un legame tra la pratica e la capacità matrimoniale. WikipediaWikipedia +4

Significato Culturale e Terminologia

  • Infibulazione Faraonica: Il termine moderno “infibulazione faraonica” (Tipo III) si riferisce alla forma più estrema di mutilazione, che prevede la chiusura quasi totale dell’orifizio vaginale.
  • Origini non religiose: Sebbene oggi la pratica sia talvolta erroneamente associata a specifiche Religioni, le evidenze storiche dimostrano che si tratta di una Tradizione Culturale Pre-Islamica e Pre-Cristiana nata in Africa.
  • Finalità antiche: Nell’antico Egitto, le MGF erano legate a rituali di passaggio dall’infanzia all’età adulta e al controllo del corpo femminile per garantire la castità e la paternità dei figli. www.mutilazioni-genitali-femminili.chwww.mutilazioni-genitali-femminili.ch +5

Oggi, organizzazioni come Amref Health Africa lavorano per informare sulle conseguenze mediche di questa pratica e promuoverne l’abbandono. Ulteriori dettagli sulla classificazione medica sono disponibili sul sito della Fondazione MGF.

Veggasi pure quanto segue: Università degli Studi di Milano-Bicocca, Facoltà di Giurisprudenza, Tesi di Laurea della Studentesse (ora Dottoressa) Sabrina Olivieri Maccarone, Relatore Ch.mo Prof. Valerio Pocar, Correlatore Dottoressa Roberta Dameno, Anno Accademico 2001-2002, intitolata: “I Diritti Umani al Femminile. La “circoncisione” femminile quale violazione dei Diritti della Donna”, reperibile sul Web a questa u.r.l.: http://www.leggiweb.it/Documenti/Infibulazione.pdf   Secondo l’autorevole Wikipedia: “Le Mutilazioni Genitali Femminili (MGF), sono pratiche tradizionali che vengono eseguite principalmente in 28 Paesi dell’Africa Sub-Sahariana, per motivi non terapeutici. Tali pratiche ledono fortemente la salute psichica e fisica di bambine e donne che ne sono sottoposte. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che siano già state sottoposte alla pratica 130 milioni di donne nel mondo, e che 3 milioni di bambine siano a rischio ogni anno Il 6 febbraio si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale contro l’infibulazione e le mutilazioni genitali femminili”. Veggasi pure, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Mutilazioni_genitali_femminili


[1] Infibulazione. Dal latino “Fibula”, cioè Fibbia.  In inglese, tedesco, svedese e francese, con eguale grafia, ma con differente pronuncia “Infibulation”, in olandese “Infibulatie”. È l’operazione con la quale i genitali maschili o femminili vengono suturati in modo da impedire l’accoppiamento o la masturbazione. Secondo l’autorevole Wikipedia: “L’Infibulazione (dal latino fibula, spilla) è una pratica, che spesso prende le forme di un rituale, che prevede la menomazione degli organi genitali di una persona, sia essa di genere maschile o femminile”. Veggasi pure, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Infibulazione https://www.unaids.org/en/resources/presscentre/featurestories/2008/march/20080304jointstatementfgm https://www.unfpa.org/resources/female-genital-mutilation-fgm-frequently-asked-questions https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/10743534/https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31502923/ https://associazionechiara.com/2016/02/02/6-febbraio-giornata-mondiale-contro-l-infibulazione/https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736%2806%2969936-4/fulltexthttps://www.red.org/reditorial/aids-information/how-is-female-genital-mulatilation-linked-to-hiv/

Circa il rispetto che ogni Donna merita nella Religione Islamica, si legga quanto segue:


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