Arca dell’Alleanza. ארון הברית in ebraico Aron Habrit, l’urna di legno che aveva conservato le Tavole dei Dieci Comandamenti[1] (Decalogo), le pietre incise da Dio sul Monte Sinai[2] (il Monte Horeb della Bibbia alias in ebraico “Gebel Musa”, cioè il Monte di Mosé) e consegnate a Mosè[3] (in arabo Mûsâ), trasportata per ben 40 anni nel deserto.

L’Arca dell’Alleanza era affidata ai Leviti (Ebrei della Tribù di Levi, addetti al servizio del Tempio di Gerusalemme[4]), Riproducevano due Angeli nella parte esterna. Veggasi, per maggiori informazioni, queste pagine Internet: http://www.cabala.org/articoli/arca.htm e http://en.wikipedia.org/wiki/Ark_of_the_Covenan


[1] Dieci Comandamenti. In spagnolo/castigliano “Diez Mandamientos”, in catalano “Deu Manaments”,  in portoghese “Dez Mandamentos”, in francese “Dix Commandements”, in inglese “Ten Commandments”. Secondo l’autorevole Wikipedia: “I Dieci Comandamenti, detti anche il Decalogo (in ebraico עֲשֶׂרֶת הַדִּבְרוֹת‎?, asèret hadibrot, “le Dieci Enunciazioni”) o le Dieci Parole, sono un insieme di principi biblici relativi all’etica e al culto che svolgono un ruolo fondamentale nell’Ebraismo e nel Cristianesimo, rivelati a Mosè sul Monte Sinai e inscritti dal dito di Dio su due tavole di pietra, le Tavole della Legge, custodite nell’Arca dell’Alleanza. Secondo il Libro dell’Esodo nella Tōrāh, queste leggi sarebbero state scritte sulle tavole di pietra «dal dito stesso di Dio» oppure, secondo un’altra Tradizione Biblica, dallo stesso Mosè. È la traduzione greca dei “Settanta” che riporta l’espressione dèka lògoi (“dieci parole”), da cui deriva il termine “Decalogo”; in realtà le ingiunzioni sono più di dieci: il testo è presente in due libri della Bibbia (nell’Esodo 20,2-17 e nel Deuteronomio 5,6-21), le due versioni sono in parte diverse e ciò ha portato a differenze nella scansione dei dieci precetti. C’è una differenza tra le varie tradizioni religiose riguardo alla suddivisione dei comandamenti: tale differenza sta nella suddivisione tra primo e secondo e tra nono e decimo comandamento. Sebbene l’originale ebraico sia alla base dei Comandamenti per le tre grandi Religioni Monoteiste, ognuna di esse li ha diversamente interpretati, con differenze anche all’interno di ciascuna Religione. L’Ebraismo annualmente ricorda e festeggia l’evento in cui gli sono state consegnate le tavole in occasione della festa di Shavuot”. Veggasi, per maggiori informazioni, questa pagina Internet: http://it.wikipedia.org/wiki/Dieci_Comandamenti

 

[2] Monte Sinai. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Il Monte Sinai è il luogo in cui, secondo il Libro dell’Esodo, Mosè fu chiamato da Dio attraverso il rovo ardente (Es 3,1 e seguenti) e molti anni dopo ricevette le Tavole della Legge del Decalogo (Es 19,1-3 e seguenti). Mentre le fonti Jahvista (J) e Sacerdotale (P) usano il nome Sinai, quelle Elohista (E) e Deuteronomista (D) usano il nome Oreb. Alcuni secoli dopo anche il Profeta Elia si recò sul Monte Oreb, dove parlò con Dio.(1Re 19, 9-18)”. Veggasi, per maggiori informazioni, questa pagina Internet: http://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Sinai

 

[3] Mosè. Nonostante l’etimologia popolare del “tratto dalle acque“, in assonanza con un verbo ebraico e comunque affascinante perché legata al passato di Mosè ma, in altro modo, anche al suo futuro, il nome del fanciullo è verosimilmente egiziano. Forse è il suffisso che significa “figlio“, cioè quanto rimane (l’ultima parte) di un nome composto come ne esistevano secondo l’uso: Tutmose, Ramses, e simili. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Mosè (latino: Moyses; in ebraico: מֹשֶׁה, standard Moshé, tiberiense Mōšeh; greco: Mωϋσῆς; in arabo: موسىٰ, Mūsa; ge’ez: ሙሴ, Musse) è per gli Ebrei il rav per antonomasia (Moshé Rabbenu, Mosè il nostro maestro), e tanto per gli Ebrei quanto per i Cristiani egli fu la guida del Popolo Ebraico secondo il Racconto Biblico dell’Esodo; per i Musulmani, invece, Mosè fu innanzi tutto uno dei Profeti dell’Islam la cui rivelazione originale, tuttavia, andò perduta. Il problema della storicità di Mosè e degli eventi narrati dall’Esodo è un tema che è stato ampiamente dibattuto. A chi in passato ha difeso la storicità del personaggio si contrappongono quanti oggi esprimono forti perplessità sulla storicità di periodi qualificanti quali il periodo precedente alla Monarchia (e la Monarchia stessa) e quanti vedono in Mosè una figura dai contorni mitici o leggendari. Tra queste due posizioni si collocano alcuni studiosi, tra cui Israel Finkelstein, che sostengono la validità dell’impianto storico di fondo espresso dalla Narrazione Biblica, anche se propongono una cronologia più bassa (a partire dall’VIII secolo a.C.) della Storia d’Israele ritenendo che i suoi protagonisti potrebbero essere la risultante scaturita da quella che potrebbe essere chiamata pia tradizione. Il Testo Biblico spiega il nome “Mosè”, come una derivazione dalla radice משה, collegata al campo semantico dell’”estrarre dall’acqua”, in Esodo 2,10. Si suggerisce in questo versetto che il nome sia collegato all’”estrarre dall’acqua” in un senso passivo, Mosè sarebbe “colui che è stato estratto dall’acqua”. Altri, prendendo le distanze da questa tradizione, fanno derivare il nome dalla stessa radice, ma con un senso attivo: “colui che estrae”, nel senso di “salvatore, liberatore” (di fatto, nel Testo Masoretico la parola è vocalizzata come un participio attivo, non passivo). Nella lingua egiziana, Mosè potrebbe significare fanciullo o anche figlio o discendente, come nei nomi propri Thutmose, “figlio di Toth”, o Ramesse, “figlio di Ra”. Secondo la Tradizione, Mosè nacque dagli Israeliti Amram e Iochebed, scampato alla persecuzione voluta dal Faraone, venne salvato dalla figlia di quest’ultimo ed educato alla Corte Egizia. Fuggì da essa a seguito d’un omicidio commesso ai danni di un sorvegliante e si ritirò nel Paese di Madian dove sposò Zippora, figlia del Sacerdote locale. Secondo la Bibbia nei pressi del Monte Oreb ricevette la chiamata di Dio e, tornato in Egitto, affrontò il Faraone chiedendo la liberazione del Popolo d’Israele dalla schiavitù; questi accoglierà la sua proposta a seguito delle Dieci Piaghe d’Egitto, ultima delle quali la morte dei primogeniti egiziani. Accampatosi con i suoi nei pressi del Mar Rosso, Mosè, su indicazione divina, divise le acque del mare permettendo così al suo popolo di attraversarlo e sommergendo infine l’Esercito Faraonico corso ad inseguirli. Dopo tre mesi di viaggio il Profeta raggiunse il Monte Sinai dove ricevette le Tavole della Legge e punì la parte del suo popolo che si macchiò con il peccato del vitello d’oro. Giunto nei pressi della Terra Promessa, dopo quarant’anni di dura marcia, Mosè morì sul Monte Nebo prima di entrarvi. È considerato una figura fondamentale nell’Ebraismo, del Cristianesimo, dell’Islam, del Bahaismo, del Rastafarianesimo e di molte altre Religioni. Per gli Ebrei è il più grande Profeta mai esistito, per i Cristiani colui che ricevette la Legge Divina, per gli Islamici uno dei maggiori predecessori di Maometto. La sua storia è narrata, oltre che nelle Sacre Scritture, anche nel Midrash, nel De Vita Mosis di Filone di Alessandria, nei testi di Giuseppe Flavio”. Veggasi pure, su Internet, le seguenti pagine: http://www.hwh22.it/xit/S05_news/archivi/2005/febbraio/03b.html e http://it.wikipedia.org/wiki/Mos%C3%A8

 

[4]Gerusalemme. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Gerusalemme (AFI: /ʤeruzaˈlɛmme/; in ebraico יְרוּשָׁלַיִם‎?, Yerushalayim, Yerushalaim o Yerushalaym ascolta; in arabo القُدس‎?, al-Quds, lett. “la (città) santa”, sempre in arabo أُورْشَلِيم‎?, Ūrshalīm; in greco antico: Ιεροσόλυμα?, Ierosólyma; in latino Hierosolyma o Ierusalem), per antonomasia definita La Città Santa, capitale giudaica tra il X e il VI secolo a.C., è la capitale contesa di Israele, città santa nell’Ebraismo, nel Cristianesimo e nell’Islam. Si trova sull’altopiano che separa la costa orientale del Mar Mediterraneo dal Mar Morto, a Est di Tel Aviv, a Sud di Ramallah, a Ovest di Gerico e a Nord di Betlemme. La Città Vecchia e le sue mura, considerate patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, racchiudono in meno di un chilometro quadrato molti luoghi di grande significato religioso come il Monte del Tempio, il Muro del pianto, la Basilica del Santo Sepolcro, la Cupola della Roccia e la Moschea al-Aqsa. Nel corso della sua storia, Gerusalemme è stata distrutta e ricostruita due volte ed è stata assediata, conquistata e riconquistata in decine di occasioni. Fino alla fine della Prima Guerra Mondiale fu occupata dagli ottomani, successivamente con la sconfitta dell’Impero Ottomano passò ai britannici, che istituirono il Mandato britannico della Palestina. In seguito alla guerra arabo-israeliana del 1948, le forze armate israeliane occuparono buona parte della porzione di terra assegnata secondo il piano di spartizione ONU allo stato arabo e le truppe giordane occuparono la Cisgiordania e la parte orientale di Gerusalemme fino al 1967, quando a seguito della guerra dei sei giorni la parte orientale di Gerusalemme, fino ad allora sotto dominio giordano fu conquistata dalle truppe israeliane; nel 1980 il Parlamento Israeliano approvò una Legge fondamentale (l’equivalente di un emendamento costituzionale) che proclamava unilateralmente «Gerusalemme, unita e indivisa […]». Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nella Risoluzione 478 ha definito la legge «nulla e priva di validità», «una violazione del diritto internazionale» e un «serio ostacolo al raggiungimento della pace in Medio Oriente»”. Veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Gerusalemme     https://www.treccani.it/enciclopedia/gerusalemme/     https://www.treccani.it/enciclopedia/gerusalemme_(Enciclopedia-dell’-Arte-Medievale)/


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