Violenza. In latino “Violentia” derivato di “Violentus”, Violento. In inglese e francese con stessa grafia ma con differente pronuncia “Violence”, in spagnolo/castigliano, asturiano e gallego/galiziano “Violencia”, in portoghese “Violência”, in romeno “Violență”, in tedesco “Gewalt”, in olandese “Geweld”, in danese e norvegese “Vold”, in svedese “Våld”,  in cinese tradizionale “Bàolì暴力, in giapponese “Bōryoku暴力. In senso proprio è data dall’impiego dell’energia fisica per vincere un ostacolo, reale o supposto.

La Violenza può esercitarsi sulle persone (violenza personale) oppure sulle cose (violenza reale, dal latino res-rei, cosa/e). Disposizione ad imporre ad altri la propria volontà mediante la forza. Brutalità, prepotenza, collera, furia, furore, impeto, ira, rabbia, aggressività[1], prepotenza. Vis legibus inimica,  la Violenza è nemica delle Leggi (Regula Iuris Rom.).Violenta nemo imperia continuit diu, nessun Impero conquistato e retto con la violenza è duraturo (Seneca, Troades, atto 2, scena 2, vers. 158). Veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Violenza   http://www.treccani.it/enciclopedia/violenza    http://www.treccani.it/vocabolario/violenza/


[1] Aggressività. In tedesco “Aggressivität”, in asturiano “Agresividá”, incatalano “Agressivitat”, in spagnolo/castigliano “Agresividad”, in francese “Agressivité”. Secondo l’autorevole Wikipedia: “L’Aggressività è un fenomeno complesso, che rientra nelle problematiche legate al manifestarsi della violenza negli esseri umani. Le dinamiche psichiche e biologiche che conducono ai conflitti violenti tra le persone, il loro legame con gli istinti primari sono questioni che da due secoli Psicologi e altri Studiosi analizzano e che solo recentemente si stanno chiarendo”. Veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Aggressivit%C3%A0           https://www.treccani.it/vocabolario/aggressivita/         https://www.my-personaltrainer.it/Sintomi/Aggressivita

Non-Violenza, termine coniato da Gandhi attorno al 1920 quale migliore traduzione di “Ahimsa” (sanscrito “Ahimsa”, dove si nota la “A” iniziale negativa sanscrita, dal quale derivò l’alfa privativa della lingua greca). Il Filosofo ed Architetto Prof. Arch. Dott. Franco Libero Manco[1], Presidente del “Movimento per l’Etica Universale ‘Nuova Coscienza Umana’ ”, già detto “Movimento Cristiano Ecologico”), Presidente dell’Associazione Vegetariana Animalista “Armando D’Elia”, Amico da una vita del Prof. Luca Scotto di Tella de’ Douglas, il quale si occupa di solidarietà, aiuto ai lebbrosi, non violenza, ecologia ed animalismo, ha scritto:

Tutto io posso giustificare dell’Uomo, ogni debolezza, ogni vizio, ogni aberrazione, ma l’indifferenza verso la distruzione di una Vita, per un proprio degradante piacere, è un fatto che disonora la natura degli Uomini, perché la Morte è una realtà irrevocabile e dimostra che l’Uomo non è ancora pronto per un futuro più degno”.

Personalmente preferiamo la Non Violenza[2], costruire è difficile e lungo (distruggere è facile e veloce, guarire è difficile e lento, ammalarsi facile e veloce) come nell’esempio Buddista riportato di seguito, assai educativo per poter comprendere l’Essenza della Dottrina e delle Esortazioni del Budda.

“Un soldato che si chiamava Nobushige andò dal Maestro Zen[3] Hakuin[4] e gli domandò: “C’è davvero un Paradiso e un Inferno?”Chi sei?” volle sapere Hakuin. “Sono un Samurai[5] rispose il guerriero. “Tu un soldato?” rispose Hakuin.  “Quale Governante[6] ti vorrebbe come sua guardia? Hai una faccia da accattone!” Nobushige montò così in collera che fece per snudare la propria sciabola[7], ma Hakuin, per nulla intimorito dal gesto estremamente significativo[8], seguitò dicendo: “Sicché hai una lama![9] Come niente la tua arma è troppo smussata per tagliarmi la testa”.  Tale asserzione costituiva un insulto gravissimo, un’onta da lavare col sangue: la lama della Katana[10] era forgiata da Fabbri-Sacerdoti Scintoisti[11] ed era tramandata di generazione in generazione. Essa rappresentava, anche al livello economico, il patrimonio più ricco e l’investimento più cospicuo della Famiglia[12] Guerriera ed apotropaicismo a parte, era considerata la sede dello Spirito del Samurai. Le lame delle spade samuraiche sono state sempre famose per il loro filo estremamente tagliente, per la loro durezza ed inscalfibilità tanto da riuscire a tagliare una comune lama di ferro/acciaio senza compromettersi. Mentre Nobushige snudava la sciabola[13] (la tanto famosa Katana), Hakuin osservò: “Qui si aprono le porte dell’Inferno!”.  A queste parole il Samurai, comprendendo l’insegnamento del Maestro[14], rimise la spada[15] nel fodero[16] e fece un inchino. “Ora si aprono le porte del Paradiso[17]” disse Hakuin. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Non_violenza


[1] Architetto Dott. Franco Libero Manco. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://www.vegetariani-roma.it/associazione/comitato-tecnico-scientifico.html?view=employee&id=1

 

[2] Secondo l’autorevole Wikipedia: “La nonviolenza (dal sanscrito ahimṣā «non violenza», «assenza del desiderio di nuocere o uccidere») è un metodo di lotta politica che consiste nel rifiuto di ogni atto di violenza, in primo luogo contro i rappresentanti e i sostenitori del potere cui ci si oppone, ma anche disobbedendo a determinati ordini militari (obiezione di coscienza), articolando la propria azione in forme di disobbedienza, boicottaggio e non collaborazione (resistenza nonviolenta).Il principio venne teorizzato formalmente negli anni venti del Novecento dal Mahatma Gandhi e applicato dal movimento anticoloniale indiano, che lo ricollegava al principio di origine induista e buddhista dell’ahimṣā, ed ebbe un peso notevole per il successo del movimento indipendentistico indiano. All’esempio di Gandhi si sono richiamati esplicitamente Martin Luther King e diversi movimenti pacifisti, ecologisti e per i diritti civili, soprattutto a partire dagli anni sessanta”. Il termine è stato coniato da Gandhi attorno al 1920 quale migliore traduzione di “Ahimsa” (sanscrito “Ahimsa”, dove si nota la “A” iniziale negativa sanscrita, dal quale derivò l’alfa privativa della lingua greca). Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: https://it.wikipedia.org/wiki/Nonviolenza

 

[3] Lo Zen è sempre stato legato alla vita dei guerrieri, in particolar modo giapponesi.

 

[4] Hakuin Zenji. 1685 (lo stesso anno di nascita di Johann Sebastian BACH, Teologo Luterano da Esisenach, Turingia, attuale Germania; alcuni Studiosi affermano sia nato l’anno dopo) –1768 oppure 1769 (BACH morì invece nel 1750). Nome postumo Ekaku, nome di cortesia Kôrin. Una delle figure Buddiste Zen più influenti. Famosissimo Maestro e Monaco Buddista Zen Rinzai nonché riformatore di questa Scuola, Scrittore Religioso, Calligrafo, Pittore e Scultore.  Fu Abate di diversi Monasteri Buddisti Zen, tra cui il più famoso è il Ryutaku-ji, situato nella Provincia di Fukuoka. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Hakuin Ekaku (白隠慧鶴, anche Hakuin Zenji 白隠禅師; Hara, 1686Hara, 1769) è stato un Monaco Buddhista e Maestro Zen giapponese”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: https://it.wikipedia.org/wiki/Hakuin_Ekaku

[5] Samurai. Dal verbo “Samuraru/Saburaru” = servire. Nel VIII secolo venivano chiamati “Samurai-hito” (“uomini che servono”).  I guerrieri che mantennero il potere dalla fine del XII secolo al 1968, costituendo una Nobiltà Guerriera, Buke, parallela a quella di corte, Kuge anche se “de jure” ad essa subordinata gerarchicamente.  Vi erano diversi gradi gerarchici fra i Samurai.  Fra i più alti i Dai-Myo e gli Hatamoto. Questi ultimi erano Vassalli diretti dello Shogun. Sotto i TOKUGAWA se ne contavano circa 5000. I normali Samurai erano organizzati in bande dette “Kashindai” ed in gruppi minori detti “Kumi / Gumi” ognuno col Suo Capo-Gruppo denominato “Kumigashira“. Da notare che il vocabolo “Kumi” vuol dire “Famiglia” termine ripreso dai mafiosi “Yakuza“. Il nome ha due versioni etimologiche: “uomo che serve il proprio capo combattendo in assoluta obbedienza”  e “uomo che sta in guardia”.

 

[6] Dai-myô. Letteralmente “I Grandi Nomi“. Così può tradursi questa parola, che sembra abbia il suo etimo dalla combinazione di “Dai” (grande) e “Myô” o “Myôden” (Feudo produttore di riso). Termine con cui si designavano i Feudatari nipponici. Veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Daimy%C5%8D    http://en.wikipedia.org/wiki/Daimyo

[7] Sciabola. Dal polacco “Szabla”, in ungherese/magiaro “Szablya”. In francese, portoghese e catalano “Sabre”, in spagnolo/castigliano ed asturiano “Sable”, in romeno “Sabie”, in olandese, danese e svedese “Sabel”, in tedesco “Säbel” o “Pallasch”, in inglese “Sabre”. Deriva dalla Scimitarra. Ciò che i cinesi chiamano “Dao”. Scimitarra. In francese “Cimeterre”, in spagnolo/castigliano e portoghese “Cimitarra”, in catalano “Simitarra”, in tedesco “Türkensäbel” (letteralmente “Sciabola turca”) oppure “Scimitar”, in inglese “Scimitar”. Da questa arma da taglio lunga, costituita sempre da una lama sempre molto curva, ebbe origine la sciabola. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Sciabola

[8] Quando un guerriero, un “Bu-shi”, snudava un arma bianca, era tenuto ad usarla, per il Codice d’Onore del Guerriero Nipponico, il tanto famoso “Bushi-Dô”. Veggasi, su questo ultimo, le seguenti pagine Web: https://it.wikipedia.org/wiki/Bushid%C5%8D         https://en.wikipedia.org/wiki/Bushido

[9] Lama giapponese. La lama giapponese, probabilmente è la lama più famosa del Mondo. Il creatore della lama giapponese veniva considerato più un Sacerdote ed Eremita che un armaiolo o un Mago, poiché creava l’anima stessa del Samurai, la lama della Sua Arma, creava quindi un qualcosa di Sacro. Si credeva che la personalità del Fabbro, spesso notevole, si riflettesse o si incorporasse animisticamente nelle lame da Lui forgiate. Le cronache della fabbricazione delle spade elencano ad esempio Senzo Muramasa (veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Muramasa   http://en.wikipedia.org/wiki/Senzo_Muramasa), nato nel 1341 nel villaggio di Senji, ed allievo del grande Masamune. Questo personaggio straordinario era “un Fabbro abilissimo ma violento e squilibrato, tendente alla pazzia, che si riteneva fosse trasmessa nelle Sue lame…..era credenza popolare che esse fossero assetate di sangue e spingessero chi le portava a commettere omicidi o suicidio”. Queste lame erano considerate apportatrici di sfortuna per tutti, e specialmente per la Famiglia Tokugawa: “Ieyasu venne ferito accidentalmente due volte da esse. Alla Battaglia di Sekigahara, Nagatake recise il cimiero dell’elmo di Toda Shigemasa, e Ieyasu volle vedere l’arma che aveva usato. Mentre l’esaminava si tagliò ed osservò che doveva essere una lama forgiata da Muramasa, come effettivamente era. Di conseguenza, nonostante l’altissima qualità della tempra e della manifattura, queste lame vennero qualificate ignobili, assetate di sangue e indegne da esperti ufficiali come Honami Kotobu, e furono cancellate dagli Annali della Corporazione degli Esperti. Le lame del Maestro di Muramasa, Masamune, al contrario, erano considerate non soltanto di qualità eccellente, ma anche moralmente degne. Questo atteggiamento nei confronti delle spade era radicato nell’occultismo: quelle spade portavano sfortuna, queste portavano felicità e longevità e le “hin-ken” erano le spade che donavano ricchezza e potere.” Circa la scelta di materiali fondamentali ed i metodi per mescolarli, possediamo, purtroppo, soltanto informazioni frammentarie. Gilbertson ci informa che gli ingredienti principali (ferro ed acciaio di qualità eccellente) erano tratti da depositi di minerale di ferro magnetico e di sabbia ferruginosa. Un metodo di forgiatura descritto da questo autore, consisteva nel saldare una striscia di acciaio ad una verga di ferro (che fungeva da impugnatura),   su cui venivano saldate altre strisce della forma e della lunghezza richieste, e poi piegata e saldata di nuovo innumerevoli volte. Lo stesso autore calcolava che un processo del genere, ripetuto molte volte, con immersioni alternate nell’acqua e nell’olio a temperatura graduata, produceva una barra “composta di 4.194.304 strati di metallo nel suo spessore”. La lama della spada era solitamente composta di puro acciaio; molte, tuttavia, erano combinazioni di ferro ed acciaio. Per chi volesse approfondire tale argomento si consiglia di leggere le pagine 279 – 280 – 281 – 282 del libro di Adele WESTBROOK ed Oscar RATTI intitolato “I segreti dei samurai”, Edizioni Mediterranee, Roma.

 

[10] Katana. La sciabola del Samurai, simbolo del Suo status di Nobile Guerriero (Buke) assieme alla più piccola Wakizashi, con la quale formava la coppia “Dai-sho” (grande-piccola). Detta pure “Uchi-Gatana”., cioè “spada da taglio”, era un’arma da combattimento per eccellenza, leggermente curva, avente il filo tagliente sulla parte convessa. Si usava a due mani a partire dal Periodo Ashigaka (1333-1474) in poi. Misurava una settantina di centimetri. Una Katana non è solo un’arma, ma l’anima del “bushi“. E’ il mezzo più sofisticato per uccidere. Più è bella e più è mortalmente affilata. Le Katana differiscono dalle normali spade nella punta estremamente affilata e la lama leggermente ricurva. La bellezza di una Katana traspare proprio dalla lama e dalla punta. La sua forma elegante e la sua bellezza ha affascinato moltissimi Guerrieri.  I “Katanakaji” sono gli artigiani che forgiano le spade (non solo Katana ma anche Wakizaki e altre armi appuntite). Forgiare una Katana è più un arte che una semplice manifattura. Devono scaldare e battere il ferro ripetutamente e con grande passione. Una Katana terminata,  ha una struttura stratificata che la fa apparire molto bella quando viene bagnata.  La qualità di una Katana dipende da vari fattori, come piccole impurità nel ferro, la temperatura del fuoco, l’acqua ecc. Per comprendere a pieno la difficoltà nella realizzazione di una Katana, basti pensare che neanche un Maestro forgiatore può mantenere un’alta qualità tutte le volte. L’impugnatura di una Katana era di norma sui 20-25 cm. Secondo l’autorevole Wikipedia: “La Katana (刀?), anche italianizzato Catana, è la spada giapponese per antonomasia. Anche se molti giapponesi usano questa parola per indicare genericamente una spada, il termine katana si riferisce più specificamente ad una spada a lama curva e a taglio singolo di lunghezza superiore a 2 shaku (60 centimetri circa) usata dai Samurai. Nonostante permettesse efficacemente di stoccare, la katana veniva usata principalmente per colpire con dei fendenti, impugnata principalmente a due mani, sebbene Musashi Miyamoto, ne “Il libro dei cinque anelli”, raccomandasse la tecnica a due spade, che presupponeva l’impugnatura singola. Veniva portata con il filo rivolto verso l’alto, in modo da poterla sguainare velocemente con abili movimenti, e che in nessun modo il filo della lama potesse danneggiarsi nel tempo sfregando, a causa della forza di gravità, contro l’interno del fodero. L’arma era portata di solito dai membri della classe guerriera insieme alla “Wakizashi“, una seconda spada più corta (fra 1 e 2 shaku). La combinazione delle due spade era chiamata Daishō (大小), e rappresentava il potere o classe sociale e l’onore dei Samurai, i guerrieri che obbedivano al Daimyō (feudatario). Più precisamente la combinazione Daishō era costituita fino al XVII secolo da tachi e tantō, e solo in seguito da Katana e Wakizashi”. Veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web: https://en.wikipedia.org/wiki/Katana   https://it.wikipedia.org/wiki/Katana

[11] Scintoisti. Aderenti allo Scintoismo o Religione Scintoista, la Religione del Giappone. Scintoismo.  神道 Anche “Shintoismo”. Dal nipponico “Shin-” (la “Via degli Dei”, che si può pronunciare alla maniera “Kun” come “Kami no Michi“) con l’aggiunta del suffisso “ismo“. La Religione autoctona del  Giappone. Parte integrante della cultura giapponese, pre-esistente al Buddismo, che venne introdotto in Giappone attorno alla metà del VI secolo d.C., originariamente lo Scintoismo si presenta come un Politeismo Naturalistico rappresentante le Divinità in forma umanizzata o semi-umanizzata. Il nome appare per la prima volta nel “Nihon-Gi“, che fu probabilmente scritto nel 720 d.C. E’ pressochè impossibile compiere una stima dei fedeli, in quanto la maggior parte dei giapponesi si considerano oggi senza alcun problema, sia devoti dello Scintoismo sia, contemporaneamente, Buddisti o appartenenti ad altre Religioni. Lo Scintoismo odierno ufficialmente conta circa 22.000  Sacerdoti officianti negli 80.000 Templi ed oltre 145 Scuole, molte delle quali riconosciute dallo Stato.  Il  Sacerdote  Supremo  di  questa  Religione è  l’Imperatore. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Scintoismo

[12] Famiglia. L’insieme delle persone unite da vincoli di Sangue o di Matrimonio, per lo più conviventi; il termine designa anche tutte le persone passate, presenti e future che discendono da uno stesso progenitore.  In francese “Famille”, in spagnolo/castigliano “Familia”, in tedesco “Familie”, in inglese “Family”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Famiglia

[13] Sciabola. Dal polacco “Szabla”, in ungherese/magiaro “Szablya”.In francese, portoghese e catalano “Sabre”,in spagnolo/castigliano ed asturiano “Sable”, in romeno “Sabie”, in olandese, danese e svedese “Sabel”, in tedesco “Säbel” o “Pallasch”, in inglese “Sabre”. Deriva dalla Scimitarra. Ciò che i cinesi chiamano “Dao”. Scimitarra. In francese “Cimeterre”, in spagnolo/castigliano e portoghese “Cimitarra”, in catalano “Simitarra”, in tedesco “Türkensäbel” (letteralmente “Sciabola turca”) oppure “Scimitar”, in inglese “Scimitar”. Da questa arma da taglio lunga, costituita sempre da una lama sempre molto curva, ebbe origine la sciabola. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Sciabola

 

[14] Maestro, in giapponese “Sensei”. Gran Maestro in giapponese “Dai-Sensei”, “Dai-Shi” o “ō-Sensei”.

 

[15] Spada. Arma bianca manesca a lama lunga, dotata di uno o due fili taglienti e punta, per essere usata tanto per colpi di taglio, quanto per colpi di punta. In cinese mandarino è detta Chien (Jien in cinese pinyin), Kim in cinese di Shanghai, Gym in cinese di Canton, Kiem in vietnamita, Guom nel Nord-Vietnamita, Ken in giapponese, Khadga in sanscrito. Questa antichissima arma rappresenta esotericamente molteplici cose: la protezione della Santa/Sacra Dottrina; la vittoria della Conoscenza sull’Errore; l’Arma “tipo” per ogni tipologia di Esorcismo. Nella Religione Cinese Taoista, la spada è l’emblema di Lü Tung Pin, uno degli “Otto Immortali” (Pa-Hsien) e simboleggia la vittoria di questo valoroso sul Diavolo (Kwei). Il Bodhisattva (sanscrito, Bodhisatta in pâli, Bosatsu in giapponese, P’u-Sa in cinese), Santo del Buddismo del Grande Veicolo avente nome Manjushri (sanscrito, Monju in giapponese, Wen-Shu in cinese), “Patrono” della Saggezza, la usa per tagliare i nodi dell’ignoranza, causa che impedisce di pervenire alla Illuminazione Spirituale. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Spada_%28arma%29

[16] Fodero di Spada. In giapponese “Saya”.

[17] Paradiso Buddista (non il Nirvâna). In sanscrito “Sukhâvatî”, in giapponese “Gokurako”.


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