Imam – إمام

Cos’è un Imām?[1]

Imām. – Vocabolo arabo, che, dal primitivo senso di colui che sta davanti agli altri e quindi fa loro da modello e guida, ha assunto con l’Islamismo, i seguenti significati tecnici penetrati nelle lingue di tutti i Popoli Musulmani: 1. Il Sovrano  della Monarchia  Universale Musulmana, ossia il Califfo (v.) dei Musulmani Ortodossi o Sunniti,  i cui Teologi e Giuristi sogliono riservare il Titolo di Califfo ai primi quattro soltanto.

Presso gli Sciiti invece sono Imām soltanto quelli che gli Sciiti considerano come legittimi Monarchi, per Volere Divino, del Mondo Musulmano, ossia ‘Alī e i Suoi Discendenti in linea retta maschile sino a quello (12° o 7° secondo le Sette) che è misteriosamente scomparso e che ricomparirà in futuro;

l’Imām Sciita è impeccabile, infallibile, superiore per virtù e Dottrina a tutti gli altri uomini e solo legittimo interprete della Legge Divina: Imperatore  dunque, e Pontefice[2].                                                                                                                                                       

2. Nell’uso dei Teologi e Giuristi Sunniti, anche qualsiasi Sovrano  di Stati Musulmani Vassalli del Califfo, o, dopo la caduta del Califfato[3] (1258), indipendenti.

3. Colui che dirige la Preghiera rituale  in comune nelle Moschee od altrove; ufficio che può essere tenuto da qualsiasi Musulmano conoscitore del rituale, non implica alcun concetto di Ordini Sacri Sacerdotali ed è divenuto fisso e statale o municipale soltanto nel sec. XIX nell’Impero Ottomano[4] e nelle Colonie Europee d’Africa.

Quando fu istituito nell’Impero Ottomano il Servizio dello Stato Civile (1287 èg., gennaio 1871), parecchie funzioni dello Stato Civile Musulmano e di Vigilanza nei Quartieri Cittadini vennero affidate agli Imām di ruolo.

Tutto ciò è stato soppresso in Turchia con le Leggi di laicizzamento del 1924-1925; permane invece nei Paesi Arabi staccati nel 1919 dall’Impero Ottomano e, in parte, nella Libia Italiana.

4. colui che eccelle in un ramo delle Scienze o delle Lettere; fra l’altro presso i Sunniti, si indicano col Titolo di Quattro Imām i Fondatori delle Quattro Scuole Ortodosse di rituale  e Diritto. (Abū Hanīfah, Mālik, ash-Shāfi’ī e Ahmad ibn Hanbal).

Fonte: pagina 867, della “Enciclopedia Italiana di Scienze, Lettere ed Arti Edizione 1949 – Volume XVIII – GU-INDE”, Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1951, ristampa fotolitica del Volume XVIII pubblicato nel 1933 GU-INDE, nota a cura del Professor[5] Carlo Alfonso Nallino[6], della R. Accademia d’Italia, Professore nella R. Università di Roma: Storia e Civiltà Islamica.

NOTA BENE: PER DIRIGERE LA PREGHIERA COME IMAM BISOGNA ESSERE PURI. SE SI E’ COMEMRCIANTI, AD ESEMPIO, E SI VENDE ALCOOL E CARNI HARAM NON SI PUO’ ESSERE IMAM NEANCHE SE SI CONOSCE A MEMORIA IL SACRO CORANO.


[1] Sulla possibilità di Imām donne veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Donne_come_imam

[2] Pontefice. Dal latino “Pontificem”.

[3] Califfato. Lo Stato Teocratico retto dal Califfo.  In arabo “al-Khilafa”.

[4] Impero Ottomano. Secondo quanto detto da A. BOMBACI e S. J. SHAW nel libro “L’Impero Ottomano” U.T.E.T., Torino, 1981, pagina 415, l’Impero non brillava per rispetto dei Diritti Civili, tantoché il termine col quale si designava la massa dei Sudditi era “Raya” cioè “Gregge”. Secondo l’autorevole Wikipedia: “L’Impero Ottomano o Sublime Stato Ottomano, noto anche come Sublime Porta (turco ottomano: دَوْلَتِ عَلِيّهٔ عُثمَانِیّهDevlet-i ʿAliyye-yi ʿOsmâniyye, turco moderno: Osmanlı Devleti o Osmanlı İmparatorluğu), fu un Impero Turco che durò dal 1299 al 1922 (623 anni). Venne detto “Ottomano” poiché venne costituito originariamente dai successori di Osman Gazi, un guerriero turco capostipite della Dinastia Ottomana che assunse il titolo di Imperatore con il nome di Osman I. L’Impero nacque praticamente in continuità col Sultanato[1] Selgiuchide[2] di Rum e durò sino all’istituzione dell’odierna Repubblica di Turchia. L’Impero Ottomano fu uno dei più estesi e duraturi imperi della Storia: infatti durante il XVI e il XVII secolo, al suo apogeo, sotto il Regno di Solimano il Magnifico, esso era uno dei più potenti Stati del Mondo, un Impero multinazionale e plurilingue che si estendeva dai confini meridionali del Sacro Romano Impero, alle periferie di Vienna e della Polonia da Nord fino allo Yemen e l’Eritrea a Sud; dall’Algeria ad Ovest fino all’Azerbaigian ad est, controllando gran parte dei Balcani, del Vicino Oriente e del Nordafrica. Avendo Costantinopoli come capitale e un vasto controllo sulle coste del Mediterraneo, l’Impero fu al centro dei rapporti tra Oriente ed Occidente per circa sei secoli”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Ottomani


[1] Sultanato. Un Regno Musulmano (https://www.treccani.it/vocabolario/sultanato/) retto appunto da un Re denominato Sultano. Veggasi questa uultima “Voce” entro il Glossario.

[2] Selgiuchidi. Secondo l’autorevole Wikipedia: “I Selgiuchidi (oppure Turchi Selgiuchidi, in turco Selçuklular; in persiano: سلجوقيان‎‎, Saljūqiyān; in arabo: سلجوق‎, Saljūq oppure السلاجقةal-Salājiqa) furono una dinastia turca il cui ramo principale elesse la sua residenza in Persia (Isfahan). Di Fede Musulmana Sunnita, i Selgiuchidi governarono parte dell’Asia Centrale, del Vicino e del Medio Oriente dall’XI al XIV secolo. Essi crearono l’Impero Selgiuchide che si estendeva dall’Anatolia all’attuale Xinjiang. La Dinastia Selgiuchide trae il suo nome da Seljuk, morto intorno all’anno 1000. Entrato in contrasto col suo Signore, lo Yabġu degli Oghuz – una delle tribù turche orientali entrata a far parte della Confederazione dei T’ie-lo, o Toquz Oghuz (Nove Clan) – il sübašı Seljük emigrò col suo gruppo nella Transoxiana. Suo figlio Isrāʾīl, coinvolto nelle lotte fra Samanidi e Karamanidi, si spostò nei domini Ghaznavidi.
Dopo essere arrivati in Persia, i Selgiuchidi adottarono la cultura e la lingua persiana e giocarono un importante ruolo nello sviluppo della Tradizione Turco-Persiana. Oggi sono ricordati come grandi Patroni della CulturaArteLetteratura e Lingua Persiana e sono considerati gli antenati culturali dei Turchi Occidentali, gli attuali abitanti di AzerbaigianTurchia e Turkmenistan. Il primo elemento di spicco, fondatore di fatto della dinastia, fu Toghrul Beg (10371063), nipote di Seljük. Questi riuscì a conquistare la Persia e l’Iraq e fu nominato Sultano nel 1055 dal Califfo Abbaside di Baghdad, cui egli impose una rispettosa tutela, resa meno gravosa dalla comune Fede Sunnita, contro le mene Fatimidi, espresse in quel momento a Baghdad dal Comandante militare turcosciita al-Basāsīrī che, tra il 1056 e il 1059, quasi riuscì a convincere il Califfo al-Qāʾim ad abdicare e a riconoscere come legittimo Califfo di tutta la Umma l’Imām Fatimide del Cairo. Suoi successori diretti furono Alp Arslan e Malikshah”.

 

[5] Professóre. In latino “professòrem” ergo “profèssor-òris”, derivato di “profèssus”, participio passato del verbo “profiteri”, dichiarare/insegnare  pubblicamente, professare. Fino al Medioevo, i titoli di “Magister”, “Doctor” e “Professor” furono assolutamente sinonimi (H. Rashdall “The Universities of Europe in the Middle Ages”, 1895).       Tanto i “Magistri” quanto i “Doctores”  avevano collegata la “Licentia Docendi”. Chi professa l’insegnamento in una Scuola Superiore a quella Elementare. Vocabolo entrato nel lessico italiano dal secolo XIV.  In francese “Professeur”, in spagnolo “Profesor/Professor”, in portoghese , inglese e tedesco “Professor”,  in lithuano “Profesorius”, in somalo “Bare” o, più specificatamente, se titolare di Cattedra Universitaria “Barafasoor”.

[6] Carlo (Carlo Alfonso) NALLINO. Professore Ordinario di “Storia ed Istituzioni Musulmane” all’Università di Roma.


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