Karate. 空手 Letteralmente “mani” (Te) “vuote” (Kara). Anticamente l’ideogramma di “Kara” indicava l’origine “Cinese” dell’arte. Abbreviazione di Karate Dā, la “Via delle Mani Vuote”.

Poi, per ragioni anche nazionaliste fu adottato l’omofono (cioè avente lo stesso suono) ma differente ideogramma indicante “a mano nuda”.







L’Arte Marziale Tradizionale giapponese, derivata dal Kempō. (lettura giapponese degli ideogrammi letti dai cinesi “Ch’üan-Fa”) di Okinawa.

Kempō. Scritto anche “Kenpō”. Pronuncia del cinese “Chüan-Fa”. Il termine significa “la Via del pugno” o “La Via del Pugilato”. Arte Cinese di Combattimento senza armi introdotta ad Okinawa attorno al 1600. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Il Kenpō (拳法? pron. [ke̞mpo̞ː]), noto in Occidente anche con la traslitterazione Kempō, è un’Arte Marziale giapponese di origine cinese. Kenpō è un vocabolo sino-giapponese (analogo al cinese Quanfa[1]) che significa “boxe” tradizionale, in senso generico. Il termine è stato adottato in Giappone in epoca moderna e indica un gruppo di metodi ispirati agli stili cinesi sviluppatisi soprattutto a partire dall’Era Ming[2]”. Per maggiori informazioni è possibile visitare questa pagina Internet: http://it.wikipedia.org/wiki/Kempo
Molti prigionieri americani furono torturati[3] per mezzo dei colpi del Karate.

Il Karate è una tra le più antiche e Nobili Arti Marziali Orientali, nata e sviluppatasi in Giappone, da dove si è poi diffusa in tutto il mondo, sulla scia di diverse Scuole che sono sorte ad opera di diversi Maestri e dei differenti stili che le caratterizzano e la cui varietà costituisce, tutt’oggi, uno degli aspetti tipici ed interessanti di questa disciplina.
Il Karate è una Disciplina che si pratica senza armi (Kara = vuota – Te = mano, Dō la Via, quindi “La Viadelle Mani Vuote”), a mani nude (la Sua estensione con le armi si chiama “Kobudo”). Impone una particolare cura nella preparazione fisica e, attraverso un esercizio continuo e ripetitivo delle varie tecniche, educa il carattere del praticante abituandolo in tal modo a dominare le reazioni istintive che si determinano nell’ambito dell’emotività umana. Tale aspetto fondamentale ne fa uno sport completo, di impegno fisico perfettamente simmetrico, in quanto prevede ed impone l’intervento e l’utilizzo di tutto il corpo per compiere le azioni sia di difesa che di attacco. Il Karate richiede velocità di esecuzione, reazione, controllo e precisione, e tale condizionamento sottopone il Karateka (il praticante il Karate) ad un esercizio di continuo autocontrollo che si riflette positivamente nella vita di tutti i giorni. Anche per questi motivi non ci sono controindicazioni nella pratica del Karate, che è per tanto, aperto e consigliabile a tutti, per le positive ripercussioni sotto l’aspetto dell’acquisizione ed il mantenimento dell’efficienza fisica e mentale.
Questa tipologia d’esercizio è particolarmente utile nei bambini nel periodo dello sviluppo poiché contribuisce moltissimo allo sviluppo delle capacità coordinative e motorie.
L’impegno aerobico[4] – anaerobico, alternato con fasi di lavoro soggettivamente sottomassimali offre la possibilità di dosare agevolmente gli sforzi secondo i diversi parametri individuali per una crescita graduale.
In Occidente lo stile di Karate più famoso è lo Shôtôkan 松濤館流. Scuola e Stile di Karate creata da Funakoshi Gichin[5] ed elaborata e modificata da suo figlio Yoshitaka. Essa è divenuta uno stile di combattimento leggero e fluttuante, adatto soprattutto per la lunga distanza, con spostamenti (“Tai-sabaki”) e attacchi lunghi, bassi, penetranti, assolutamente duri, potenti. Shôtôkan era anche il nome del Dôjô (=luogo dove viene esercitata l’arte della via, impropriamente palestra) fondato da Gichin a Tôkyô nel 1938 per diffondere il Karate-Do. Shôtôkan significa luogo (casa) dello Shôtô (“Brezza di Pino”). Shôtôkan era anche lo pseudonimo di Funakoshi Gichin, che firmava in questo modo le sue poesie. Approfondibile pure tramite queste pagine Internet: http://it.wikipedia.org/wiki/Shotokan e http://www.karate-shotokan.it/ Altro stile famoso è il Wadô-ryû Karate-Dō.
Lo stile Wadô-ryû 和道流 (la “Via della Pace ed Armonia”) del Karate dô è stato fondato nel 1934 dal Maestro Hironori Ôtsuka[6], (1892-1982) allievo di Gichin Funakoshi (1869-1957, nato ad Okinawa e Fondatore del Karate Moderno, Creatore dello stile Shôtôkan) dal 1922 e prima di allora studioso di Ju-Jitsu[7] stile Shindô Yôshin-ryû. “Wa” può tradursi come Pace, Accordo, Armonia. Per comprendere ed applicare correttamente le tecniche di questo stile si deve analizzare l’esperienza vissuta dal Maestro. Rielabora le tecniche di Karate di Funakoshi rendendole più fluide e meno statiche per poter applicare entrambe le discipline studiate in passato e si oppone fieramente agli esercizi eseguiti all’attrezzo detto “Makiwara” (tavola elastica di legno, per l’allenamento del pugno, rivestita nella sua parte terminale di paglia intrecciata o da altro materiale idoneo, anche gomma, fissata direttamente al muro o direttamente infissa al suolo), destinati ad indurire talune parti del corpo. Inventa la tecnica del “colpo in rilassamento” seguito da una rapida retrazione dell’arto impegnato nel movimento ed enfatizza l’uso dell’agilità e della “morbidezza, cedevolezza” in luogo della mera forza bruta. I combattenti di Wadô-ryû sono noti per la capacità di evitare i potenti attacchi con veloci schivate e contrattacchi fulminei sfruttando dei movimenti dell’anca (体捌き “Tai Sabaki”[8]) e traiettorie ottimali. Il simbolo, un pugno racchiuso tra le ali di una colomba, fu creato dal Fondatore per evidenziare che il Budô è una “Via di Pace” Nel 1972 Ôtsuka ricevette direttamente dall’Imperatore giapponese il grado di “Hanshi”, il più alto riconoscimento, il decimo dan ed in seguito divenne Capo della Federazione di Karate di tutto il Giappone. E’ morto il 29 gennaio 1982 a novant’anni. Ôtsuka, dopo aver seguito il M° Funakoshi, elaborò il proprio stile pensando di far assumere le posizioni base mantenendo il corpo più alto rispetto allo stile Shôtôkan, ciò per non recare danni alla spina dorsale ed inserendo altresì nei movimenti alcune tecniche di Aikidō (https://it.wikipedia.org/wiki/Aikid%C5%8D)facilitanti gli spostamenti delle anche. In Italia questo stile è stato diffuso dal Gran Maestro Augusto Basile (https://it.wikipedia.org/wiki/Augusto_Basile) a partire dal 1963.
Altro famoso Stile è il Gojû-ryû 剛柔流. Scuola di Karate nel quale si alternano le tecniche dure (“Go”) alle tecniche morbide (“Ju”). Fondato dal Maestro Miyagi Chojun (1888-1953) nel 1930. In seguito ne è stato Caposcuola il Maestro Yamaguchi Gōgen[9] (1909-1989) detto “Neko” 猫 (il Gatto).
Le tecniche di questo Stile sono originarie di Okinawa, ove Higaonna (che rimase in Cina, nella Regione del Fukien, per 13 anni e vi apprese da Gran Maestri il Kung Fu), Maestro di Miyagi, le insegnava. Sensei Miyagi Chojun[10] scrive nel suo “Karate-Dō Gairaku“: “Nell’undicesimo anno di Bunsei (1828) un metodo di Boxe cinese praticato nel Fukien fu introdotto ad Okinawa. Dopo continui miglioramenti questo stile è diventato il Karate Goju-Ryu“. Quindi il Karate Gojû-ryû è l’evoluzione di uno degli stili dello Shaolin del Sud e della Gru Bianca “Hequan” 白鶴拳 originario del Fukien[11] ora scritto in pinyin Fujian (Fuchao).
Per un quadro completo è possibile visionare, su Internet, questa pagina: http://karateryu.interfree.it/goju%20ryu.htm Fra gli Stili di Karate di Okinawa segnaliamo lo Shito-ryû. Scuola di Karate di Okinawa creata nel 1928 dal Maestro Mabuni Kenwa (1889-1952), la quale prevede circa 50 Forme dette “Kata”. In questo stile la potenza fisica gioca un ruolo assai importante.
Fra le Scuole di Karate di Okinawa influenzate dal Kung Fu Wu Shu cinese ricordiamo lo stile “Uechi-Ryû”, fondato nel 1897 da un contadino, Uechi Kambun[12] il quale aveva studiato l’Arte Marziale Cinese direttamente in Cina, sotto la direzione del Maestro Sifu Zhu Shua il quale lo nominò Suo Successore nello stile detto “Pangen-nu”. A propria volta Uechi Kanei[13] nato nel 1911 insegnò l’Arte dello Uechi Ryu[14] a partire dal 1940.
Questa Scuola insegna otto Kata di combattimento (Kata in giapponese, Tao, Lu oppure Tao Lu in cinese mandarino).
Veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Karate http://en.wikipedia.org/wiki/Karate
[1] Quanfa. Trascrizione nuova Pinyin rispetto la vecchia trascrizione Wade-Giles “Chüan-Fa”.
[2] Dinastia Ming. Secondo l’autorevole Wikipedia: “La dinastia Ming (明朝S, Míng cháoP, chiamata anche 大明帝国 il grande Impero dei Ming) fu la dinastia che assunse il controllo assoluto della Cina dal 1368 al 1644, dopo aver determinato il crollo della precedente dinastia Yuan di origine mongola. Dopo la conquista da parte dell’emergente dinastia Shun della capitale Pechino nel 1644, gli aristocratici fedeli alla causa dei Ming si organizzarono nelle loro roccaforti nelle province meridionali del Paese. Nel 1645 la dinastia Qing di etnia manciù sconfisse l’esercito Shun e si impadronì del potere. La resistenza dei cosiddetti Ming Meridionali sarebbe stata progressivamente distrutta dai Qing e dopo il 1662 sarebbero rimasti soltanto dei gruppi isolati di Ming che avrebbero continuato le loro attività antigovernative fino all’istituzione della Repubblica di Cina nel 1912. L’impero Ming era uno dei più vasti della storia, con una superficie di 10,4 milioni di kmq all’apice, nel XVII secolo. Gli Imperatori della dinastia Ming erano membri della famiglia Zhu ed erano di etnia Han. La dinastia sarebbe stata l’ultima di tale etnia a dominare la Cina. Durante il regno degli Yuan, vi erano stati tra la popolazione forti sentimenti di opposizione al dominio dei mongoli. Il malessere degli Han sfociò in una rivolta popolare che costrinse gli Yuan a ritirarsi nuovamente nelle steppe della Mongolia. La rivolta condotta da Zhu Yuanzhang consentì nel 1368 la presa del potere da parte della dinastia Ming, che promosse un periodo di rinascita culturale nel paese. I mercanti cinesi tornarono ad avere un ruolo di primo piano spingendosi fino all’Oceano Indiano e le arti, in special modo quella della produzione di porcellana, raggiunsero traguardi straordinari mai ottenuti prima. Sotto il regno dei Ming, venne costruita una grande flotta composta da enormi navi dotate di quattro alberi con la stazza fino a 1 500 tonnellate, e venne organizzato un esercito di terra composto da un milione di uomini. Nella Cina del Nord, vennero prodotte ogni anno più di 100 000 tonnellate di ferro, e molti libri furono stampati con caratteri mobili. Rinomatissime sono le ceramiche Ming, tra cui si annovera quella wucai. Secondo alcuni storici, la Cina all’inizio della dinastia Ming era la nazione più evoluta della Terra”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: https://it.wikipedia.org/wiki/Dinastia_Ming
[3] Tortura. Veggasi tale Voce come articolo culturale.
[4] Aerobico. Detto di processo biochimico che si realizza negli organismi pluricellulari con consumo di ossigeno. Per estensione l’Aerobica, più propriamente Ginnastica Aerobica, è data da quel complesso di esercizi fisici che prevedono uno sforzo blando ma prolungato nel tempo, in modo da favorire l’utilizzo dell’ossigeno presente nei tessuti.
[5] Gichin Funakoshi . Secondo l’autorevole Wikipedia: “Gichin Funakoshi (船越 義珍 Funakoshi Gichin; Shuri, 10 novembre 1868 – Tōkyō, 26 aprile 1957) è stato un Karateka e Maestro di Karate giapponese. Fu tra i più conosciuti e apprezzati Maestri di Arti Marziali; fu il fondatore dello stile Shotokan”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: https://it.wikipedia.org/wiki/Gichin_Funakoshi
[6] Hironori Ōtsuka. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Kuo “Hironori” Ōtsuka (Shimodate, 1º giugno 1892 – 29 gennaio 1982) è stato un Maestro di Karate giapponese”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web:https://it.wikipedia.org/wiki/Hironori_%C5%8Ctsuka
[7] Jû-Jitsu. Vocabolo giapponese. Talvolta trascritto “Jiu-Jitsu” oppure “Jû-Jutsu”). Letteralmente significa “l’Arte della Cedevolezza”. Trattasi delle tecniche di combattimento a mani nude elaborate dagli aristocratici guerrieri Samurai a partire dall’Epoca Kamakura (1185-1333). Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: https://it.wikipedia.org/wiki/Jujutsu
[8] Tai Sabaki. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: https://en.wikipedia.org/wiki/Tai_sabaki
[9] Gōgen Yamaguchi. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Jitsumi Gōgen Yamaguchi (山口剛玄, Yamaguchi Gōgen; Miyakonojō, 20 gennaio 1909 – 20 maggio 1989) è stato un Karateka e Maestro di Karate giapponese, famoso “Maestro” di Karate-dō e fondatore dell’International Karate-do Goju-kai Association (o più semplicemente Goju-kai). Prima della sua morte fu decorato dall’Imperatore del Giappone nel 1968 con la Medaglia del Nastro Blu らんじゅほうしょう Ranju-Houshou, 藍綬褒章 e quinto in Ordine di Merito, per il suo enorme contributo alla diffusione nel Mondo delle Arti Marziali giapponesi. Per molti anni Gōgen Yamaguchi fu elencato nel libro dei Guinness of Records per i suoi conseguimenti”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: https://it.wikipedia.org/wiki/G%C5%8Dgen_Yamaguchi
[10] Chōjun Miyagi Secondo l’autorevole Wikipedia: “Chōjun Miyagi (宮城 長順 Miyagi Chōjun?; Naha, 25 aprile 1888 – Okinawa, 8 ottobre 1953) è stato un Karateka e Maestro di Karate giapponese. Fondatore dello stile Gōjū-ryū, fu il primo Maestro di Karate ad essere insignito del grado di “Kyoshi”, 2º livello, dal Dai Nippon Butokukai. Altri Maestri fra i quali G. Funakoshi, K. Mabuni ed H. Ohtsuka ottennero soltanto il titolo di Renshi (terzo livello) nel 1939. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web:https://it.wikipedia.org/wiki/Ch%C5%8Djun_Miyagi
[11] Veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web: https://it.wikipedia.org/wiki/Hequan https://en.wikipedia.org/wiki/Fujian_White_Crane
[12] Uechi Kambun. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Kanbun Uechi (上地 完文 Uechi Kanbun; Motobu, 5 maggio 1877 – Iejima, 25 novembre 1948) è stato un Maestro di Karate giapponese. Fu il fondatore dell’Uechi-ryū, uno degli stili primari del Karate di Okinawa”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: https://it.wikipedia.org/wiki/Kanbun_Uechi
[13] Kanei Uechi. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Kanei Uechi (上地 完英 Uechi Kanei, June 26, 1911–February 23, 1991) was the son of Kanbun Uechi, founder of Uechi-Ryū, one of the primary Karate styles of Okinawa. Kanei was instrumental in the growth of Uechi-Ryū after his father’s death”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: https://en.wikipedia.org/wiki/Kanei_Uechi
[14] Uechi-ryū. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Il Karate Uechi-ryū (上地流 Uechi-ryū?) (“stile di Uechi“) è uno stile tradizionale di Karate Okinawense di matrice prettamente cinese. Fu per la prima volta introdotto ad Okinawa da Kanbun Uechi, il quale vi fece ritorno dopo un soggiorno in Cina durato più di dieci anni. Kanbun aveva lasciato Okinawa nel 1897, recandosi a Fuzhou nella Provincia del Fujian (regione nota per gli stili di lotta della Gru Bianca, in cui si formò anche Kanryo Higaonna) per sottrarsi alla circoscrizione militare obbligatoria che all’epoca imponeva ai giovani di prestare servizio nell’Esercito giapponese. In Cina, Kanbun ebbe modo di studiare la Boxe cinese sotto la guida di Shu Shi Wa, esperto conoscitore di una disciplina nota col nome di Pangai-noon (traducibile come “duro/morbido“). I Kata praticati nello Uechi-ryū sono otto. Tre sono quelli originariamente appresi da Kanbun durante il suo soggiorno presso Shu Shi Wa: Sanchin, Seisan e Sanseiryu; i cinque restanti invece, furono elaborati da suo figlio Kanei Uechi e dai suoi studenti dopo la Seconda Guerra Mondiale. Kata principale, considerato la chiave di volta dell’intero stile è il Sanchin (traducibile come “tre conflitti“). Attraverso la pratica di questo esercizio isometrico che può a tutti gli effetti dirsi propedeutico alla pratica del Karate Uechi-ryū, si apprende la respirazione basilare dello stile e con la dovuta durezza/morbidezza il corpo del praticante si plasma, i muscoli si tonificano e la struttura ossea si consolida”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: https://it.wikipedia.org/wiki/Uechi-ry%C5%AB

Lascia un commento