Crocifissione

La Croce e la Crocifissione. Nella Religione Islamica Gesù il Cristo NON è stato mai crocifisso in quanto venne sostituito da Dio stesso.

Differenze tra la Croce ed il Crocifisso. La Croce è il simbolo della Cristianità, del Cristianesimo ma ci sono oltre 35.000 denominazioni Cristiane nel Mondo. Molto spessi i Protestanti non usano raffigurare il corpo di Gesù il Cristo sopra la Croce, cioè sul Crocifisso.

Nei tempi degli Antichi Romani, la Croce era uno strumento di tortura e morte nonché di pubblica umiliazione. Il Crocifisso (una Croce col il corpo del Cristo) è un simbolo usato dalla Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Il nome deriva dal latino “Cruci fixus”, che significa fissato sopra una Croce. Ciò si riferisce all’immagine di Gesù fissato ad una Croce cosa ben distinta da una Croce senza il corpo umano crocifisso su di essa.

Croce. Riproduzione della croce del Cristo, in latino “Crux” – Crux-Crúcem (in francese “Croix”, in inglese “Cross”, in tedesco “Kreutz” in olandese “Kruis”, in spagnolo/castigliano, gallego/galiziano e portoghese “Cruz”, in corso “Croce”, in siciliano “Cruci”, in romeno “Cruce”, in catalano e provenzale “Crotz”, in gallese “Croesi”, in lituano “Kirsti”). La Croce si collega misteriosamente, secondo l’Esoterismo[1] Salomonico, al Culto[2] proprio dell’Arte Salomonica/Ars Regia/Ars Salomonica e fa parte degli Antichi Misteri. Questa Croce contiene tutti i Numeri Sacri. Essa è la Base della Geometria. Il Culto della Croce si  secondo taluni Esoteristi nella Isola di Cozumel[3] (da Kùutsmil, in lingua Maya “Isola delle rondini“), un’isola posta nel Mar dei Caraibi[4], poco al largo della Penisola dello Yucatán, posta al limite orientale del Canale dello Yucatán e sulle Coste dello Yucatán circa 4000 anni avanti Cristo. Questo segno è stato riverito come la Divinità della Pioggia, allegoria della Fecondità[5]. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Una Croce è una figura geometrica che è fatta di due linee o barre che si incrociano con un angolo retto, in maniera tale che una di esse (o tutt’e due) venga divisa a metà. È uno dei simboli umani più antichi”. Esotericamente può indicare Potere, Autorità, Forza, Volontà. Veggasi, per maggiori informazioni, il seguente sito Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Croce                        http://www.treccani.it/enciclopedia/ricerca/croce/

Croce Cristiana. In olandese “Christelijke” oppure “Latijnse Kruis”, in tedesco “Kreuz (Christentum)”, in inglese “Christian Cross”, in romeno “Crucea Creștină”, inspagnolo/castigliano “Cruz Cristiana”, in portoghese “Cruz Cristã”,in catalano “Creu Cristiana”, in francese “Croix Chrétienne”.Secondo l’autorevole Wikipedia:“La Croce Cristiana è il simbolo cristiano più diffuso, riconosciuto in tutto il mondo. È una rappresentazione stilizzata dello strumento usato dai romani per l’esecuzione capitale tramite crocifissione, il supplizio che secondo i Vangeli e la Tradizione[6] Cristiana è stato inflitto a Gesù Cristo. Per i Cristiani la Croce costituisce un ricordo della Passione, Morte e Risurrezione di Gesù, fasi inseparabili di una sola vicenda. Perciò la Croce:

  • è principalmente un simbolo di speranza[7] e di “negazione delle immagini sbagliate di Dio”;
  • è un ricordo dell’invito evangelico ad imitare Gesù in tutto e per tutto, accettando pazientemente anche la sofferenza.

L’interesse degli Studiosi si è rivolto sia sulle origini del simbolo grafico sia sul suo utilizzo nei primi secoli cristiani sia sulla valenza simbolica associata alla Croce negli Scritti Neotestamentari”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: https://it.wikipedia.org/wiki/Croce_cristiana

Crocifissione. In latino “Crucifixio”, in inglese “Crucifixion”, in tedesco “Kreuzigung”,in francese “Crucifiement”, in spagnolo/castigliano e gallego/galiziano “Crucifixión”, in asturiano “Crucifixón”, in catalano “Crucifixió”, in portoghese “Crucificação” oppure “Crucifixão”. L’atto d’inchiodare o legare una vittima[8] viva o talvolta una persona deceduta ad una croce o a un palo (stauros o skolops) o ad un albero (xylon). Generalmente Erodoto[9] usa il verbo anaskolopizeindi persone vive e anastauroundi corpi. Dopo di lui i verbi diventano sinonimi nel significato di “crocifiggere” (in latino “Cruci-fígere”, participio passato “Crucifíxus”). Giuseppe Flavio[10] usa soltanto (ana)stauron, Filone[11] soltanto anaskolopizein. Il verbo stauroun compare frequentemente nel Nuovo Testamento, che usa sempre stauros e mai skolopsper la croce di Cristo.

Sia come crocifissione ordinaria che come crocifissione su di una croce di Sant’Andrea[12] (a X). La Crocifissione era una terribile forma di esecuzione, di Pena Capitale che venne inflitta anche a Gesù[13]  il Cristo[14] il Nazareno[15] ed è stata studiata scientificamente: http://e-forensicmedicine.net/Turin2000.htm

Trattasi dell’atto d’inchiodare (chiodi quadrati di 17,7 centimetri) o legare una vittima viva o talvolta una persona deceduta ad una croce o a un palo (stauros o skolops) o ad un albero (xylon). Generalmente Erodoto[16] usa il verbo anaskolopizeindi persone vive e anastauroundi corpi. Dopo di lui i verbi diventano sinonimi nel significato di “crocifiggere” (in latino “Cruci-fígere”, participio passato “Crucifíxus”). Giuseppe Flavio[17] usa soltanto (ana)stauron, Filone[18] soltanto anaskolopizein. Il verbo stauroun compare frequentemente nel Nuovo Testamento[19], che usa sempre stauros e mai skolops per la croce di Cristo. Veggasi pure il libro intitolato “Storia della Tortura”, di George Riley Scott, Oscar Storia Mondadori ove, alle pagine 175, 176 e 177 si scrive di tale supplizio.

Presso gli Antichi Romani era la pena capitale più dolorosa e ignominiosa che si potesse infliggere, normalmente inflitta agli schiavi.

La Croce[20], da strumento di morte, da supplizio e tortura, diventò, per i Cristiani, simbolo[21] di Salvezza nonché simbolo della stessa Religione Cristiana.

Nel Giappone feudale esisteva la morte per crocifissione, con colpo di grazia inferto mediante una picca (yari); questa differiva dalla versione giudaica con la quale i Farisei uccisero Gesù di Nazareth, il Cristo (l’Unto del Signore). Infatti, oltre alla traversa superiore, che riceve le braccia, ne hanno un’altra in basso, che riceve le gambe divaricate del condannato. Nel mezzo del fusto vi è un modiglione confittovi sul quale è il reo. Il poveretto non era inchiodato ma era bloccato da manette in ferro alle mani ed ai piedi. La gola era cinta da un collare, anch’esso di ferro. Talvolta un cerchio, oppure una robusta fune li cingeva alla vita.  Oltre ciò, erano bloccate anche le braccia, fra il gomito e la spalla.            

                    

La Pena della Crocifissione venne inserita nel Codice Penale Tokugawa[22] (in vigore dal 1603 al 1867-1868) come castigo esemplare per i crimini più gravi contro l’Autorità Costituita, ad esempio la cospirazione politica, l’assassinio di un Padre, di un Marito, di un Professore (cose gravissime per l’’Etica Confuciana e quindi, poi, per il Neo Confucianesimo Giapponese) e l’attraversamento clandestino delle frontiere.

Veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Crocifissione     http://www.treccani.it/enciclopedia/ricerca/crocifissione/

David. Davide (“David” in ebraico, “Dawud” in arabo), Re David/Davide, l’Eroe Biblico vincitore su Golia[23] (Goliath scritto in inglese in arabo “Ǧālūt”, era alto, secondo quanto tramandato secondo certe fonti fino a circa 320 centimetri attuali) e (la storia di David e Golia è narrata nel I Libro di Samuele[24] (17, 38-51) vinse il malvagio gigante non per la forza bruta o per le proprie misure ma per l’intelligenza. Nel complesso dei Libri della Bibbia il nome di Davide è citato ben 1129 volte mentre quello di Mosè[25] solo 885 volte, quello di Saul 411, quello di Giacobbe398, quello di Salomone[26] 308, quello di Abramo 261, quello di Paolo 171 e quello di Pietro 163 (fonte: pagina 19 della “Settimana Enigmistica”, numero 3931, Anno 76, 28 luglio 2007). L’Apostolo Matteo[27] chiamò Gesù “figlio di David”, ragion per la quale, la Famiglia di Nazareth, seppure decaduta e dimentica degli splendori del Trono di Gerusalemme[28], era pur di Sangue Reale. La Famiglia Reale Georgiana dei Bagration[29] (Dinastia Bagratide; BAGRATION de MOUKHRANI, Principi di Armenia, di  Kartlie-Kakhétie e di Moukhrani, Principi di Lazes, etc.. Casata nota come d’origine Davidica, la più antica Dinastia al Mondo non estinta.) che è una delle Dinastia Reale più antiche del Mondo, afferma di discendere da Davide. Dio ha eletto ed unto David Re per mezzo del Suo Profeta Samuele (I Sam. 16, 12-13). Veggasi, su Internet, questa pagina: http://it.wikipedia.org/wiki/Davide_%28Bibbia%29

Gesù. “Jéhoshoua”, “Yeshua” (che vuol dire “Dio aiuta”) divenne “Gesù” dal nome ellenizzato. Per i Cristiani Gesù Cristo (o meglio Gesù il Cristo, cioè Gesù l’Unto del Signore), è il Figlio di Dio fatto Uomo, il Redentore dell’Umanità. Egli è, conseguentemente, non solo il Fondatore, ma a differenza di altri iniziatori di Religioni come Mosè[30], Zarathustra e Maometto, anche il contenuto essenziale della Fede Cristiana. La Genealogia di Gesù è riportata dagli Evangelisti Matteo e Luca. Il primo (Mt. I, 1-17) comincia da Abramo[31], in ordine discendente, fino a Gesù, per un totale di 42 generazioni così raggruppate: da Abramo al Re Davide[32] (14 generazioni); da Re Salomone[33] a Ieconia e alla cattività babilonese[34] (altre 14 generazioni); e dal ritorno dall’esilio a Gesù, il Messia.  In modo da rimarcare la “messianità” di Gesù di Nazareth. Luca, invece, snocciola la Genealogia del Cristo in senso ascendente, ovvero parte da Gesù per arrivare ad Adamo, adottando un metodo ellenistico e contando 77 generazioni (Lc., III, 23-28). Il metodo adottato da questo Evangelista si basa sul numero di 7, così da formare 11 gruppi: era sua intenzione porre Re Davide al centro di questo Albero Genealogico e confermare l’origine Nobile di Gesù. Sennonché molti nomi forniti dai due Evangelisti non combaciano, anzi ingenerano ulteriore confusione. Tuttavia, fin dall’antichità si diede una risposta a questa evidente empasse: Matteo segue la linea paterna (quella di Giuseppe, in arabo Yusuf) e Luca quella materna[35], di Maria (in arabo Myriam – Mariam). Le due linee, infatti, si divisero a partire da Davide (in arabo Dawud): Giuseppe discenderebbe da Re Salomone, e Maria da Natan, fratello di Re Salomone.Veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web:  http://it.wikipedia.org/wiki/Ges%C3%B9    e    http://en.wikipedia.org/wiki/Jesus

Salomone (Re Salomone). Aveva 700 mogli e 300 concubine. Figlio e successore del Re David sul Trono di Israele. Salomone è la rappresentazione della Scienza e del Sapere Supremo. In ebraico Shĕlōmōh (il pacifico), in arabo Sulayman, Suleyman, Süleyman, Sulaiman, Suleyman, Suleiman.     Su questo Sovrano, leggiamo quanto segue sul “Dizionario Esoterico” (http://www.esonet.org/dizionario/): Salomone: Terzo Re di Israele (065-928 a.C.), figlio di Davide e Betsabea[36]. Proclamato successore del padre in seguito ad una congiura di palazzo ordita ai danni del fratellastro Adonia, ebbe un lungo Regno di Pace[37]. Con abilità politica concretò alleanze con il Re d’Egitto (ne sposò la figlia), con Fenicia, Ammon ed Arabia. Stabilì un’efficiente amministrazione a scopo difensivo ed erariale, dividendo il territorio dello Stato in dodici distretti, come le Tribù Giudaiche.[38] Costruì varie città fortificate come Gezer, Beth Horan, Hazor e Megiddo. A Gerusalemme fece innalzare il Palazzo Reale ed il famoso Tempio, centralizzando così il culto. Salomone fu un vero Principe orientale; unì alla saggezza di Giudice e Letterato la capacità di accentramento politico; promosse un notevole movimento commerciale, sfruttando le miniere di rame[39] di Etzion Geber e stabilendo scambi con i Paesi confinanti. A questi aspetti positivi si contrapposero però il sistema impositivo troppo gravoso, il lusso smodato, le numerose concubine, e la corte corrosa dalle congiure. Il malcontento sociale ed il non sopito spirito tribale provocarono alla sua morte la scissione del Suo dominio in due Regni: Giuda a Nord Est ed Israele a Sud Ovest. Salomone ebbe fama di Uomo Giusto e di Letterato: gli sono state attribuite molte opere bibliche ed apocrife, come il Cantico dei Cantici[40], l’Ecclesiaste, i Proverbi, la Sapienza, i Salmi e le Odi. Nella Letteratura Rabbinica e Cristiana Salomone è protagonista di molte leggende. Nel Medioevo fu considerato un Mago, mentre nel Corano appare come Dominatore dei Demoni, simbolo[41] dell’uomo che sa controllare i propri impulsi inferiori, e precursore di Maometto.

Al riguardo i versetti della Sura[42] XXXIV (12-13) evidenziano come egli seppe imporre ai Demoni (“Ginn[43]) di cooperare nella lavorazione del rame ed in varie opere costruttive – (Massoneria). Nell’impianto massonico Salomone è stato inserito come simbolo, considerandone il ruolo di committente del Tempio, ed alla Sua funzione simbolica di ordinatore dell’Arte e, per estensione, del mondo intero. Re di Saggezza e di Pace, è l’immagine del Sovrano Universale, nel quale Regalità e Sacerdozio sono indissolubilmente saldati, ed ha il suo prototipo in Melkitzedek[44], Sovrano di Salem[45], che appare solo fugacemente nella Genesi. La Tradizione Templare[46] (XII secolo) gli ha accostato la Regina di Saba, e dalla Loro unione sarebbe nato Menelik, Salvatore dell’Arca dell’Alleanza (v.), poiché da Lui trasportata nella lontana Etiopia, ove si troverebbe tuttora.

L’Alchimia[47] Medievale utilizzò il simbolo di Salomone per indicare la Sapientia che feconda la materia prima purificata (rappresentata dalla bianco velata Regina di Saba), dunque come partner nelle nozze chimiche. Tale interpretazione alchemica del Grande Saggio[48] Israelita trova pieno riscontro nella Tradizione Esoterica Ebraica, ad esempio nello Zohar[49] (III, 107a), dove a proposito dei simboli salomonici della Rosa di Sharon e del Giglio delle Valli (Cant, 2: 1) si afferma che essi rappresentano rispettivamente la Comunità dell’Israele spirituale, ricettacolo della presenza divina nel mondo, prima e dopo la congiunzione con il suo Re (Dio).  La Massoneria[50] appare così l’ultima fruitrice in ordine di tempo di un simbolo biblico antropico[51] in cui la regalità spirituale si coniuga ad un’esuberante fecondità[52] e ad una proiezione universale; tali caratteristiche fanno di Salomone uno strumento offerto esotericamente al mistico, perché, superata la contingenza fenomenica, vi scorga un messaggio utile all’evoluzione del Sé. Fuori da quest’accezione c’è solo la vicenda, più o meno illuminata o grossolana, di un Despota[53] mediorientale i cui costumi ed il cui comportamento spiazzerebbero oggi i parametri morali dei più. Occorre infine ricordare il così detto Sigillo di Salomone, definito anche Scudo di Davide, costituito da due triangoli equilateri intrecciati, uno bianco con vertice rivolto verso l’alto ed uno nero con vertice verso il basso, che formano così l’Esagramma[54], simbolo dell’Arco Reale, dello Stato d’Israele e più genericamente dell’Ebraismo. Salomone è pure estremamente importante in quanto nel Corano è uno dei 25 Profeti nominati. Il Corano pur asserendo che nell’antichità vi furono moltissimi Profeti, ne nomina infatti, solo 25. Ignora alcuni fra i maggiori del Cristianesimo (come Isaia e Geremia[55]) e considera Profeti vari Patriarchi. Ecco l’elenco:

1) Adamo[56];

2) Enoch[57] (nel Corano detto “Idrís”);

3) Noè[58];

4) Abramo[59];

5) Lot[60];

6) Ismaele[61];

7) Isacco[62] (“Ishâq”);

8) Giacobbe[63];

9) Giuseppe (“Yûsuf”);

10) Giobbe[64] (“Ayyûb”);

11)  Mosé[65];

12) Aronne[66] (“Aaron” oppure “Haroun”, in arabo “Hârûn ibn ‘Imrâh”;

13) Dhu’l-Kifl[67] (Ezechiele?[68]);

14) David[69];

15) Salomone;

16) Elia[70] (“Ilyâs”);

17) Eliseo[71] (“Al-Yasa”);

18) Giona[72];

19) Zaccaria[73];

20) San Giovanni Battista[74];

21) Gesù[75] (il) Cristo;

22) Maometto[76]

e tre Profeti legati ad antiche Tradizioni e Leggende:

23) Shu’ Aib[77] (l’inviato ai Midianiti/Madianiti[78], forse gli Iethro della Bibbia);

24) Hud[79];

25) Salih[80] (inviato con Hud ai Popoli di Ad e Thamúd).

Noè. Figlio di Lamec e padre di Sem, Cam e Iafet; visse 950 anni Gen 5:28-32; 6:10; 9:18-29; 10:1; 1Cr 1:4; Lu 3:36. Fu un uomo giusto e integro, e trovò grazia agli occhi del Signore Gen 6:8-9; Sir 44:17; Ez 14:14, 20. Fu salvato in un’arca quando Dio punì il mondo con il diluvio Gen 6:11-8:22; Mt 24:37-38; Lu 17:26-27; Eb 11:7; 1Piet 3:20; 2Piet 2:5.  Con lui Dio fece un patto di non distruggere ancora la terra con un diluvio Gen 9:1-17; Is 54:9.

Sull’Islām, Gesù e la Crocifissione, per i Musulmani mai avvenuta, si legga quanto segue.

Il Sacro Corano afferma che Gesù non è mai morto ed è stato asceso ai Cieli per volontà di Dio – Allāh. La Religione Islamica, quindi, afferma che un altro uomo (forse Giuda) siastato fatto sembrare tale (sacro Corano, Sura 4:157-158).

«Hanno detto: “Abbiamo ucciso il Cristo, Gesù figlio di Maria, messaggero di Dio”, mentre né lo uccisero né lo crocifissero ma così parve loro… ma Iddio lo innalzò a sé, e Dio è potente e saggio

(Sacro Corano, IV:157-158)

Tutto ciò premesso, Gesù viene rispettato ed onorato nella Religione Islamica come Profeta, come Inviato di Dio nato senza peccato. Viene chiamato pure “Messia” ma con connotazioni diverse da quelle Ebraiche e Cristiane. I Miracoli che ha fatto non li ha fatti come “Figlio di Dio” ma solo in nome di Dio, cosa ben diversa. Essendo stato salvato da Dio, non essendo mai stato crocifisso, viene svuotata l’intera Religione Cristiana in quanto se non è stato martirizzato, torturato ed ucciso, non può essersi sacrificato per la redenzione della Umanità e quindi la Religione Cristiana non ha ragione di essere. Se non c’è stata la morte, non c’è stata neanche la Resurrezione pertanto Gesù resta soltanto un essere umano speciale, un Profeta tra i Profeti e neanche l’ultimo, in quanto come tutti sanno, il Sigillo dei Profeti è dato dal Sommo Profeta Muhammad – Maometto.

https://www.iqrasense.com/it/credenza-islamica/credenze-islamiche-sulla-morte-di-ges%C3%B9-e-crocifissione.html
https://knowingallah.com/it/articles/gesu-fu-crocifisso
https://www.islam-guide.com/it/ch3-10.htm

[1] Esoterismo. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Esoterismo è il termine con cui si indicano, in senso lato, le dottrine spirituali di carattere almeno in parte segreto o riservato. La Verità Occulta o i significati nascosti di tali dottrine sono accessibili solo ai cosiddetti iniziati, prevedendo spesso diversi gradi di iniziazione. Il termine “Esoterico” compare per la prima volta in una lingua moderna, il francese, nel 1752. Si contrappone a Essoterico (o Exoterico), parola che indica una conoscenza aperta a chiunque. In senso lato, l’Esoterismo denota la presunta capacità di accedere al nucleo intimo e unitario di una verità, andando oltre le apparenze esteriori. Ogni Religione possederebbe una componente Esoterica da cui si sarebbe originata, e anzi secondo A. M. La Sala Batà le conoscenze esoteriche rappresenterebbero la forma primaria di religiosità da cui tutte le altre sarebbero derivate, come i rami da un tronco.

«…i Sapienti e i Profeti delle età più diverse sono venuti a conclusioni identiche nella sostanza, seppure dissimili nella forma, sulle verità fondamentali e finali, seguendo tutti lo stesso sistema dell’iniziazione interiore e della meditazione.»
(Édouard Schuré, “I grandi iniziati: Storia Segreta delle Religioni. Rama, Krishna, Ermete, Mose, Orfeo, Pitagora, Platone, Gesù”, Bari, Laterza, 1973, pagina 10)

In quest’ottica, poiché si può parlare di interno solo in rapporto a un esterno, carattere exoterico ed esoterico possono coesistere in una medesima Dottrina: invece di escludersi, possono essere complementari. Una medesima Dottrina può presentare una componente Esoterica e una Essoterica; oppure al medesimo insegnamento può essere data un’interpretazione Essoterica, aperta a tutti, e una più profonda Esoterica, appannaggio dei soli Iniziati”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Esoterismo

 

[2] Culto. In catalano ed occitano “Culte”, in francese “Culte”, in spagnolo/castigliano, gallego/galiziano e portoghese “Culto”,  in inglese “Cult”, in tedesco,danese, svedese e norvegese “Kult”, in olandese “Cultus”, in albanese “Kulti”. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Nell’uso tradizionale, il Culto di una Religione, indipendentemente dalle sue Sacre Scritture, dalla sua TeologiaMitologia, o dalla Fede personale dei suoi credenti, è la totalità della pratica religiosa esteriore. Il culto è letteralmente la “cura” dovuta alla Divinità e al suo sacrario. Il termine “culto” deriva direttamente dal latino cultus, che significa “cura, coltivazione, adorazione”, participio passato di colere, “coltivare”. Tra le osservanze nel culto di una divinità ci sono i rituali, che possono comprendere preghiere e inni recitati o cantati, danze e spesso sacrifici, o sostituti del sacrificio. Altre manifestazioni del Culto di una Divinità sono la conservazione di reliquie o la creazione di immagini, come le murti o le icone (termine che di solito indica un’immagine piatta dipinta) o immagini di culto tridimensionali (statue o crocifissi) e l’identificazione di luoghi sacri, cime di colli e di monti, grotte, sorgenti e stagni, o boschi, che possono essere la sede di un oracolo. Queste particolari espressioni del Culto sono considerate illecite nel Protestantesimo perché secondo la propria Dottrina contrarie all’insegnamento delle Sacre Scritture. Il luogo sacro può essere lasciato allo stato naturale oppure può essere elaborato a causa della costruzione di santuari o templi, sui quali è concentrata l’attenzione pubblica durante le festività religiose e che possono diventare la meta di un pellegrinaggio. Lo studio comparato della pratica cultuale fa parte delle discipline dell’Antropologia della Religione e della Sociologia della Religione, due aspetti della Religione Comparata”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: https://it.wikipedia.org/wiki/Culto

[3] Isola di Cozumel. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Cozumel (da Kùutsmil, in lingua Maya “isola delle rondini“) è un’isola posta nel Mar dei Caraibi, poco al largo della Penisola dello Yucatán, posta al limite orientale del Canale dello Yucatán: l’intero territorio dell’isola rappresenta uno degli undici municipios dello Stato Messicano di Quintana Roo”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: https://it.wikipedia.org/wiki/Cozumel

[4] Mar dei Caraibi. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Il Mare Caraibico (denominazioni alternative: Mare Caribico, Mar dei Caraibi, Mar dei Caribi, Mar delle Antille) è un Mare Tropicale di tipo mediterraneo nell’Emisfero occidentale, parte dell’Oceano Atlantico, a Sud Est del Golfo del Messico, che copre gran parte della placca caraibica, delimitato a Sud dall’America Meridionale, a Ovest e a Sud-Ovest dall’America Centrale, a Nord e a Est dalle Antille (Cuba, Hispaniola, Giamaica e Porto Rico delle Grandi Antille a Nord, le Piccole Antille a Est. a Nord di Hispaniola, da Turks e Caicos e dalle Bahamas); l’intera area del Mar Caraibico con le numerose isole e le coste adiacenti è conosciuta come Caraibi.  Tra i più grandi Mari della Terra con una superficie di circa 2.754.000 km², grossomodo simile a quella del Mar Mediterraneo, il punto più profondo è al largo dell’Isola di Cayman, tra Cuba e la Giamaica, con 7.686 metri sotto il livello del mare. La costa caraibica presenta uno svariato numero di baie e golfi tra cui il golfo di Gonâve, il golfo del Venezuela, il Golfo di Darién, il golfo de los Mosquitos e il golfo dell’Honduras. Insieme al Golfo del Messico, il Mar dei Caraibi forma il Mediterraneo Americano, espressione non riportata normalmente nelle carte, ma usata in Oceanografia, Geologia e Biologia Marina”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: https://it.wikipedia.org/wiki/Mar_dei_Caraibi

[5] Fecondità.In generale è data dalla capacità degli esseri viventi di riprodursi.  Tale capacità può essere diminuita da uno o più fattori fra loro isolati o in sinergia negativa, come infezioni, età, stress, alimentazione, carenze dietetiche, problematiche di salute, inquinamento e così via.

[6] Tradizione. In corso “Tradizione”, in inglese, tedesco e francese, con eguale grafia ma con differente pronuncia “Tradition”, in catalano “Tradició”, in spagnolo/castigliano e gallego/galiziano “Tradición”, in rumeno “Tradiţie”, in russo “традиция” – “Traditsiya”. Dal latino “Traditiònem” da “Tràdere” consegnare, trasmettere. Propriamente consegna; trasmissione di fatti storici,  di Dottrine Religiose, di leggende, passata di età in età, per via orale e senza prova autentica e scritta. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Il termine Tradizione (dal latino traditiònem deriv. da tràdere = consegnare, trasmettere) può assumere diverse accezioni, fortemente interrelate:

  • come sinonimo di consuetudine (spesso è utilizzata in tale senso la definizione “tradizioni popolari” o “folklore“), intendendo la trasmissione nel tempo, all’interno di un gruppo umano, della memoria di eventi sociali o storici, delle usanze, delle ritualità, della mitologia, delle credenze religiose, dei costumi, delle superstizioni e leggende; in particolare è detta tradizione orale la trasmissione non mediata dalla scrittura
  • come corpus più o meno coerente di credenze e pratiche condivise da un gruppo di persone all’interno di un campo di attività umano, come può essere ad esempio una tradizione religiosa o una tradizione scientifica
  • in ambito filosofico (con la iniziale maiuscola: Tradizione), come concetto metastorico e dinamico, indicante una forza ordinatrice in funzione di principi trascendenti, la quale agisce lungo le generazioni, attraverso Istituzioni, Leggi e Ordinamenti che possono anche presentare una notevole diversità
  • tradizione: come termine tecnico presente con un suo significato specifico negli ambiti disciplinari della Filologia e del Diritto.

 Veggasi pure, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web: https://it.wikipedia.org/wiki/Tradizione   http://www.treccani.it/vocabolario/tradizione   http://www.treccani.it/vocabolario/ricerca/tradizione/   http://www.treccani.it/enciclopedia/tradizione_res-f922688d-8bb7-11dc-8e9d-0016357eee51_(Enciclopedia-Italiana)/

 

[7] «La Speranza è il solo bene che è comune a tutti gli uomini, e anche coloro che non hanno più nulla la possiedono ancora». Talete di Mileto. Talete di Mileto (in greco antico Θαλῆς?ThalêsMileto640 a.C./624 a.C. circa – 548 a.C./545 a.C. circa) è stato un FilosofoAstronomo e Matematico greco antico.Veggasi, per maggiori informazioni,                 la seguente pagina Web: https://it.wikipedia.org/wiki/Talete

[8] Vittima. Dal latino “Víctima” o “Víctuma”, che per gli antichi deriva da “Víctus”, cioè vitto, in quanto era offerto agli Dèi come cibo, a da “Vincíre”, legare, perché si conduceva “Vícta”, cioè legata al sacrificio. Anche in senso figurato.In corso “Vittima”, in inglese e francese “Victime”, in galiziano/gallego e portoghese “Vítima”, in spagnolo/castigliano “Víctima”, in romeno “Victimă”, in basco/euskara “Biktima”.
 

 

[9] Erodoto. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Erodoto (in greco antico ‘Ηρόδοτος, traslitterato in Heròdotos; Alicarnasso, 484 a.C. – Thurii, 425 a.C.) è stato uno Storico greco antico, famoso per aver descritto Paesi e persone da lui conosciute in numerosi viaggi, considerato da Cicerone come il «Padre della Storia». In particolare ha scritto a riguardo dell’invasione persiana in Grecia nell’opera Storie (ἱστορίαι, Historiai)”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Erodoto

 

[10] Flavio Giuseppe. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Tito Flavio Giuseppe (latino: Titus Flavius Iosephus; ebraico: יוסף בן מתתיהו pron. /jo’sɛf bɛn matit’jahu/, greco: Ἰώσηπος Φλάβιος pron. /i’ɔːseːpos ‘flaːβios/; Gerusalemme, 37 circa – Roma, 100 circa) è stato uno Scrittore, Storico, Politico e Militare Romano di origine ebraica; scrisse le sue opere in greco”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Flavio_Giuseppe

 

[11] Filone. Veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Filone https://it.wikipedia.org/wiki/Filone_Erennio

 

[12] Sant’Andrea Apostolo. 30 novembre – Festa. Bethsaida di Galilea – Patrasso (Grecia), ca. 60 dopo Cristo. Andrea, già discepolo di Giovanni Battista, fratello di Pietro, gli comunicò la scoperta del Messia. Entrambi furono chiamati dal Maestro sulle rive del lago per diventare ‘pescatori di uomini’. Nel prodigio della moltiplicazione dei pani segnala a Gesù il fanciullo dei cinque pani e dei due pesci. Egli stesso insieme a Filippo riferisce che alcuni Greci vogliono vedere Gesù. Crocifisso a Patrasso secondo la tradizione, è particolarmente venerato nella Chiesa Greca.(Mess. Rom.) Patronato: Pescatori. Etimologia: Andrea = virile, gagliardo, dal greco Emblema: Croce decussata, Rete da pescatore. Tra gli Apostoli è il primo che incontriamo nei Vangeli: il pescatore Andrea, nato a Bethsaida di Galilea, fratello di Simon Pietro. Il Vangelo di Giovanni (Cap. 1) ce lo mostra con un amico mentre segue la predicazione del Battista; il quale, vedendo passare Gesù da lui battezzato il giorno prima, esclama: “Ecco l’agnello di Dio!”.  Parole che immediatamente spingono Andrea e il suo amico verso Gesù: lo raggiungono, gli parlano e Andrea corre poi a informare il fratello: “Abbiamo trovato il Messia!”. Poco dopo, ecco pure Simone davanti a Gesù; il quale “fissando lo sguardo su di lui, disse: “Tu sei Simone, figlio di Giovanni: ti chiamerai Cefa””. Questa è la presentazione. Poi viene la chiamata. I due fratelli sono tornati al loro lavoro di pescatori sul “Mare di Galilea”: ma lasciano tutto di colpo quando arriva Gesù e dice: “Seguitemi, vi farò pescatori di uomini” (Matteo 4,18-20). Troviamo poi Andrea nel gruppetto – con Pietro, Giacomo e Giovanni – che sul Monte degli Ulivi, “in disparte”, interroga Gesù sui segni degli ultimi tempi: e la risposta è nota come il “discorso escatologico” del Signore, che insegna come ci si deve preparare alla venuta del Figlio dell’Uomo “con grande potenza e gloria” (Marco 13). Infine, il nome di Andrea compare nel primo capitolo degli Atti con quelli degli altri Apostoli diretti a Gerusalemme dopo l’Ascensione. E poi la Scrittura non dice altro di Lui, mentre ne parlano alcuni Testi Apocrifi, ossia non canonici. Uno di questi, del II secolo, pubblicato nel 1740 da L.A. Muratori, afferma che Andrea ha incoraggiato Giovanni a scrivere il Suo Vangelo. E un testo copto contiene questa benedizione di Gesù ad Andrea: “Tu sarai una colonna di luce nel mio Regno, in Gerusalemme, la mia città prediletta. Amen“. Lo Storico Eusebio di Cesarea (ca. 265-340) scrive che Andrea predica il Vangelo in Asia Minore e nella Russia Meridionale. Poi, passato in Grecia, guida i Cristiani di Patrasso. E qui subisce il martirio per crocifissione: appeso con funi a testa in giù, secondo una Tradizione, a una croce in forma di X; quella detta poi “Croce di Sant’Andrea”. Questo accade intorno all’anno 60, un 30 novembre. Nel 357 i Suoi resti vengono portati a Costantinopoli; ma il capo, tranne un frammento, resta a Patrasso. Nel 1206, durante l’occupazione di Costantinopoli (Quarta Crociata) il Legato Pontificio Cardinale Capuano, di Amalfi, trasferisce quelle Reliquie in Italia. E nel 1208 gli amalfitani le accolgono solennemente nella cripta del loro Duomo. Quando nel 1460 i Turchi invadono la Grecia, il Capo dell’Apostolo viene portato da Patrasso a Roma, dove sarà custodito in San Pietro per cinque secoli. Ossia fino a quando il Papa Paolo VI, nel 1964, farà restituire la Reliquia alla Chiesa di Patrasso. Autore: Domenico AGASSO; Fonte: “Famiglia Cristiana”                 (Fonte Web: http://www.santiebeati.it/dettaglio/22000). Veggasi anche questa u.r.l.: http://en.wikipedia.org/wiki/Apostle_Andrew

 

[13] Gesù. Veggasi la “Voce” relativa a fine testo.

[14] Cristo. Nome dato a Gesù poiché “Unto” (Benedetto, Consacrato) da Dio. “Unto” in latino si dice “Christus”, dal greco “Cristos”, XPIΣTOΣ. In spagnolo/castigliano, portoghese e gallego/galiziano “Cristo”, in gallese e catalano “Crist”, in croato “Krist”, in albanese “Krishti”, in inglese, tedesco e francese (con eguale grafia ma differente pronuncia) “Christ”, in danese, norvegese, svedese, slovacco e ceco “Kristus”, in romeno “Hristos”, in serbo “Hrist”,   in bulgaro e russo “Khristos”, in unghesere/magiaro “Krisztus”. Veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Cristo   http://www.treccani.it/vocabolario/cristo/   http://www.treccani.it/enciclopedia/gesu-cristo/

[15] Nazareno. Nativo di Nazareth: Città dello Stato di Israele, capoluogo del Distretto Settentrionale a Sud Est di Haifa,  alle falde del Monte Tabor. È divisa nei tre quartieri: arabo, greco e latino. Nord è indicata dai Vangeli come il luogo in cui Maria ricevette l’Annunciazione, ed in cui Gesù trascorse la sua giovinezza, dimorandovi fino al giorno del suo Battesimo. “Morto Erode, un Angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto, e gli disse: Alzati, prendi con te il bambino e sua madre, e va nel Paese d’Israele; perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino. Egli, alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel Paese d’Israele. Avendo però saputo che era Re della Giudea Archelao al posto di Re Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle Regioni della Galilea e, appena giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nazareth., perché si adempisse ciò che era stato detto dai Profeti: Sarà chiamato Nazareno” (Matteo 2, 19-23). La città fu conquistata prima dagli Arabi (636) e poi dai Crociati (1099), che la elessero a Vescovado, e venne rasa al suolo nel 1363 dal Mamelucco Baihars. I suoi monumenti furono in parte ricostruiti dai Francescani a partire dal 1620. Oltre al Santuario dell’Annunciazione, edificato nel 1620 ed ampliato nel 1730 e nel 1877, vi sorgono la Chiesa Ortodossa di San Gabriele (XVIII secolo) ed il Forte di Dahur el-‘Omar (1725). http://www.esonet.org/dizionario/  Circa i Mamelucchi di Baihars Casta di Soldati, per lo più Turchi e Circassi,  di origine servile (in arabo “Mamluk” significa schiavo) che a partire dal 1252  e fino al VI secolo imposero il proprio dominio in Egitto abbattendovi la dinastia degli Ayyubiti. Vinti dai Turchi, mantennero in parte il Loro Potere, finché furono sconfitti da Napoleone Bonaparte (1793) ed infine dispersi ed uccisi dal Viceré turco Mohammed Ali,                     al Cairo (1811).  Per maggiori informazioni veggasi la seguente u.r.l.: www.pbmstoria.it/dizionari/storia_ant/m/m015.htm

[16] Erodoto. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Erodoto (in greco antico ‘Ηρόδοτος, traslitterato in Heròdotos; Alicarnasso, 484 a.C. – Thurii, 425 a.C.) è stato uno Storico greco antico, famoso per aver descritto Paesi e persone da lui conosciute in numerosi viaggi, considerato da Cicerone come il «Padre della Storia». In particolare ha scritto a riguardo dell’invasione persiana in Grecia nell’opera Storie (ἱστορίαι, Historiai)”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Erodoto

 

[17] Flavio Giuseppe. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Tito Flavio Giuseppe (latino: Titus Flavius Iosephus; ebraico: יוסף בן מתתיהו pron. /jo’sɛf bɛn matit’jahu/, greco: Ἰώσηπος Φλάβιος pron. /i’ɔːseːpos ‘flaːβios/; Gerusalemme, 37 circa – Roma, 100 circa) è stato uno Scrittore, Storico, Politico e Militare Romano di origine ebraica; scrisse le sue opere in greco”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Flavio_Giuseppe

 

[18] Filone. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Filone

 

[19] Nuovo Testamento. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Il Nuovo Testamento (koinè greca: Η Καινή Διαθήκη) è la raccolta dei 27 libri canonici che costituiscono la seconda parte della Bibbia Cristiana e che vennero scritti in seguito alla vita e alla predicazione di Gesù di Nazareth. Nuovo Testamento o Nuovo Patto è un’espressione utilizzata dai cristiani per indicare il nuovo patto stabilito da Dio con gli uomini per mezzo di Gesù Cristo. I testi sono scritti in greco della koiné e rivelano di fondo un ambiente semitico”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Nuovo_testamento

[20] Croce. Riproduzione della croce del Cristo, in latino “Crux” (in francese “Croix”, in inglese “Cross”, in tedesco “Kreutz” in olandese “Kruis”, in spagnolo/castigliano “Cruz”).

[21] Simbolo. In latino “Symbolum”, a sua volta dal sostantivo greco “Sýmbolon”, emblema, insegna. In rumeno “Simbol”, in asturiano “Símbolu”, in catalano “Símbol”, in portoghese e gallego/galiziano “Símbolo”, in inglese, polacco, danese, svedese, norvegese e tedesco “Symbol”, in occitano “Simbòl”, in olandese “Symbool”, in francese “Symbole”, in albanese “Simboli”, in turco “Sembol”, in finlandese “Symboli”. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Il Simbolo è un elemento della comunicazione, che esprime contenuti di significatoideale dei quali esso diventa il significante. Tale elemento, sia esso un segno, gesto, oggetto o altra entità, è in grado di evocare alla mente dell’osservatore un concetto diverso da ciò che il simbolo è fisicamente, grazie a una convenzione prestabilita (es. la croce è il simbolo del Cristianesimo) o a un aspetto che lo caratterizza (es. il leone è il simbolo della forza). Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Simbolo

[22] Era Tokugawa. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Il Periodo Tokugawa (noto anche come Periodo Edo) (1603-1868) indica quella fase della Storia del Giappone in cui la Famiglia Tokugawa detenne attraverso il Bakufu il massimo potere politico e militare nel Paese. Tale fase storica prende il nome dalla capitale Edo, sede dello Shōgun, ribattezzata Tokyo nel 1869”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Era_Tokugawa

 

[23] Golia. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Golia (in ebraico: גָּלְיָת – Golyat che significa: passaggio, rivoluzione) è il capo dei Filistei menzionato nella Bibbia famoso per la sua battaglia con Davide, Re giudeo, che sarebbe avvenuta nell’XI secolo a.C.” Veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Golia   e   http://en.wikipedia.org/wiki/Goliath

 

[24] Libro di Samuele. Secondo l’autorevole Wikipedia: “I Libri di Samuele (ebraico שמואל samuél; greco A’-B’ Σαμουήλ 1-2 samuèl oppure A’-B’ Βασιλέων 1-2 basiléon, “1-2 Re”; latino 1-2 Samuel) sono due testi contenuti nella Bibbia Ebraica (Tanakh, dove sono contati come un testo unico) e Cristiana. Sono scritti in ebraico e, secondo l’ipotesi maggiormente condivisa dagli Studiosi, la loro redazione definitiva, ad opera di autori ignoti, è collocata al VI-V secolo a.C. in Giudea, sulla base di precedenti tradizioni orali e scritte, in particolare della cosiddetta fonte deuteronomista del VII secolo a.C. (vedi Ipotesi documentale). Il primo libro è composto da 31 Capitoli descriventi il ministero profetico di Samuele, il Regno di Saul e la gioventù di Davide, ambientati nella Giudea attorno al 1100-1010 a.C. Il Secondo Libro è composto da 24 Capitoli descriventi il regno di Davide attorno al 1010-970 a.C.”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Libro_di_Samuele

 

[25] Mosè. Nonostante l’etimologia popolare del “tratto dalle acque“, in assonanza con un verbo ebraico e comunque affascinante perché legata al passato di Mosè ma, in altro modo, anche al suo futuro, il nome del fanciullo è verosimilmente egiziano. Forse è il suffisso che significa “figlio“, cioè quanto rimane (l’ultima parte) di un nome composto come ne esistevano secondo l’uso: Tutmose, Ramses, e simili. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Mosè (latino: Moyses; in ebraico: מֹשֶׁה, standard Moshé, tiberiense Mōšeh; greco: Mωϋσῆς; in arabo: موسىٰ, Mūsa; ge’ez: ሙሴ, Musse) è per gli Ebrei il rav per antonomasia (Moshé Rabbenu, Mosè il nostro maestro), e tanto per gli Ebrei quanto per i Cristiani egli fu la guida del Popolo Ebraico secondo il Racconto Biblico dell’Esodo; per i Musulmani, invece, Mosè fu innanzi tutto uno dei Profeti dell’Islam la cui rivelazione originale, tuttavia, andò perduta. Il problema della storicità di Mosè e degli eventi narrati dall’Esodo è un tema che è stato ampiamente dibattuto. A chi in passato ha difeso la storicità del personaggio si contrappongono quanti oggi esprimono forti perplessità sulla storicità di periodi qualificanti quali il periodo precedente alla Monarchia (e la Monarchia stessa) e quanti vedono in Mosè una figura dai contorni mitici o leggendari. Tra queste due posizioni si collocano alcuni studiosi, tra cui Israel Finkelstein, che sostengono la validità dell’impianto storico di fondo espresso dalla Narrazione Biblica, anche se propongono una cronologia più bassa (a partire dall’VIII secolo a.C.) della storia d’Israele ritenendo che i suoi protagonisti potrebbero essere la risultante scaturita da quella che potrebbe essere chiamata pia tradizione. Il Testo Biblico spiega il nome “Mosè”, come una derivazione dalla radice משה, collegata al campo semantico dell’”estrarre dall’acqua”, in Esodo 2,10. Si suggerisce in questo versetto che il nome sia collegato all’”estrarre dall’acqua” in un senso passivo, Mosè sarebbe “colui che è stato estratto dall’acqua”. Altri, prendendo le distanze da questa tradizione, fanno derivare il nome dalla stessa radice, ma con un senso attivo: “colui che estrae”, nel senso di “salvatore, liberatore” (di fatto, nel Testo Masoretico la parola è vocalizzata come un participio attivo, non passivo). Nella lingua egiziana, Mosè potrebbe significare fanciullo o anche figlio o discendente, come nei nomi propri Thutmose, “figlio di Toth”, o Ramesse, “figlio di Ra”. Secondo la Tradizione, Mosè nacque dagli Israeliti Amram e Iochebed, scampato alla persecuzione voluta dal Faraone, venne salvato dalla figlia di quest’ultimo ed educato alla Corte Egizia. Fuggì da essa a seguito d’un omicidio commesso ai danni di un sorvegliante e si ritirò nel Paese di Madian dove sposò Zippora, figlia del Sacerdote locale. Secondo la Bibbia nei pressi del Monte Oreb ricevette la chiamata di Dio e, tornato in Egitto, affrontò il Faraone chiedendo la liberazione del Popolo d’Israele dalla schiavitù; questi accoglierà la sua proposta a seguito delle Dieci Piaghe d’Egitto, ultima delle quali la morte dei primogeniti egiziani. Accampatosi con i suoi nei pressi del Mar Rosso, Mosè, su indicazione divina, divise le acque del mare permettendo così al suo popolo di attraversarlo e sommergendo infine l’Esercito Faraonico corso ad inseguirli. Dopo tre mesi di viaggio il Profeta raggiunse il Monte Sinai dove ricevette le Tavole della Legge e punì la parte del suo popolo che si macchiò con il peccato del vitello d’oro. Giunto nei pressi della Terra Promessa, dopo quarant’anni di dura marcia, Mosè morì sul Monte Nebo prima di entrarvi. È considerato una figura fondamentale nell’Ebraismo, del Cristianesimo, dell’Islam, del Bahaismo, del Rastafarianesimo e di molte altre Religioni. Per gli Ebrei è il più grande Profeta mai esistito, per i Cristiani colui che ricevette la Legge Divina, per gli Islamici uno dei maggiori predecessori di Maometto. La sua storia è narrata, oltre che nelle Sacre Scritture, anche nel Midrash, nel De Vita Mosis di Filone di Alessandria, nei testi di Giuseppe Flavio”. Veggasi pure, su Internet, le seguenti pagine: http://www.hwh22.it/xit/S05_news/archivi/2005/febbraio/03b.html e http://it.wikipedia.org/wiki/Mos%C3%A8

 

[26] Salomone (Re Salomone). Veggasi la “Voce” relativa a fine testo.

 

[27] Apostolo Matteo. Secondo l’Autorevole Wikipedia: “San Matteo Apostolo ed Evangelista, nato Levi (Cafarnao, fine del I secolo a.C.Etiopia, metà del I secolo d.C.), di professione esattore delle tasse, fu chiamato da Gesù ad essere uno dei Dodici Apostoli. La Tradizione Cristiana lo riconosce unanimemente quale autore del Vangelo secondo Matteo,  in cui lo stesso viene chiamato anche Levi o il pubblicano; alcuni autori della moderna Esegesi Biblica tuttavia contestano questa identificazione e le opinioni sull’identità dell’autore del Vangelo secondo Matteo sono discordanti. A Matteo sono anche tradizionalmente riferiti dei testi apocrifi: il Vangelo dello pseudo-Matteo, che parla dell’infanzia di Cristo, gli Atti di Matteo e il Martirio di Matteo che ne descrivono la predicazione. Viene raffigurato anziano e barbuto,  ha come emblema un Angelo che lo ispira o gli guida la mano mentre scrive il Vangelo. Spesso ha accanto una spada, simbolo del suo Martirio. Matteo non va confuso con l’Apostolo quasi omonimo Mattia”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Matteo_apostolo_ed_evangelista

 

[28]Gerusalemme. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Gerusalemme (AFI/ʤeruzaˈlɛmme/; in ebraico יְרוּשָׁלַיִם‎?YerushalayimYerushalaim o Yerushalaym ascolta; in arabo القُدس‎?al-Quds, lett. “la (città) santa”, sempre in arabo أُورْشَلِيم‎?Ūrshalīm; in greco antico: Ιεροσόλυμα?Ierosólyma; in latino Hierosolyma o Ierusalem), per antonomasia definita La Città Santa, capitale giudaica tra il X e il VI secolo a.C., è la capitale contesa di Israelecittà santa nell’Ebraismo, nel Cristianesimo e nell’Islam. Si trova sull’altopiano che separa la costa orientale del Mar Mediterraneo dal Mar Morto, a Est di Tel Aviv, a Sud di Ramallah, a Ovest di Gerico e a Nord di Betlemme. La Città Vecchia e le sue mura, considerate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, racchiudono in meno di un chilometro quadrato molti luoghi di grande significato religioso come il Monte del Tempio, il Muro del pianto, la Basilica del Santo Sepolcro, la Cupola della Roccia e la Moschea al-Aqsa. Nel corso della sua storia, Gerusalemme è stata distrutta e ricostruita due volte ed è stata assediata, conquistata e riconquistata in decine di occasioni. Fino alla fine della Prima Guerra Mondiale fu occupata dagli Ottomani, successivamente con la sconfitta dell’Impero Ottomano passò ai Britannici, che istituirono il Mandato Britannico della Palestina. In seguito alla guerra arabo-israeliana del 1948, le Forze Armate Israeliane occuparono buona parte della porzione di terra assegnata secondo il piano di spartizione ONU allo Stato Arabo e le Truppe Giordane occuparono la Cisgiordania e la parte orientale di Gerusalemme fino al 1967, quando a seguito della Guerra dei Sei Giorni la parte orientale di Gerusalemme, fino ad allora sotto dominio giordano fu conquistata dalle Truppe Israeliane; nel 1980 il Parlamento Israeliano approvò una Legge fondamentale (l’equivalente di un emendamento costituzionale) che proclamava unilateralmente «Gerusalemme, unita e indivisa […]». Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nella Risoluzione 478 ha definito la Legge «nulla e priva di validità», «una violazione del Diritto Internazionale» e un «serio ostacolo al raggiungimento della Pace in Medio Oriente»”. Veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Gerusalemme     https://www.treccani.it/enciclopedia/gerusalemme/     https://www.treccani.it/enciclopedia/gerusalemme_(Enciclopedia-dell’-Arte-Medievale)/

 

[29] Bagration. Secondo l’autorevole Wikipedia: “La Dinastia dei Bagrationi (in georgiano ბაგრატიონი) fu una delle dinastie più importanti nella Storia della Georgia ed esercitò il suo influsso su questa Regione a partire dal primo Medioevo fino al XIX secolo; il Lignaggio Reale di questa Famiglia è noto col suo nome ellenizzato, Bagratidi Georgiani. Le origini di questa dinastia sono tuttora oggetto di disputa, così come il periodo del loro avvento in terra georgiana. Le testimonianze storiche tradizionali georgiane fanno risalire la loro apparizione al VI secolo riferendosi a questa Dinastia come una delle più antiche della Georgia. Rimane tuttavia indubbio che la storia dei Bagrationi è strettamente connessa a quella della Nazione Georgiana, e che essi iniziarono il loro dominio sulla regione sicuramente a partire dal IX secolo in qualità di Principi dei domini lungo i confini Sud-Occidentali della Georgia riconquistati agli Arabi. Furono i Bagrationi che restaurarono nell’888 il caduto Regno di Georgia che prosperò sotto la loro guida dall’XI secolo al XIII secolo. Questo periodo, soprattutto i Regni di Davide IV (10891125) e di Tamar (11841213), è celebrato come l’età d’oro della storia georgiana, divenuta un Impero potente militarmente e prospero dal punto di vista culturale. Dopo la frammentazione del loro feudo unificato, avvenuta nel tardo XV secolo, le varie branche della dinastia regnarono sui Regni divisi Kartli, Kakheti, ed Imereti, fino all’annessione russa avvenuta all’inizio del XIX secolo. Sotto il dominio dell’Impero Russo la Dinastia Bagratide continuò ad esistere come Nobiltà di Corte fino alla Rivoluzione del febbraio 1917. Con la nascita dell’Unione Sovietica e l’istituzione della RSS Georgiana nel 1921 gran parte dei discendenti della casata furono costretti ad emigrare all’estero disseminandosi in gran parte del Continente Europeo. Uno dei rami di questa diaspora continua ad usare l’appellativo di Famiglia Reale di Georgia.” Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Bagration

 

[30] Mosè. Nonostante l’etimologia popolare del “tratto dalle acque“, in assonanza con un verbo ebraico e comunque affascinante perché legata al passato di Mosè ma, in altro modo, anche al suo futuro, il nome del fanciullo è verosimilmente egiziano. Forse è il suffisso che significa “figlio“, cioè quanto rimane (l’ultima parte) di un nome composto come ne esistevano secondo l’uso: Tutmose, Ramses, e simili. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Mosè (latino: Moyses; in ebraico: מֹשֶׁה, standard Moshé, tiberiense Mōšeh; greco: Mωϋσῆς; in arabo: موسىٰ, Mūsa; ge’ez: ሙሴ, Musse) è per gli Ebrei il Rav per antonomasia (Moshé Rabbenu, Mosè il Nostro Maestro), e tanto per gli Ebrei quanto per i Cristiani egli fu la guida del Popolo Ebraico secondo il Racconto Biblico dell’Esodo; per i Musulmani, invece, Mosè fu innanzi tutto uno dei Profeti dell’Islam la cui rivelazione originale, tuttavia, andò perduta. Il problema della storicità di Mosè e degli eventi narrati dall’Esodo è un tema che è stato ampiamente dibattuto. A chi in passato ha difeso la storicità del personaggio si contrappongono quanti oggi esprimono forti perplessità sulla storicità di periodi qualificanti quali il periodo precedente alla Monarchia (e la Monarchia stessa) e quanti vedono in Mosè una figura dai contorni mitici o leggendari. Tra queste due posizioni si collocano alcuni Studiosi, tra cui Israel Finkelstein, che sostengono la validità dell’impianto storico di fondo espresso dalla Narrazione Biblica, anche se propongono una cronologia più bassa (a partire dall’VIII secolo a.C.) della Storia d’Israele ritenendo che i suoi protagonisti potrebbero essere la risultante scaturita da quella che potrebbe essere chiamata pia tradizione. Il Testo Biblico spiega il nome “Mosè”, come una derivazione dalla radice משה, collegata al campo semantico dell’”estrarre dall’acqua”, in Esodo 2,10. Si suggerisce in questo versetto che il nome sia collegato all’”estrarre dall’acqua” in un senso passivo, Mosè sarebbe “colui che è stato estratto dall’acqua”. Altri, prendendo le distanze da questa tradizione, fanno derivare il nome dalla stessa radice, ma con un senso attivo: “colui che estrae”, nel senso di “salvatore, liberatore” (di fatto, nel Testo Masoretico la parola è vocalizzata come un participio attivo, non passivo). Nella lingua egiziana, Mosè potrebbe significare fanciullo o anche figlio o discendente, come nei nomi propri Thutmose, “figlio di Toth”, o Ramesse, “figlio di Ra”. Secondo la Tradizione, Mosè nacque dagli Israeliti Amram e Iochebed, scampato alla persecuzione voluta dal Faraone, venne salvato dalla figlia di quest’ultimo ed educato alla Corte Egizia. Fuggì da essa a seguito d’un omicidio commesso ai danni di un sorvegliante e si ritirò nel Paese di Madian dove sposò Zippora, figlia del Sacerdote locale. Secondo la Bibbia nei pressi del Monte Oreb ricevette la chiamata di Dio e, tornato in Egitto, affrontò il Faraone chiedendo la liberazione del Popolo d’Israele dalla schiavitù; questi accoglierà la sua proposta a seguito delle Dieci Piaghe d’Egitto, ultima delle quali la morte dei primogeniti egiziani. Accampatosi con i suoi nei pressi del Mar Rosso, Mosè, su indicazione divina, divise le acque del mare permettendo così al suo popolo di attraversarlo e sommergendo infine l’Esercito Faraonico corso ad inseguirli. Dopo tre mesi di viaggio il Profeta raggiunse il Monte Sinai dove ricevette le Tavole della Legge e punì la parte del suo popolo che si macchiò con il peccato del vitello d’oro. Giunto nei pressi della Terra Promessa, dopo quarant’anni di dura marcia, Mosè morì sul Monte Nebo prima di entrarvi. È considerato una figura fondamentale nell’Ebraismo, del Cristianesimo, dell’Islam, del Bahaismo, del Rastafarianesimo e di molte altre Religioni. Per gli Ebrei è il più grande Profeta mai esistito, per i Cristiani colui che ricevette la Legge Divina, per gli Islamici uno dei maggiori predecessori di Maometto. La sua storia è narrata, oltre che nelle Sacre Scritture, anche nel Midrash, nel De Vita Mosis di Filone di Alessandria, nei testi di Giuseppe Flavio”. Veggasi pure, su Internet, le seguenti pagine: http://www.hwh22.it/xit/S05_news/archivi/2005/febbraio/03b.html e http://it.wikipedia.org/wiki/Mos%C3%A8

 

[31] Abramo. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Abramo (in ebraico: אַבְרָהָם, Avraham, “Padre di molti/dei popoli”;                        in arabo: ابراهيم, Ibrāhīm; … – …) è il primo Patriarca dell’Ebraismo, del Cristianesimo e dell’Islam. La sua storia è narrata nel Libro della Genesi ed è ripresa dal Corano. Secondo Genesi (17,5), il suo nome originale era אַבְרָם (Avram, Abram), poi cambiato da Dio in אברהם (Avraham, Abramo). Secondo l’halakhah (Talmud, Berakhot 13a) è proibito pronunciare questo nome senza la lettera Hei (ה), che Dio stesso ha aggiunto ad Avram, per non trasgredire il divieto che afferma non ti chiamerai più Avram, proibizione cui si fa eccezione solo quando si spiega la storia di questo nome o ci si riferisce al cambiamento, ad esempio nella preghiera di Shachrit. Il termine ‘ivri (“Ebreo“) viene utilizzato per la prima volta nel Tanakh proprio riguardo ad Abramo, con il significato di “colui che viene da oltre (il fiume)”. Non esistono testimonianze indipendenti dal Genesi dell’esistenza di Abramo: non è quindi possibile attestare la sua storicità. Se realmente esistette, fu tra il XX e il XIX secolo a.C. La redazione del testo biblico che parla di lui è opera di un redattore sacerdotale, ai tempi dell’Esilio Babilonese. Come in genere i testi riguardanti i tre Patriarchi (Abramo, Isacco e Giacobbe), non si tratta di biografie, né di racconti storici nel senso comune del termine, ma di fissazione per iscritto di tradizioni orali, con ridondanze e contraddizioni, peraltro contraddizioni verosimilmente connesse all’imperfezione delle traduzioni da una lingua all’altra durante i secoli”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Abramo

[32] Re Davide. Veggasi tale “Voce” a fine testo.

 

[33] Salomone. Veggasi tale “Voce” a fine testo.

 

[34] Esilio o Cattività Babilonese è definita la deportazione a Babilonia dei Giudei di Gerusalemme e del Regno di Giuda al tempo di Nabucodonosor II. Secondo l’autorevole Wikipedia: “La Cattività Babilonese (o Esilio Babilonese) fu la deportazione a Babilonia dei Giudei di Gerusalemme e del Regno di Giuda al tempo di Nabucodonosor II. L’evento è collocabile tra il VII e il VI secolo a.C., ma la questione è controversa”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Esilio_babilonese

[35] Nobiltà Materna detta anche “Uterina”. Essa era ammessa in alcune Provincie francesi quali, ad esempio la “Champagne”, la “Brie” ed il “Barrou”. A Napoli, fino ai primi tempi aragonesi i nati da padre non Nobile ma di madre tale, godevano gli stessi vantaggi come se fossero nati da padre Nobile: e ciò per privilegio che le consuetudini accordavano alla Nobiltà materna.

 

[36] Betsabea. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Betsabea (in ebraico בת שבע, che significa “settima figlia” o “figlia del giuramento”) era dapprima la moglie di Uria l’Ittita e più tardi del Re Davide, al quale partorì due figli, il secondo dei quali fu Salomone. La Bibbia parla di lei soprattutto nel Secondo libro di Samuele e nel Primo libro dei Re”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Betsabea

 

[37] Pace. Pàce. In italiano e rumeno “Pace”, in catalano “Pau”, in provenzale “Patz”, in francese “Paix”, in spagnolo/castigliano “Pax” o “Paz”, in portoghese “Paz”, in occitano “Patz”, in aragonese, gallego/galiziano ed asturiano “Paz”, in latino “Pàcem”, in inglese “Peace”, in tedesco “Frieden”, in danese e svedese “Fred”, in olandese “Vrede”, in albanese “Paqja”. In ebraico “Shalôm”, letteralmente integrità, interezza, in arabo “Salam”. In greco “Eirene”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web:http://it.wikipedia.org/wiki/Pace

 

[38] Dodici Tribù d’Israele. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Le Dodici Tribù di Israele sono i dodici gruppi, legati da vincoli di parentela nei quali, secondo la Tradizione Biblica, si suddivideva il Popolo Ebraico. Ciascuna delle tribù si riteneva discendere da uno dei dodici figli di Giacobbe (chiamato anche Israele), e ne portava il nome. Sempre secondo la tradizione, quando il Popolo d’Israele scese in esilio in Egitto era in numero di 70 individui analogamente alle 70 Nazioni del Mondo; esso è considerato possesso particolare di Dio e lo stesso capo dei Profeti Moshè poté scorgerne la completezza solo quando contò 600.000 individui maschi, dai 20 ai 60 anni, corrispondenti alle 600.000 lettere ebraiche della Torah. Ciascuna tribù del Popolo Ebraico attorno all’Arca dell’Alleanza portava una bandiera o drappo di seta, definiti in ebraico degalim, con il simbolo rappresentante”. Veggasi, per maggiori informazioni, questa pagina Internet: http://it.wikipedia.org/wiki/Dodici_trib%C3%B9_di_Israele

[39] Rame. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Il Rame è l’elemento chimico di numero atomico 29 e il suo simbolo è Cu. È il primo elemento del gruppo 11 del sistema periodico, facente parte del blocco d, ed è quindi un elemento di transizione. Il rame metallico è il secondo miglior conduttore di elettricità dopo l’argento, seguito poi dall’oro, tutti e tre dello stesso gruppo 11. È anche chiamato “oro rosso” per via della sua colorazione. Con ogni probabilità, il rame è il metallo che l’umanità usa da più tempo: sono stati ritrovati oggetti in rame datati 8.700 a.C. Il nome deriva dal latino parlato aramen (parola già attestata nel 950) per il tardo aeramen, un derivato della voce latina aes che significa “rame” o “bronzo”, nomi conservati in altre lingue di origine indoeuropea. Solo più tardi venne sostituito (Plinio) dalla parola cuprum, da cui deriva il simbolo chimico dell’elemento. In epoca romana la maggior parte del rame era estratta dall’isola di Cipro, realtà che veniva sottolineata con il termine aes Cyprium, “rame o bronzo di Cipro”. Infatti in epoca romana non si faceva differenza tra rame e bronzo”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Rame

 

[40] Cantico dei Cantici.  Secondo l’autorevole Wikipedia: “Il Cantico dei Cantici o semplicemente Cantico (ebraico שיר השירים, shìr hasshirìm, Cantico sublime; greco ᾎσμα ᾈσμάτων, ásma asmátonlatino Canticum Canticorum) è un testo contenuto nella Bibbia Ebraica (Tanakh) e Cristiana. Attribuito al Re Salomone, celebre per la sua saggezza, per i suoi canti e anche per i suoi amori, il Cantico dei Cantici fu composto non prima del IV secolo a.C. ed è uno degli ultimi testi accolti nel canone della Bibbia, addirittura un secolo dopo la nascita di Cristo, con il sinodo rabbinico di Iadne. È composto da otto capitoli contenenti poemi d’amore in forma dialogica tra un uomo (“Salomone”) e una donna (“Sulammita”)”. Veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Cantico_dei_cantici      https://www.maranatha.it/Bibbia/3-LibriSapienziali/26-CanticoPage.htm

 

[41] Simbolo. In latino “Symbolum”, a sua volta dal sostantivo greco “Sýmbolon”, emblema, insegna.Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Simbolo

[42] Sura. Sûra/ Sûrah. Una delle “parti” o, meglio ancora “Capitoli” del Sacro Corano. L’attuale Presidente della Associazione Musulmani Italiani (A.M.I.) Prof. “Omar” Danilo Speranza ha affermato, all’interno della Sua Opera intitolata “Riflessioni sull’Islam” (bilingue in italiano ed inglese), che tale termine arabo corrisponde alla parola sanscrita “Sutra” ossia ‘passo’ o ‘Capitolo’ di un Testo Sacro. Il Sacro Corano è composto da 114 Sura (“parti” o, meglio ancora “Capitoli”). Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Sura

 

[43] Ginn. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Il termine Gin [ʤin:] (in arabo: جِنّ, ǧin), al plurale Ginni (in arabo: جني, ǧinnī), spesso tradotto come genio, goblin o folletto, indica, nella Religione Preislamica e in quella Musulmana, un’entità soprannaturale, intermedia fra Mondo Angelico e Umanità, che ha per lo più carattere maligno, anche se in certi casi può esprimersi in maniera del tutto benevola e protettiva. L’etimologia della parola è stata a lungo discussa. Alcuni studiosi fanno derivare il Gin dal Genius della Mitologia Romana, altri dalla radice linguistica aramaica che significa “nascondersi, occultarsi”. È da notare inoltre come il termine stesso si avvicini foneticamente a Gehenna, il luogo infuocato immaginato dall’Ebraismo dove le anime cattive sarebbero state purificate”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Jinn

[44] Melchisedec. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Melchisedec (Melchizedek o Malki-tzédek מַלְכִּי־צֶדֶק / מַלְכִּי־צָדֶק                     “Il mio Re è giusto”, ebraico Standard Malki-ẓédeq / Malki-ẓádeq, ebraico tiberiense Malkî-ṣéḏeq / Malkî-ṣāḏeq), a volte scritto Malchizedek, Melchisedech, Melchisedek, Melchisedeq o Melkisedek, è una figura emblematica e misteriosa nell’Antico Testamento, della Tanakh o Bibbia Ebraica. Nella Bibbia è identificato come Re del Regno di Salem (che si ritiene fosse l’antica Gerusalemme) e come Sacerdote dell’Altissimo Dio; secondo l’Esegesi Ebraica si tratta di Shem, figlio di Noè. Il Sacerdozio di Melchisedek è uno dei più alti gradi del Sacerdozio tra i membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, o Mormoni. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Malkitzedeq

 

[45] Salem. Città che si ritiene fosse l’antica Gerusalemme.

 

[46] Cavalieri Templari alias Membri dell’Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo/Ordine del Tempio/Ordine Templare/Ordine Supremo Militare del Tempio di Gerusalemme/ /Templariorum Militum Ordini Hierosolymis Magnus Ordo in Ecclesia (denominato così con la omonima Bolla dal Papa Alessandro III in data 18 giugno 1163). “Milites Templi”, Cavalieri del Tempio alias Cavalieri Templari nel 1184. A Cipro, ad esempio, i Templari furono Sovrani, poiché l’Isola venne Loro ceduta da Riccardo “Cuor di Leone”, Re d’Inghilterra, che l’aveva conquistata nel 1191 e donata all’amico carissimo Robert Signore di Sablé, 11° Gran Maestro. Templari. L’Ordine Templare venne fondato nell’anno 1118. Riconosciuto da Sua Maestà Baldovino II, Re di Gerusalemme, venne riconosciuto e confermato da Sua Santità il Papa Onorio II in data 14 gennaio 1128, confermato nel 1147 da Sua Santità il Papa Eugenio III. Riconosciuto il 18 giugno 1163 da Sua Santità il Papa Alessandro III con la Bolla “Magnus Ordo in Ecclesia”, privilegiato da Sua Santità il Papa Clemente IV con la Bolla “Dignum esse conspicimus” dell’8 giugno 1265. L’Ordine ha pure goduto di riconoscimento e placet da parte di Sua Santità il Papa Sisto IV (nato  Francesco della Rovere (Pecorile, 21 luglio 1414Roma, 12 agosto 1484), fu il 212º Papa della Chiesa Cattolica dal 1471 alla morte.  È il Papa della Cappella detta in Suo Onore Sistina), del riconoscimento di Sua Maestà il Re Dionigi del Portogallo, riconoscimento ed approvazione di Sua Santità il Papa Giovanni XXII con la Bolla “Ad Ea Ex Quibus” del 14 marzo 1319, del riconoscimento di Sua Maestà l’Imperatore Napoleone I Bonaparte con Decreto Imperiale del 28 marzo 1808, del riconoscimento di Sua Maestà l’Imperatore Napoleone III, con Decreto Imperiale del 13 giugno 1853, etc. etc. etc.  La “Fons Honorum” dell’Ordine deriva dalle Lettere Patenti concesse da Sua Maestà Riccardo I Plantageneto, Re d’Inghilterra, Cipro e Gerusalemme, al Gran Maestro Robert, Signore di Sablé, riguardanti la Sovranità sul Regno di Cipro, trasmessa da Gran Maestro a Gran Maestro. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Templari

 

[47] Alchimia.In latino e polacco “Alchemia”, in corso “Alchimia”, in basco ed albanese “Alkimia”, in ungherese/magiaro “Alkímia”, in  provenzale “Alkimia”, in francese e romeno “Alchimie”, in spagnolo/castigliano, catalano e portoghese “Alquímia”, in gallego/galiziano ed occitano “Alquimia”, in inglese “Alchemy”, in svedese “Alkemi”,  in norvegese “Alkymi”, in tedesco e olandese “Alchemie”, in basso greco “Archemìa”. Dall’arabo “Al-Kimia”, che non riposa sopra radici orientali ma è formato dall’articolo determinativo “Al” e greco “Chemeía”, chimica e propriamente fusione, da “Chèo”, verso, spando, a cui certi altri Studiosi vorrebbero sostituire l’arabo “Chema”, segreto. Voce usata per la prima volta da Giulio Firmico (vedi a seguire), contemporaneo dell’Imperatore Costantino il Grande, per indicare quella Scienza o Arte appresa dagli Arabi, la quale pretendeva di insegnare il segreto di convertire mediante fusione, i metalli ignobili in oro, comporre medicamenti atti a guarire tutti i mali e prolungare con miracolosi[47] liquori indefinitivamente la durata della vita. Veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web:http://it.wikipedia.org/wiki/Alchimia     https://treccani.it/vocabolario/alchimia/ https://www.treccani.it/enciclopedia/alchimia/            Giulio Firmico. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Giulio Firmico Materno (in latinoIulius Firmicus Maternusfl. 337350; … – …) è stato uno Scrittore e Astrologo Romano in lingua latina di Età Tardo Imperiale”. Veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_Firmico_Materno https://www.treccani.it/enciclopedia/giulio-firmico-materno/

[48] Saggio. Sàggio.Dal latino “Sàpius”. Lo stesso che Savio, Sapiente, Dotto, Prudente, Avveduto. In corso “Sàviu”, in provenzale “Sabis”, in francese “Sage”, in francese antico “Saive”, in spagnolo/castigliano e gallego/galiziano “Sabio”, in portoghese “Sábio”, in catalano “Sabi” o “Savi”, in inglese “Wise” (Wise Man), in tedesco “Weise”, in olandese “Wijs”, in frisone “Wiis”.In greco antico “Sophos”, in finlandese “Viisas”, in arabo “Hakim”. Secondo il Dhammapada “Saggio è colui che tiene in mano la bilancia del bene e del male, che soppesa e sceglie” e “Chi onora e segue il saggio riceve quattro doni: vita, bellezza, felicità e forza”.    

 

[49] Zohar. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Il Sefer ha-Zohar (in ebraico ספר הזוהרLibro dello Splendore) o semplicemente Zohar (in ebraico זוהר Zohar “splendore”), anche testo profetico ebraico, è il libro più importante della Tradizione Cabalistica. Il termine Zohar è un termine generico che serve da titolo a un corpus letterario composito la cui redazione comprende più decenni. In realtà, questo titolo non indica altro che la parte principale del testo. Secondo l’ipotesi accademica moderna, non accettata dal Mondo Ortodosso, esso fu redatto in Castiglia verso il 1275, in un artificioso aramaico letterario, sotto forma di un commentario al Pentateuco e con alcune appendici (commento al Libro di Rut e al Cantico dei Cantici), e rappresenta il compendio, la «summa» delle dottrine cabalistiche medievali, annoverando una ventina di testi diversi. In esso si ritrova la Teoria delle Dieci «Sefirot», quella dei quattro mondi, e l’altra della funzione preponderante che l’animo umano può esercitare nell’economia generale dell’universo. È un linguaggio antropomorfico, regolarmente adoperato nell’esposizione delle dottrine: l’elemento creatore è il maschio, il Padre che nel mondo delle Sefirot corrisponde alla grazia e alla bontà; esso genera l’elemento recettivo, che è la femmina, la Madre, e corrisponde alla giustizia e alla collera; dalla loro unione nasce il Figlio o Mediatore che produce la pietà e la salvezza. Lo Zohar spesso detto «santo», ebbe nel Mondo Ebraico una diffusione straordinaria, quasi pari a quella della Bibbia; soltanto nel secolo XVII si delineò contro di esso una reazione parte di alcuni Rabbini, che temevano la sua strumentalizzazione da parte di sette eretiche. Lo scopo al quale mira lo Zohar è puramente spirituale:

«Il libro «Zohar» riflette la luce della Madre suprema, fonte della penitenza. Gli Israeliti che studieranno questo libro gusteranno l’Albero di Vita e non avranno più bisogno di essere messi alla prova. Zohar libererà in modo miracoloso Israele dall’esilio, e così si attueranno le parole della Scrittura: “Il Signore solo sarà sua guida, né vi sarà con lui Dio forestiero”. In tale epoca Israele non dipenderà più dell’Albero della Conoscenza del Bene e del Male; non sarà più sottomesso alla legge che stabilisce ciò che è permesso e ciò che è proibito, ciò che è puro e ciò che è impuro; perché la nostra natura ci deriverà dall’Albero della Vita, e non vi saranno più né domande per parte dei cattivi né controversie suscitate dagli impuri, verificandosi ciò che sta scritto:” Io farò sparire lo spirito impuro dalla superficie della Terra.”»

Lo Zohar contiene anche alcuni Inni Religiosi:

«All’alba, la luce della candela cede il posto a quella del giorno: domina la potenza detta mattino e spezza il dominio della potenza detta sera. Quando si manifesta questo grado detto mattino, all’orizzonte dell’Eden appare una colonna, che proietta una luce di tre colori, simili alle sfumature della porpora. Dalla colonna esce un ramo sul quale tre uccelli cinguettano lodi al Signore. Uno canta:” Lodate il Signore voi che siete i suoi servitori; lodate il suo nome”.  Il secondo:” Benedetto il nome del Signore, ora e in tutti i secoli”. Il terzo:” Lodato sia il nome del Signore, dall’alba al tramonto.” Poi echeggia una voce che dice:” Radunatevi, Santi superiori, voi che lodate il vostro Signore, e intonate l’inno del giorno, per separare così il giorno dalla notte.” Felice la sorte di colui che nelle ore della notte si consacra allo studio della Torah e già è desto nell’ora mattutina, stabilita per la preghiera.»

 Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: https://it.wikipedia.org/wiki/Zohar

 

[50] Massoneria. In inglese “Freemasonry”, in spagnolo/castigliano “Francmasonería” oppure “Masonería”, in  francese “Franc-Maçonnerie”, in portoghese “Maçonaria” oppure “Francomaçonaria”. Secondo l’autorevole Wikipedia: “La Massoneria (definita anche Arte Reale)è un’associazione iniziatica e di fratellanza a base costituzionale e morale che si propone come patto etico-morale tra persone libere. Un patto da intendersi non come un’operatività socio-politica, ma come tensione collettiva, di tutti gli affiliati all’associazione, alla via di perfezionamento delle più elevate condizioni dell’umanità. La Massoneria ufficiale dichiara di non avere barriere etniche, religiose, ideologiche e politiche, per effetto delle antiche regole stabilite nelle Costituzioni dei Liberi Muratori del 1723 e alle quali tutte le istituzioni massoniche del mondo fanno riferimento, anche se con alcune differenze dovute a tradizioni locali e storiche. Sin dal suo sorgere, la Massoneria è costituita da Logge, cioè gruppi organizzati di persone che operano insieme con gli stessi scopi e ideali, seguiti da ogni Massone del Mondo. In questo senso è considerata dai suoi aderenti universale, pur nelle sue complesse diversità interne”. Veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Massoneria    http://www.treccani.it/enciclopedia/massoneria_%28Enciclopedia-delle-scienze-sociali%29/

 

[51] Relativo le attività umane.

 

[52] Fecondità.In generale è data dalla capacità degli esseri viventi di riprodursi.  Tale capacità può essere diminuita da uno o più fattori fra loro isolati o in sinergia negativa, come infezioni, età, stress, alimentazione, carenze dietetiche, problematiche di salute e così via.

[53] Despota. Arcaico Despoto. In catalano “Dèspota”, in francese “Despote”, in inglese e tedesco “Despot”. Persona che esercita la propria Autorità in modo tirannico e arbitrario. Part. Sovrano che imponga come Legge la propria volontà o anche il proprio capriccio. 2. Titolo Onorifico degli Imperatori Bizantini e anche dei Dogi Veneziani. Nell’antica Grecia, il Padrone di casa o anche il Monarca Orientale (dal greco “despótēs”, Padrone). Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Despotato

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[54] Esagramma. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Un Esagramma (dal greco ἑξάγραμμα) è un poligono stellato a sei punti con notazione di Schläfli {6|2}, 2{3}, or {{3}}. È l'unione di due triangoli equilateri. L'intersezione è un esagono regolare. È usato storicamente in contesti culturali e religiosi, come ad esempio la Stella di DavideInduismoOccultismo e Islamismo”. Secondo la Massoneria: “I triangoli o i delta interlacciati simboleggiano l'unione dei due principi o forze, l'attivo e il passivo, maschio e femmina, che pervadono l'universo ... I due triangoli, uno bianco e l'altro nero, intrecciano, simboleggiano la mescolanza di opposti apparenti in natura, oscurità e luce, errore e verità, ignoranza e saggezza, male e bene, per tutta la vita umana” (Albert G. Mackey: Encyclopedia of Freemasonery). Dall’esagramma della Stella di david si arriva al Simbolo di squadra e Compasso. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: https://it.wikipedia.org/wiki/Esagramma

 

[55]  Geremia. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Geremia (in ebraico: יִרְמְיָהוּ Yirməyāhū, che significa Esaltazione del Signore; Anatot, Gerusalemme, dopo il 650 a.C. – Egitto, dopo il 586 a.C.), figlio di Helkia (Chelkia) della Tribù di Beniamino, fu un Profeta Biblico, ritenuto autore dell’omonimo Libro e del Libro delle Lamentazioni (cfr Messia). Questi due libri sono parte della Bibbia e sono riconosciuti da tutti i Canoni Vetero-Testamentari”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Geremia

 

[56] Adamo. In ebraico “Adamאָדָם, che significa letteralmente “umano”, in arabo “Ādamآدم  “Adamo fu il primo uomo da Dio plasmato, padre del mondo” (Sapienza 10, 1). Secondo l’autorevole Wikipedia: “Adamo (in ebraico: אָדָם in in arabo: آدم, ʾĀdam; 3970 a.C. circa – …) è il nome, secondo l’Ebraismo, il Cristianesimo e l’Islam, del primo uomo e significa “umanità“, “uomo“, “uomo terreno“, “terroso“, o “della terra rossa“. È Santo della Chiesa Cattolica ed è ricordato il 24 dicembre. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Adamo

 

[57] Enoch. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Enoch è un personaggio biblico antidiluviano, sesto discendente diretto di Adamo ed Eva lungo la linea di Set (la cosiddetta “grande genealogia dei Setiti” nel Capitolo 5 della Genesi). È citato nel Libro della Genesi (5, 21-23). Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Enoch_(antenato_di_No%C3%A8)

[58] Noè. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Noè (ebraico: נחַֹ) è un Patriarca Biblico, descritto come un uomo retto che “camminava con Dio” (Genesi, 6,9) e che Dio decise di mettere in salvo quando, inviando il Diluvio Universale, sterminò l’umanità corrotta (Genesi 6, 11-17). Nel racconto biblico (Genesi 6,18 e sgg.) Dio affida a Noè il compito di mettere in salvo le specie animali e quindi, dopo il Diluvio, di divenire il capostipite di una rinnovata umanità, consegnandogli delle nuove Leggi inerenti all’uccisione di animali per cibarsene. Noè è il più importante Patriarca dopo Adamo e prima di Abramo: nella Genesi (da 5 a 11) si contano infatti dieci generazioni da Adamo a Noè e dieci da Noè ad Abramo. Questa Tradizione è indubbiamente dipendente da una tradizione mesopotamica. Naamah fu la sua sposa”. Veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web: http://it.wikipedia.org/wiki/No%C3%A8    

https://divinacommedia.dante.global/inferno/citati/c_noe.htm

[59] Abramo. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Abramo (in ebraico: אַבְרָהָם, Avraham, “Padre di molti/dei popoli”;   in arabo: ابراهيم, Ibrāhīm; … – …) è il primo Patriarca dell’Ebraismo, del Cristianesimo e dell’Islam. La sua storia è narrata nel Libro della Genesi ed è ripresa dal Corano. Secondo Genesi (17,5), il suo nome originale era אַבְרָם (Avram, Abram), poi cambiato da Dio in אברהם (Avraham, Abramo). Secondo l’halakhah (Talmud, Berakhot 13a) è proibito pronunciare questo nome senza la lettera Hei (ה), che Dio stesso ha aggiunto ad Avram, per non trasgredire il divieto che afferma non ti chiamerai più Avram, proibizione cui si fa eccezione solo quando si spiega la storia di questo nome o ci si riferisce al cambiamento, ad esempio nella preghiera di Shachrit. Il termine ‘ivri (“Ebreo“) viene utilizzato per la prima volta nel Tanakh proprio riguardo ad Abramo, con il significato di “colui che viene da oltre (il fiume)”. Non esistono testimonianze indipendenti dal Genesi dell’esistenza di Abramo: non è quindi possibile attestare la sua storicità. Se realmente esistette, fu tra il XX e il XIX secolo a.C. La redazione del testo biblico che parla di lui è opera di un redattore sacerdotale, ai tempi dell’Esilio Babilonese. Come in genere i testi riguardanti i tre Patriarchi (Abramo, Isacco e Giacobbe), non si tratta di biografie, né di racconti storici nel senso comune del termine, ma di fissazione per iscritto di tradizioni orali, con ridondanze e contraddizioni, peraltro contraddizioni verosimilmente connesse all’imperfezione delle traduzioni da una lingua all’altra durante i secoli”. Veggasi, per maggiori informazioni,                          la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Abramo

 

[60] Lot. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Lot (in ebraico לוט – [lōṭ]; in arabo لوط – [lūṭ]) è un Patriarca della Bibbia, nipote di Abramo (figlio di suo fratello Aran)”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Lot

 

[61] Ismaele. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Ismaele (Ebraico יִשְׁמָעֵאל, in arabo: إسماعيل, Ismāʿīl) è un personaggio biblico, uno dei figli del Patriarca Abramo. È citato più volte nel Corano come esempio di rettitudine, come Profeta di Dio e Suo Apostolo”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Ismaele

 

[62] Isacco. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Isacco il Patriarca (יִצְחָק, jitzchaq, “egli riderà”; Bersabea – Mamre)   è un personaggio della Bibbia, uno dei grandi Patriarchi; è il figlio di Abramo e Sara. La sua vita è narrata in Genesi 15-35. Nell’Islam è chiamato Ishāq, e la sua vita è narrata nel Corano. Il suo nome (“egli riderà” o “egli ha riso”), proviene dalla reazione di sua madre Sara all’udire la Profezia della sua nascita: ella era assai anziana ed era sterile. È venerato come Santo da tutte le Chiese Cristiane, dalla Religione Ebraica e dalla Religione Islamica”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Isacco

[63] Giacobbe. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Giacobbe (ebraico יעקב: Yaʿaqov o Ya’ãqōb, greco antico ᾿Ιακώβ, latino Iacob, arabo Yaʿqūb) significa “il soppiantatore”. Il nome deriva da ageb ossia “tallone”, “calcagno” e più specificamente “afferrare per il calcagno o soppiantare”; fu chiamato così poiché, «al momento del parto, teneva con la mano il calcagno del fratello gemello [Genesi 25, 26], nato per primo e quindi destinatario del Diritto di Primogenitura», È uno dei Padri dell’Ebraismo nonché Eroe eponimo del Popolo di Israele: infatti venne soprannominato da JHWH stesso “Israele” in quanto “lottò col Signore e vinse”, dalla radice shr, lottare, ed El, Signore. Le sue vicende sono narrate nel libro della Genesi (25, 24 – 49, 33)”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Giacobbe

 

[64] Giobbe. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Giobbe è un Patriarca idumeo e l’eroe del Libro di Giobbe, Libro dei Ketuvim della Bibbia Ebraica e classificato dai Cristiani tra i Libri Sapienziali dell’Antico Testamento. L’equivalente arabo è Ayoub (أيوب Ayyūb), la variante turca è Eyüp, e il significato del suo nome è “perseguitato”, che “sopporta le avversità”. Giobbe rappresenta l’immagine del giusto la cui Fede è messa alla prova da parte di Dio. I Cattolici ne festeggiano la Santità il 10 maggio. Una Moschea di Istanbul porta questo nome, quello di un compagno di Maometto morto combattendo davanti alla città che si chiamava a quel tempo Costantinopoli. La Dinastia degli Ayyubidi fondata dal futuro Sultano Saladino prese il proprio nome dal padre di questo personaggio”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Giobbe

 

[65] Mosè. Nonostante l’etimologia popolare del “tratto dalle acque“, in assonanza con un verbo ebraico e comunque affascinante perché legata al passato di Mosè ma, in altro modo, anche al suo futuro, il nome del fanciullo è verosimilmente egiziano. Forse è il suffisso che significa “figlio“, cioè quanto rimane (l’ultima parte) di un nome composto come ne esistevano secondo l’uso: Tutmose, Ramses, e simili. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Mosè (latino: Moyses; in ebraico: מֹשֶׁה, standard Moshé, tiberiense Mōšeh; greco: Mωϋσῆς; in arabo: موسىٰ, Mūsa; ge’ez: ሙሴ, Musse) è per gli Ebrei il rav per antonomasia (Moshé Rabbenu, Mosè il nostro maestro), e tanto per gli Ebrei quanto per i Cristiani egli fu la guida del Popolo Ebraico secondo il Racconto Biblico dell’Esodo; per i Musulmani, invece, Mosè fu innanzi tutto uno dei Profeti dell’Islam la cui rivelazione originale, tuttavia, andò perduta. Il problema della storicità di Mosè e degli eventi narrati dall’Esodo è un tema che è stato ampiamente dibattuto. A chi in passato ha difeso la storicità del personaggio si contrappongono quanti oggi esprimono forti perplessità sulla storicità di periodi qualificanti quali il periodo precedente alla Monarchia (e la Monarchia stessa) e quanti vedono in Mosè una figura dai contorni mitici o leggendari. Tra queste due posizioni si collocano alcuni studiosi, tra cui Israel Finkelstein, che sostengono la validità dell’impianto storico di fondo espresso dalla Narrazione Biblica, anche se propongono una cronologia più bassa (a partire dall’VIII secolo a.C.) della storia d’Israele ritenendo che i suoi protagonisti potrebbero essere la risultante scaturita da quella che potrebbe essere chiamata pia tradizione. Il Testo Biblico spiega il nome “Mosè”, come una derivazione dalla radice משה, collegata al campo semantico dell’”estrarre dall’acqua”, in Esodo 2,10. Si suggerisce in questo versetto che il nome sia collegato all’”estrarre dall’acqua” in un senso passivo, Mosè sarebbe “colui che è stato estratto dall’acqua”. Altri, prendendo le distanze da questa tradizione, fanno derivare il nome dalla stessa radice, ma con un senso attivo: “colui che estrae”, nel senso di “salvatore, liberatore” (di fatto, nel Testo Masoretico la parola è vocalizzata come un participio attivo, non passivo). Nella lingua egiziana, Mosè potrebbe significare fanciullo o anche figlio o discendente, come nei nomi propri Thutmose, “figlio di Toth”, o Ramesse, “figlio di Ra”. Secondo la Tradizione, Mosè nacque dagli Israeliti Amram e Iochebed, scampato alla persecuzione voluta dal Faraone, venne salvato dalla figlia di quest’ultimo ed educato alla Corte Egizia. Fuggì da essa a seguito d’un omicidio commesso ai danni di un sorvegliante e si ritirò nel Paese di Madian dove sposò Zippora, figlia del Sacerdote locale. Secondo la Bibbia nei pressi del Monte Oreb ricevette la chiamata di Dio e, tornato in Egitto, affrontò il Faraone chiedendo la liberazione del Popolo d’Israele dalla schiavitù; questi accoglierà la sua proposta a seguito delle Dieci Piaghe d’Egitto, ultima delle quali la morte dei primogeniti egiziani. Accampatosi con i suoi nei pressi del Mar Rosso, Mosè, su indicazione divina, divise le acque del mare permettendo così al suo popolo di attraversarlo e sommergendo infine l’Esercito Faraonico corso ad inseguirli. Dopo tre mesi di viaggio il Profeta raggiunse il Monte Sinai dove ricevette le Tavole della Legge e punì la parte del suo popolo che si macchiò con il peccato del vitello d’oro. Giunto nei pressi della Terra Promessa, dopo quarant’anni di dura marcia, Mosè morì sul Monte Nebo prima di entrarvi. È considerato una figura fondamentale nell’Ebraismo, del Cristianesimo, dell’Islam, del Bahaismo, del Rastafarianesimo e di molte altre Religioni. Per gli Ebrei è il più grande Profeta mai esistito, per i Cristiani colui che ricevette la Legge Divina, per gli Islamici uno dei maggiori predecessori di Maometto. La sua storia è narrata, oltre che nelle Sacre Scritture, anche nel Midrash, nel De Vita Mosis di Filone di Alessandria, nei testi di Giuseppe Flavio”. Veggasi pure, su Internet, le seguenti pagine: http://www.hwh22.it/xit/S05_news/archivi/2005/febbraio/03b.html e http://it.wikipedia.org/wiki/Mos%C3%A8

 

[66] Aronne. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Aronne, in ebraico אַהֲרֹן, trascritto in ebraico standard Aharon, in ebraico tiberiense ʾAhărōn, a volte traslitterato anche come Aaronne (… – …), è un personaggio della Bibbia, fratello di Mosè e primo Sommo Sacerdote del Popolo Ebraico”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Aronne

 

[67] Dhu’l-Kifl. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Dhū l-Kifl (in arabo: ﺫﻭ ﺍﻟﻜﻔﻞ) è un personaggio citato nel Corano – Sūra XXI:85 e XXXVIII:48 – come Profeta attivo in epoca preislamica. Dal momento che il significato potrebbe essere quello di “Colui che riceve una doppia ricompensa”, qualcuno ha ipotizzato che si potesse trattare del Profeta Giobbe, malgrado il fatto che costui sia ricordato nella Cultura Islamica col nome di Ayyūb. Non è mancato neppure chi ha ipotizzato si trattasse di Ezechiele (Ḥizkīl)”. Veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Dhu_l-Kifl    http://en.wikipedia.org/wiki/Dhul-Kifl

 

[68] Ezechiele. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Ezechiele (620 a.C. circa – VI secolo a.C.) fu uno dei Profeti maggiori e l’autore dell’omonimo Libro”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Ezechiele

 

[69]Re Davide. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Davide (in ebraico דָּוִד בֶּן יִשַׁי David ben Yeshay; Betlemme, 1040 a.C. ca – Gerusalemme, 970 a.C. ca) figlio di Iesse, è stato il secondo Re d’Israele durante la prima metà del X secolo a.C.. Le sue vicende, risalenti all’Epoca Ebraica, sono raccontate nel Primo e nel Secondo Libro di Samuele, nel primo Libro dei Re e nel Primo Libro delle Cronache. Valoroso Guerriero, Musicista e poeta, accreditato dalla Tradizione quale autore di molti Salmi, Davide viene descritto nella Bibbia come un personaggio dal carattere complesso, capace al contempo di grandi crudeltà e generosità, dotato di spregiudicatezza politica e umana ma al tempo stesso in grado di riconoscere i propri limiti ed errori. La vita di Davide è di particolare importanza nelle tre Religioni Abramitiche, l’Ebraismo, il Cristianesimo e l’Islam. Nell’Ebraismo, Davide è il Re di Israele e da lui discenderà il Messia. Nel Cristianesimo, da Davide discende Giuseppe, padre putativo di Gesù. Nell’Islam, Davide è considerato un Profeta. È venerato come Santo dalla Chiesa Cattolica”. Veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Davide_%28Bibbia%29    http://it.wikipedia.org/wiki/Davide

 

[70] Elia. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Il Profeta Elia (il cui nome significa “il mio Dio è Il Signore”), della città di Tishbà nel Paese di Galaad e perciò detto anche il Tishbita, è una delle figure più rilevanti dell’Antico Testamento; le sue gesta sono narrate nei due “Libri dei Re” della Bibbia”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Elia

 

[71] Eliseo. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Eliseo, in ebraico אֱלִישַׁע – Elišaʿ che significa Dio è mia salvezza (… – 790 a.C. circa), è stato un Profeta Ebraico la cui vicenda è narrata nella Bibbia. È considerato Uomo Saggio e Profeta anche dalla Religione Islamica presso la quale è chiamato Al-Yasa”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Eliseo_(Bibbia)

 

[72] Giona. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Giona (VIII secolo a.C.) è un Profeta Ebreo, il protagonista dell’omonimo libro dell’Antico Testamento. È uno dei Dodici Profeti Minori ed è venerato come Santo dalla Chiesa Cattolica: si commemora il 21 settembre”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Giona_(profeta)

 

[73] Zaccaria. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Il nome è portato da diversi personaggi della Bibbia, fra cui il Profeta Zaccaria, autore dell’omonimo libro della Bibbia, ed è presente anche nel Vangelo Cristiano, portato ad esempio dal padre di Giovanni Battista”. Veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Zaccaria      http://en.wikipedia.org/wiki/Zechariah_(Hebrew_prophet)

 

[74] Giovanni Battista. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Giovanni (il) Battista (in ebraico Iehôhānān, in greco Ιωάννης ο Πρόδρομος [Giovanni il Precursore], in latino Ioannes Baptista) fu un asceta proveniente da una povera famiglia sacerdotale ebraica originaria della regione montuosa della Giudea e fondatore di una Comunità Battista che fu all’origine di alcuni Movimenti Religiosi del I secolo d.C. come la Comunità Giudaica non-rabbinica fondata da Gesù di Nazareth e le Comunità Gnostiche Samaritane fondate da Dositeo, Simone Mago e Menandro. Giovanni Battista, venerato da tutte le Chiese Cristiane e considerato Santo da tutte quelle che ammettono il Culto dei Santi, è una delle personalità più importanti dei Vangeli. Secondo il Cristianesimo, la sua vita e predicazione sono costantemente intrecciate con l’opera di Gesù Cristo; insieme a quest’ultimo, Giovanni Battista è presente anche nel Corano col nome di Yaḥyā come uno dei massimi Profeti che precedettero Maometto. Morì intorno al 35 d.C.”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Battista

 

[75] Gesù. Veggasi la “Voce” omonima a fine testo.

 

[76] Maometto. Veggasi tale “Voce” entro il contenitore “Cultura” di questo sito web.

[77] Shuaib. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Shuaib, or Shuʿayb, (Arabic: شعيب‎; meaning Who shows the right path), was an ancient Midianite Prophet, sometimes identified with the Biblical Jethro (though Islam attributes to him many deeds not mentioned in the Bible). He is mentioned in the Quran a total of 11 times. He is believed to have lived after Abraham, and Muslims believe that he was sent as a prophet to two communities, namely the Midianites and the People of the Wood. To both the people, Shuʿayb proclaimed the faith of Islam and warned the people to end their fraudulent ways. When they did not repent, God destroyed both communities. Shuʿayb is understood by Muslims to have been one of the few Arabian prophets mentioned by name in the Qur’an, the others being Saleh, Hud, Ishmael and Muhammad. It is said that he was known by early Muslims as “the eloquent Preacher amongst the Prophets”, because he was, according to Tradition, granted talent and eloquence in his language”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://en.wikipedia.org/wiki/Shu%27aib

 

[78] Veggasi pure, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://www.treccani.it/enciclopedia/madianiti_%28Enciclopedia-Italiana%29/

 

[79] Hud. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Nel Corano, Hūd (in arabo: هود) è il Profeta della tribù degli ʿĀd, nipote di Noè (Nūḥ, in arabo: نوح). La loro città sarebbe stata Iram. Hūd è da alcuni Storici delle Religioni individuato nel Patriarca Biblico Heber, discendente di Sem. È anche il titolo della Sura XI del Corano”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.m.wikipedia.org/wiki/Hud_(profeta)

 

[80] Salih. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Ṣāliḥ in arabo: ﺻﺎﻟﺢ, che vuol dire “pio”, è il nome di un Profeta Preislamico che fu mandato, secondo il Corano, ad ammonire il Popolo Higiazeno dei Thamūd per portarli alla Vera Fede”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Salih


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