Sceicco. Dall’arabo “Shaikh” o “Sheikh”: uomo vecchio e degno di rispetto, Capo, Patriarca, Leader Religioso, titolo usato per tutti i regnanti dell’area del Golfo Persico, membro di un Ordine Religioso, Maestro di una Confraternita Sufi. Come Principe della Chiesa (Musulmana) è un poco (per quanto i parallelismi fra Cristianesimo ed Islamismo non è che possano essere troppo calzanti) come se fosse un Cardinale dei Cattolici Apostolici Romani. Viene pure chiamato con questo nome onorifico, un Membro delle più Nobili ed antiche Casate del Libano. Come Principe Religioso spesso è capitato che uno Sceicco assumesse per volontà popolare non soltanto potere e prestigio spirituale ma temporale, creando sistemi di Governo Monarchico simili agli Emirati (Principati Sovrani, in arabo “Imàra”) ma aventi nome “Sceiccati” poiché su base religiosa e retti su base ierocratica e teocratica da Leader Religiosi. Ricordiamo, ad esempio, nel vicino Yemen, lo Sceiccato di Shaib e gli Sceiccati di Maflahi e Alawi. Uno Sceicco può, pertanto, avere piena Sovranità e “Fons Honorum” al pari di un Papa, magari ai tempi del “Papa-Re”, d’altronde se nessun può negare una “Fonte di Onori” legittima all’ambito Ecclesiale-Religioso Cristiano, non si vede perché analogamente e logicamente tale “Fons Honorum” non possa e debba esser presente in ambito Musulmano. Ad esempio, in ambito Ortodosso troviamo in diverse Chiese, il Titolo di Principe Assistente al Santo Soglio Patriarcale Titolo analogo a quello ottriato dalla Fons Honorum Papale con la Sua Rara Concessione del Titolo di Principe Assistente al Santo Soglio Pontificio (cioè, in latino “Stator proximus a solis Pontificis Maximi”, la maggiore fra le Dignità Laicali concesse dal Papa, della quale furono insigniti ad esempio i Casati COLONNA, DORIA PAMPHILI LANDI, SFORZA, MATTEI, ORSINI di Gravina e Solofra, ORSINI, OTTOBONI). Circa la controversa questione della “Fons Honorum” di ambito Religioso, soprattutto Cristiano, da taluni negata, non riconosciuta o riconosciuta restrittivamente soltanto al Papa della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, bisogna ricordare che da sempre Re ed Imperatori sono stati riconosciuti tali dai vertici della Chiesa più potente del tempo e che comunque la canonicità dogmatica di una Chiesa è la vera e propria ragione esistenziale della Fonte di Onori di questa ultima. Ad esempio, nell’ambito dei Patriarcati Orientali, il Sultano Abdel-Magid, con la “Bara’at” dell’8 maggio 1845 (29 Rabì-II-1261 dell’Egira, cioè dell’Era Musulmana. Egira è un termine arabo che significa emigrazione. L’esodo del Profeta Muhammad -dalla Mecca a Yathrib, ribattezzata in seguito Medina, nel 622. I Muhagirun, cioè gli emigranti meccani che seguirono il Profeta, e gli ansar, “aiutanti” cioè Fedeli di Medina, costituirono il nucleo originario della Comunità Islamica. L’Egira segna l’inizio dell’Era Islamica. Per un approfondimento veggasi su Internet questa pagina https://it.wikipedia.org/wiki/Egira) riconobbe ai Patriarchi Siri Cattolici la piena Giurisdizione Civile. Oltre quanto innanzidetto, va rammentato che dall’epoca dell’Imperatore Ottone di Sassonia, che venne in Italia per farsi incoronare Imperatore (962 d.C. e che restaurò l’Impero dei Carolingi, al quale fornisce decisamente un carattere germanico, la Chiesa di Roma ebbe anche Titoli Nobiliari riconosciuti. Ottone I concedette benefici feudali ai maggiori rappresentanti dell’Ordinamento Ecclesiastico mutandoli in Vassalli del Sovrano, col titolo di Vescovi-Conti (veggasi su Internet: https://it.wikipedia.org/wiki/Vescovo-Conte) e di Principi-Vescovi. In tal modo i Vescovi vennero incorporati nel sistema feudale e dipesero dal Re per la concessione del Feudo e delle regalie ad esso connesse, come per l’investitura che avviene per mano dello stesso Sovrano con la consegna del pastorale e dell’anello, simboli della Funzione e della Podestà Religiosa del Vescovo. Oltre i Titoli Nobiliari di diretta origine Pontificia, ricordiamo pure i Titolati con titolo poggiato sul cognome concesso per Delega Pontificia dai Cardinali Legati, i Titolati con titolo poggiato sul cognome concesso per delega pontificia dagli Arcivescovi e Vescovi assistenti al soglio, i Titolati con titolo poggiato sul cognome concesso per delega pontificia dalle Università degli Studi, i Titolati con titolo poggiato sul cognome concesso per Delega Pontificia alla Famiglia Cesarini Sforza. Sui Vescovi-Principi, invece, è possibile approfondire il discorso tramite questa pagina Web: https://it.wikipedia.org/wiki/Principe_vescovo

Shaykh. Arabic: Shaykh. Other spelling: Sheikh. Not recommended spelling: Shaikh, Sheykh. Incorrect spelling: Shaik, Sheik, Shayk, Sheyk. Within Arab, and Muslim Communities, a Religious Leader, Elder of Tribe, Lord or a Revered Old Man. Shaykh comes from Arabic meaning “old man.” This is also the use of the term in the Koran. There is no defined system for using the title Shaykh; varies from region to region and from religious orientation to another. On an official level, it may be used for the simplest Tribal Leader, as well as for the ruler of Independent States. In local communities it may denote any man in a high position, whether it be the head of a separate quarter of a town or the head of a teaching institution. In the countries of the Persian Gulf Shaykh is used for any important man, be it rich business man or high officials Often a man who has memorized the whole Koran, can be called a Shaykh, independent of his age. The closest one comes to a uniform system is with Sufism, where Leaders of both the Order (Tariqa) and local congregations always are referred to as Shaykh. Until 1971, was “Shaykh” used for the Leader of Bahrain. After independence, the title was changed to Emir. It is used until today as the title for the ruler of Qatar. The Leaders of Kuwait used Shaykh as title until November 1965, when the new ruler, Sabah 2 assumed the title Emir. Shaykh is also used with Arab-speaking Christians, denoting an elder man of stature. (fonte: https://i-cias.com/e.o/shaykh.htm).

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