Califfo. Dall’arabo “Khalîfah” a sua volta derivato da “Khalafa” (corrispondente al latino “succedere in locum” degli antichi Romani): Luogotenente, Successore, Vicario. Per i Sunniti – veggasi, su Internet, questa pagina https://it.wikipedia.org/wiki/Sunniti – la carica di Califfo doveva essere riservata al parente più prossimo del Profeta, discendente in linea maschile dalla stirpe dei Qurays https://it.wikipedia.org/wiki/Quraysh (Coreisciti oppure Quraishiti). In latino “Călīpha, Califa, Chalipha, Chalifa“, in spagnolo/castigliano, galiziano/gallego, aragonese, catalano e portoghese “Califa“, in magiaro/ungherese “Kalifa“, in francese “Calife“, in tedesco, norvegese, svedese e polacco “Kalif“, in lituano “Kalifas“, in olandese “Kalief“, in ceco “Chalífa“. Dapprima il Califfo fu detto anche Sultano o “Mālik” (Re) poi si fecero delle distinzioni. Un senza meno eccezionale studio sui Califfati ed i Sultanati ci viene dalla egregia opera del Prof. Dott. Antonio D’EMILIA, autore del saggio intitolato “Osservazioni critiche intorno alla natura del Califfato e del Sultanato”, Giuffre Editore, 19.. ?, pagine 150-170 Estratto dalla “Raccolta di scritti in Onore di Arturo Carlo JEMOLO“, Volume Quarto reperibile presso la Biblioteca di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” dell’Università degli Studi di Firenze – e presso la Biblioteca Comunale Classense di Ravenna. Per un ulteriore approfondimento veggasi su Internet questa pagina https://it.wikipedia.org/wiki/Califfo

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