C’è un ampio Ijma (consenso) tra i Fuqaha (Giuristi Islamici) sul fatto che la crudeltà verso gli animali è strettamente proibita (Haram) e che la loro cura è un obbligo. Quindi gli animali sono importanti per Dio come gli Uomini.

Gesù Cristo (o meglio Gesù “il Cristo”, cioè “l’Unto del Signore”), che per i Musulmani non è “Figlio di Dio” e parte della Santissima Trinità ma comunque il più importante Profeta dopo il Sommo Profeta Maometto, ultimo Profeta e quindi “Sigillo dei Profeti”, predicava pure agli Animali. Circa gli Animali (etimologicamente “esseri dotati di Anima”), che pure per Cristianesimo e Islamismo hanno titolo all’Aldilà, si sappia che a parte l’Amore di San Francesco d’Assisi, che li chiamava “Fratelli Minori”, in una bellissima antica incisione si vede chiaramente Gesù Cristo che predica agli animali. Questa incisione è presente nelle pagine delle “Meditationes” di Johannes de Turrecremata edite da Ulrich Han (Roma, 1467). Vienna, Biblioteca Nazionale, riportata a pagina 352 della “Enciclopedia Italiana di Scienze, Lettere ed Arti, Istituto della Enciclopedia Italiana fondato da Giovanni Treccani”, Edizione 1949, Roma, 1951, ristampa fotolitica del Volume XVIII pubblicato nel 1933, GU-INDE. Chi protegge gli indifesi fa la volontà di Dio. Chi non prova pietà non soltanto non è religioso ma non è umano.

Nell’ambito delle “parabole” dallo stesso raccontate con finalità pedagogiche, il Sommo Profeta Maometto, il “Sigillo dei Profeti“, fece l’esempio di quella persona alla quale, per aver dissetato un cane assetato[1], Dio perdonò tutti i peccati commessi e di quella donna che per contro meritò l’Inferno[2] per avere lasciato morire di fame e sete un gatto (Storia narrata da Al Bukhari[3]), dopo averlo chiuso crudelmente in una gabbia.
Tale storia è riportata a questo indirizzo Web (Il Gatto dell’Islām):
http://digilander.libero.it/Roccogatto/storia_del_gatto.htm
“I gatti sono molto rispettati nella Cultura Islamica a causa dei racconti secondo cui il Profeta Maometto approvò il Suo addomesticamento attraverso uno dei Suoi discepoli. Questo discepolo era soprannominato Abu Hurairah o Padre del Piccolo gatto. Perl’Islām, è considerato un gesto lodevole dare del latte a un gatto. Ci sono numerose storie a proposito dei gatti nella Cultura Islamica: una di queste storie narra di un gatto che salvò Maometto dall’essere raggiunto dal morso mortale di un serpente. In un’altra leggenda, quando un giorno Maometto fu chiamato a pregare[4], si accorse che il Suo gatto Muezza si era addormentato sulla manica della sua veste: il Profeta preferì tagliarsela piuttosto che disturbare il Suo gatto. In un famoso Hadith[5] (trasmissione orale di una testimonianza riguardante un detto, un fatto, un atto, un comportamento del Profeta), una donna fu condannata all’Inferno dopo che affamò a morte un gatto”.
Secondo quanto tramandatoci circa l’enorme umanità del Profeta Maometto, una volta Egli vide un uccello svolazzare stridente attorno ad un gruppo dei Suoi ed avendo notato che essi portavano entro le mani dei nidiacei, ordinò: “Restituite subito i figli a quella mamma!”.
La generica avversione al cane nell’Islām e prima ancora fra gli Ebrei forse avvenne poiché il cane, alias lo sciacallo, veniva adorato sotto il nome di “Anubi” o “Anubis”, Dio della Morte, raffigurato sia come cane o sciacallo (forma zoomorfa o teriomorfa), sia come forma terio (therios) – antropomorfa, con testa di cane/sciacallo e corpo umano. Non solo il cane è un animale non molto ben visto nella Tradizione Islamica ma è malvisto perfino in quella Ebraica, Biblica. Nella Bibbia il cane (in ebraico “kelev”; in greco “kýōn”, “Kuōn”) è di solito descritto come un animale che si nutre di carogne. Il cane secondo la Bibbia mangia pure carne umana (per esempio 1 Re 14; 11 – 16,4) e ama leccare sangue umano (per esempio 1 Re 21, 19). Gli Ebrei consideravano i cani con totale disgusto e quando si rivolgevano ad una persona chiamandola “cane”, intendevano esprimere il massimo degli insulti, il massimo del disprezzo e dell’umiliazione tanto che, nell’ambito Biblico leggiamo in SAL 21, 17 che i nemici venivano per l’appunto chiamati “cani”. Cane. Nome scientifico “Canis Lupus familiaris”. Eppure il Sommo Profeta Maometto, il “Sigillo dei Profeti“, fece l’esempio di quella persona alla quale, per aver dissetato un cane assetato, Dio perdonò tutti i peccati commessi! Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Cane
Secondo AI Overview di Google: “Secondo una nota leggenda islamica, il Profeta Maometto fu salvato dal morso mortale di un serpente dalla sua gatta preferita, chiamata Muezza. Riconoscente, Maometto accarezzò il felino sul dorso, conferendo ai gatti la capacità di atterrare sempre sulle quattro zampe e la benedizione delle “sette vite”.
Dettagli della Leggenda e Significato:
- Il salvataggio: Muezza avrebbe ucciso o allontanato un serpente che si avvicinava a Maometto.
- La benedizione: A seguito di questo atto, Maometto avrebbe accarezzato la gatta tre volte, donando ai gatti la grazia e la caratteristica di non morire cadendo.
- Muezza e la manica: Un’altra storia racconta che, per non svegliare Muezza che dormiva sulla sua veste, Maometto preferì tagliarsi la manica.
- Rispetto nell’Islām: Questo aneddoto spiega la grande considerazione e la gentilezza verso i gatti nel Mondo Islamico, specialmente a Istanbul, dove sono amati e nutriti.
Questi racconti sottolineano l’affetto del Sommo Profeta per i i famosi felini, i Gatti, considerati animali puliti e meritevoli di rispetto.

Gatto (Gatto domestico). “Felis Sylvestris Catus” oppure “Felis Domestica briss”). Gatto. Latino medievale (VIII secolo) che è dal latino tardo “Cat (t) us”, secolo IV, forse di origine celtica. Mammifero domestico dei Felidi. (“Felis Cattus”). In catalano, provenzale e spagnolo/castigliano “Gato”, in francese “Chat”, in inglese ed irlandese “Cat”, che deriva dal latino “Càtus-a” o “Càttus-a” che viene dal greco “Kàttos” e “Kàtta”, in tedesco “Katze”, in svedese “Katt”. In cinese 猫 “Mao”, in giapponese “Neko” (stesso ideogramma, differente pronuncia), in tailandese “Meeo”. “Mao” è ovviamente un nome onomatopeico. Conosciuto dai cinesi anche come “Chia Li”. Il cranio del gatto era usato in Cina anticamente contro le possessioni diaboliche. Da non confondere con il Gatto Selvatico (“Felis catus, I.”) detto “Li”. Nell’Antico Egitto il Gatto era animale sacro. Esiste nell’Arte Marziale cinese del Kung Fu Wu Shu uno stile del Gatto; una posizione del gatto esiste sia nel Kung Fu Wu Shu che nel Karate-Dō (in questo ultimo è chiamata “Neko Dachi” https://en.wikipedia.org/wiki/Neko_ashi_dachi https://www.themartialway.com.au/nekoashi-dachi-cat-stance/). IL famosissimo Gran Maestro di Karate Yamaguchi Gōgen era detto “il Gatto“. https://it.wikipedia.org/wiki/G%C5%8Dgen_Yamaguchi La Dea Gatto era nota sotto il nome di Bastet. Sull’articolo intitolato “Egitto, gli animali dei Faraoni”. a firma (sigla) E.T., Rivista “La Macchina del tempo” Anno 2 numero 3, marzo 2001, è riportato che sono state ritrovate ben 10.000 mummie di gatto nel Cimitero di Saqqara (https://it.wikipedia.org/wiki/Saqqara).
Gregorio IX[1] Questo Papa nel 1233 emanò la Bolla Vox in Rama che è il primo documento ecclesiastico ufficiale che condanna il gatto nero come incarnazione di Satana e dava l’avallo della Chiesa di Roma allo sterminio dei gatti e delle loro padrone (Fonte della Notizia: . http://www.felis-files.it/GATTI_NERI/CULTURA/superstizioni.htm). Veggasi pure le seguenti pagine Web: http://animalisos.altervista.org/OMBRE/Bolla_Vox_Rama.pdf https://www.history.com/news/black-cats-superstitions
[1] Gregorio IX. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Gregorio IX, nato Ugolino di Anagni (Anagni, 1170 circa – Roma, 22 agosto 1241), è stato il 178º Papa della Chiesa Cattolica dal 19 marzo 1227 alla sua morte. Fu il Pontefice che canonizzò Francesco di Assisi il 16 luglio 1228, Antonio di Padova il 30 maggio 1232 e Domenico di Guzman il 3 luglio 1234. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Gregorio_IX
Il “Santo” dei Lebbrosi, il Chiarissimo Prof. Dr.h.c. Dott. Rev. Albert SCHWEITZER D.D. M.D. Ph.D. Ordine al Merito di S.M. la Regina Elisabetta II, celebrato nel 1949 negli U.S.A. come “il più grande uomo del XX secolo” (veggasi la rivista “Life” di quell’anno) Premio della Pace a Francoforte nel 1951, Premio Nobel per la Pace 1953, Teologo, Filosofo, Filantropo, Medico, Scienziato ed Organista di fama internazionale, colui che fece conoscere a tutto il mondo la Musica del Teologo Luterano Johann Sebastian BACH, che, come disse: “E’ un atto di preghiera e di adorazione” (nato il 14 gennaio 1875 a Kaiserberg, Alsazia, a quel tempo terra tedesca, morto in Lambaréné , Gabon, il 4 settembre 1965, poco prima di mezzanotte) e che disse pure:
“Se l’uomo perde il rispetto per una sola particella di Vita, egli perde il rispetto per l’intera Vita”,
adorava i gatti e attorniato dai Suoi gatti e dai Suoi gattini suonava l’organo per i Suoi pazienti lebbrosi.
Le fusa emesse dal gatto sono anti-stress e favoriscono il rilassamento ed il sonno.
Pochi sanno che la Religione Islamica ha un particolare rispetto ed una particolare simpatia per i gatti, i quali erano amatissimi dal Sommo Profeta Maometto, il quale aveva una spiccata sensibilità nei confronti di tutti gli Animali.
Il Sommo Profeta, “Sigillo dei Profeti”, esortava a rispettare gli animali, non solamente proibendo di maltrattarli ma ordinando di rispettarli. Gli Hadith, queste Parabole istruttive, narrano perfino che mentre il Profeta Maometto stava dettando ad un Suo Carissimo Amico e Collaboratore il Sacro Corano (in arabo ‘Al-Qur’an oppure Al-Kitâb”, il Libro per eccellenza che è “Parola di Dio”, Kalâm Allâh e nel quale il nome di Dio, di Allâh, ricorre 2697 volte), questo Amico del Profeta, si fermò: una mosca si era fermata sulle Sacre Parole e stava dissetandosi bevendo l’inchiostro (ovviamente non era di quelli sintetici di oggi). L’Allievo si fermò e lasciò la mosca abbeverarsi senza molestarla, poiché la Vita è di Dio ed il Bene Primario.
“Quanti animali non pensano al loro sostentamento, e li sostenta Iddio, e sostenta voi pure; Egli è l’Ascoltatore Sapiente” (Corano XXIX, 60).
L’interazione con gli Animali (etimologicamente “esseri dotati di Anima”), ad esempio i Gatti, viene usata nella Pet-Therapy. Secondo l’autorevole Wikipedia: “La Pet Therapy (dalla lingua inglese, “terapia con animale domestico”) è la terapia tramite animale da affezione. Detta anche Zooterapia, è una co-terapia che si affianca alle terapie tradizionali, ai trattamenti e agli interventi socio-sanitari già in corso. Essa non rappresenta una terapia a sé, ma si identifica come un intervento sussidiario che aiuta, rinforza, arricchisce e coadiuva le cure tradizionali e può essere impiegata su pazienti di qualsiasi età e affetti da diverse patologie con l’obiettivo di miglioramento della qualità di vita dell’individuo e del proprio stato di salute, rivalutando, nel contempo, il rapporto uomo-animale. Ulteriore scopo di queste co-terapie è quello di integrarsi con le normali attività terapeutiche facilitando l’approccio delle varie figure medico-sanitarie e riabilitative, soprattutto nel caso in cui il paziente non dimostri collaborazione spontanea. La presenza di un animale permette in molti casi di consolidare il rapporto emotivo con il paziente, favorendo il canale di comunicazione paziente-animale-medico e stimolando una partecipazione attiva del soggetto stesso. La Pet Therapy viene intesa come un intervento dolce che stabilisce armonia tra uomo e natura apportando grandi benefici all’uomo. Spesso viene definita come un complessivo progetto di Interventi Assistiti con gli Animali (IAA)”. Veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web: https://it.wikipedia.org/wiki/Pet_therapy https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/p/pet-therapy
All’epoca del Sigillo dei Profeti Maometto, era pratica comune mangiare parti di animali vivi: si tagliavano le gobbe dei cammelli ed il Sommo Profeta Muḥammad (Maometto in italiano) si scagliò violentemente contro la brutale e crudele menomazione di bestie in vita, che è esattamente ciò che fa la Vivisezione (così detta “Sperimentazione Animale”).
Secondo il Sommo Profeta Maometto, gli animali non sono nostri schiavi, ma creature che Allāh, Dio, ci ha affidato e delle quali dovremo rendere conto nel giorno del Giudizio Universale, anche per un insetto ucciso senza ragione.
Vedi anche: https://www.motleyturkey.com/imam-mustafa-efe-the-cat-friendly-imam/
https://www.iqrasense.com/it/Hadith/hadith-sulla-gentilezza-verso-gli-animali-sahih-bukhari.html
https://www.salamforanimals.com/experiments.html
[1] “Un atto di amore puro nel salvare una vita è più grande del trascorrere tutto il proprio tempo in offerte religiose agli Dei”. Così recita il Dhammapada, sorta di Vangelo Buddista. Dhammapada. Voce Pāli. In sanscrito “Dharmapada”. Costituito da 423 Sentenze e da Raccolte di Poemetti denominate “Canti dei Monaci e delle Monache”. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Il Dhammapada (pāli, in sanscrito Dharmapada o anche Udānavarga), a volte tradotto come Cammino del Dharma, è un testo del Canone Buddhista conservato sia nel Canone Pali (nel Khuddaka Nikāya del Sutta Piṭaka), sia nel Canone Cinese (dove prende il nome di Fǎjùjīng, 法句經, e si trova nella sezione del Běnyuánbù), sia nel Canone Tibetano (dove prende il nome di Ched-du brjod-pa’i choms, si trova sia nel Kanjur che nel Tanjiur. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: https://encyclopediaofbuddhism.org/wiki/Tibetan_Buddhist_Canon). Questa opera è formata da 423 versetti raccolti in 26 categorie. Secondo la Tradizione, sono parole realmente pronunciate da Gautama Buddha in diverse occasioni. Nonostante sia particolarmente venerato dalla Scuola Theravāda, il Dhammapada viene letto anche da molti Buddhisti appartenenti a Scuole Mahāyāna, ed è molto popolare in ogni ambito del Buddhismo. Il Dhammapada è il testo più noto del Buddhismo Theravada. L’opera è inclusa nella Khuddaka Nikaya (“Collezione Minore”) del Sutta Pitaka, uno dei tre “Canestri” del Tipitaka, il Canone Pali. Dai tempi antichi fino ad oggi, il Dhammapada è stato considerato l’espressione più sintetica della Dottrina del Buddha e una sorta di testamento del Capo Spirituale del Buddhismo. In Paesi come lo Sri Lanka, il Vietnam, la Birmania e la Thailandia, il Dhammapada viene usato come guida per risolvere gli innumerevoli problemi della vita quotidiana e come base dell’istruzione dei Novizi nei Monasteri. L’autore dichiarato dei versi che compongono il Dhammapada è il Saggio indiano chiamato Buddha, un titolo onorifico che significa “Illuminato” o “Risvegliato”. “Dhammapada”, in Pali, significa porzioni, aspetti, o sezioni del Dhamma. È così chiamato perché, nei suoi 26 Capitoli, enuncia i molteplici aspetti dell’insegnamento del Buddha”. Veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Dhammapada http://en.wikipedia.org/wiki/Dhammapada http://www.tibetanbuddhistencyclopedia.com/en/index.php?title=Dhammapada
[2] Inferno. In arabo “Nâr” (letteralmente “fuoco”) oppure “Jahannam” (Geenna). Geenna. In ambito Ebraico e Giudaico-Cristiano sinonimo di Inferno. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://en.wikipedia.org/wiki/Geenna
[3] Al Bukhari. Abū ʿAbd Allāh Muhammad ibn Ismāʿīl ibn Ibrāhīm ibn al-Mughīra al-Bukhārī al-Juʿfī. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Bukhari (in arabo ﺍﺑﻮ ﻋﺒﺪ الله ﻣﺤﻤﺪ ﺑﻦ ﺍﺴﻤﺎﻋﻴﻞ ﺑﻦ ﺍﺑﺮﺍﻫﻴﻢ ﺑﻦ ﺍﻟﻤﻐﻴﺮﻩ ﺍﻟﺒﺨﺎﺭﻱ ﺍﻟﺠﻌﻔﻲ ?, Abū ʿAbd Allāh Muhammad ibn Ismāʿīl ibn Ibrāhīm ibn al-Mughīra al-Bukhārī al-Juʿfī; Bukhara, 20 luglio 810 – Khartank, 1º settembre 870) fu il più famoso e autorevole Tradizionista Musulmano”. Veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web: http://en.wikipedia.org/wiki/Bukhari https://en.wikipedia.org/wiki/Muhammad_al-Bukhari https://www.treccani.it/enciclopedia/al-bukhari/
[4] Pregare. E’ un dialogo con Dio (che deve essere colmo di Fiducia, gratitudine e lode), un Atto di Omaggio a Dio. Pregare è fermarsi donare a Dio parte del nostro tempo oggi giorno.
[5] Hadith in lingua araba significa “racconto, narrazione” ma ha un significato molto più importante perché è parte costitutiva della cosiddetta Sunna, la seconda fonte della Legge Islamica (Shari’a) dopo lo stesso Sacro Corano. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina web: http://it.wikipedia.org/wiki/Had%C3%ADth

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