

Il Protettorato Imperiale di San Michele Arcangelo (in acronimo/sigla P.I.S.M.) in breve. Trattasi di una Istituzione Cavalleresca ispirata a San Michele Arcangelo https://it.wikipedia.org/wiki/Michele_(arcangelo) ed è posta sotto l’Alto Patronato della Imperial Casa Tomassini Paternò già Tomasi Leopardi di Costantinopoli, il cui Stemma Araldico riproduciamo/riportiamo a seguire in due differenti versioni artistiche,


Casata avente come Capo di Nome e d’Arme S.A.I. il Principe Don Ezra Annibale Foscari Widmann Rezzonico il cui ritratto riportiamo/riproduciamo a seguire.

Il P.I.S.M. promuove il dialogo interculturale e l’integrazione sociale, in linea con i Principi Universali di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza. Collabora con diverse comunità etniche, linguistiche e religiose, facilitando l’incontro e la cooperazione tra persone di diverse provenienze. In questo contesto, sostiene i progetti che favoriscono la comprensione reciproca ed il rispetto per le diverse identità culturali, contribuendo alla costruzione di una società più giusta, pacifica e armoniosa.

Presentazione Ufficiale. Nel 2024, il Protettorato Imperiale di San Michele Arcangelo è stato accolto come Ordine Dinastico nella Casa Imperiale Tomassini Paternò Leopardi. È l’ultimo arrivato tra gli Ordini della Casata, ma porta in sé la forza delle origini e la chiamata dell’ora presente. È ispirato all’Arcangelo che guida le Schiere Celesti e, attraverso il Suo esempio, si segue una Via per chi sa che la lotta non è contro carne e sangue, ma contro ciò che piega lo Spirito. La Sua identità si fonda anche sui valori più puri della Cavalleria.

La sua missione principale è la Difesa dei Diritti Umani (detti anche Diritti Fondamentali dell’Uomo. In arabo “Huquq al-Insan”, in inglese “Human Rights”, in tedesco “Menschenrechte”, in francese “Droits de l’Homme – Droits de la Personne”, in spagnolo/castigliano ed asturiano “Derechos Humanos”, in aragonese “Dreitos Humans”, in catalano “Drets Humans”, in gallego/galiziano “Dereitos Humanos”, in portoghese “Direitos Humanos”. https://it.wikipedia.org/wiki/Diritti_umani) sancita dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (https://it.wikipedia.org/wiki/Dichiarazione_universale_dei_diritti_umani) del 1948 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, l’assistenza ai bisognosi e la promozione di principi come l’Onore, il Coraggio e la Fratellanza.

Circa l’Onore, il Principe Prof. Dott. Dr. Luca Scotto di Tella de’ Douglas di Castel di Ripa Ph.D., ha precisato che il nome “Onore” proviene dal latino “hònor” o “hònos” = onore, stima, dignità. In provenzale “Onors”, in francese “Honneur”, in spagnolo/castigliano e portoghese “Honor” e “Honra”, in vari dialetti celtici “Onoir”, “Onair”, “Enor”, “Annerh”, “Onwr”. In somalo “Sharaf”, “Xurmo” oppure “Magac”. Si pensi bene che l’Onore è stato considerato l’essenza della personalità umana (“vir probus, honestus”) e che gli antichi reputavano l’onore un bene fondamentale della vita sociale “il premio della virtù e del ben fare”. L’Onore, inoltre, corrispondeva al pieno possesso dei Diritti Civili. Si tenga presente pure quanto esposto nella Bibbia circa il ricordo di colui, il cui nome viene dimenticato, “sparirà dalla terra e il suo nome non si udrà più per la contrada (Gb 18,17). I concetti di Onore in senso soggettivo e di Reputazione sono sovente accompagnati da ulteriori nozioni quali quelle di Fama, Decoro (“decorum”), Credito. La Fama attiene a un giudizio positivo consolidato nello spazio e nel tempo; il Decoro, spesso usato come sinonimo dell’Onore in senso soggettivo, indica la realtà fenomenica del proprio senso dell’Onore, deducibile da comportamenti corrispondenti; il Decoro Professionale può altresì condizionare la misura del compenso (art. 2233, Codice Civile); il Credito è la fama nei rapporti economici. Il contenuto dell’Onore in senso soggettivo, poiché attiene al Foro Interno, è insondabile dal Diritto. Esso, essendo diverso in ciascun individuo poiché è un fenomeno di auto-percezione, è tutelato con il ricorso alle nozioni della “pari dignità sociale” di tutti gli uomini (art. 3 Costituzione), dell’esistenza “libera e dignitosa” (art. 36 Costituzione), della “Dignità Umana” (art. 41 Costituzione). Il contenuto dell’Onore in senso oggettivo, ossia della reputazione, in quanto attiene alla natura ontorelazionale dell’uomo, individua, in senso valutativo, la personalità morale del soggetto in una cerchia indistinta di consociati. Onore. “Prima viene l’onore, poi la vita” (potius mori quam foedari). L’Onore non è certamente cosa riguardante il solo Mondo Cristiano. A riprova di ciò lo troviamo citato detro una Decorazione Musulmana di gran prestigio, il Terzo Ordine Tunisino, istituito nel 1859 dal Bey Mohamed-el-Sadah, denominato “Ordine della Stella di El-Aman” che avrebbe dovuto, in origine, essere conferito a sole sette persone. La Decorazione di tale Ordine era una stella a dodici raggi smaltata di verde[1] (colore dell’Islàm), con lo Stemma della Tunisia su smalto rosso (altro colore assai comune nell’Araldica Islamica) sopra al quale era presente un cerchio di smeraldi (verdi colore dell’Islàm) al cui interno era scritto in smalto rosso “L’Onore di un Uomo è un deposito”; nel cerchio v‘era il nome del Profeta Maometto in smeraldi su fondo oro.
Il P.I.S.M. svolge attività di formazione cavalleresca, studi storici, filosofici e araldici. Il Protettorato è organizzato in Priorati, Balivati, Commende e Precettorie, ognuna affidata a una guida che non comanda, ma serve. I gradi che lo compongono sono più tappe di un cammino piuttosto che titoli da esibire, e sono: Cavaliere, Cavaliere Ufficiale, Precettore, Commendatore, Balivo, Dignitario, Grande Ufficiale, Priore, fino al Gran Priore, custode della visione e del cuore dell’Ordine. Ogni grado chiede più silenzio, più disciplina, più purezza, perché San Michele non fu elevato per la Sua forza, ma per la Sua obbedienza.
[1] Verde Islam è la gradazione di verde usata nella Bandiera della Organizzazione della Conferenza Islamica. Il verde simbolizza l’Islam perché la tribù del Profeta Maometto, il “Sigillo dei Profeti” per i Musulmani, aveva uno stendardo verde e perché il verde rappresenta il Paradiso (che è la parola in lingua Persiana che significa giardino). Quasi tutte le bandiere di Nazioni Islamiche hanno almeno una banda di verde; lo stesso colore è distintivo di organizzazioni come Hamas e Fratelli Musulmani.




