Abbazia-Principato di San Luigi Abbey-Principality of San Luigi Abbaye-Principauté de San Luigi Abadía-Principado de San Luigi Abadia-Principado de San Luigi Abația-Principatul din San Luigi

Abbey-Principality of San Luigi. Il Principato Abbaziale o Abbazia-Principato di San Luigi, è un’organizzazione religiosa cristiana internazionale, originariamente fondata nel 1883 come Principato Teocratico Sovrano nel Fezzan. Il Fezzan (o in italiano Fasania, in latino Phasānia; in arabo فزان‎?Fizzān; in berberoFezzan) è una Regione della Libia nel cuore del Deserto del Sahara. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: https://it.wikipedia.org/wiki/Fezzan Ispirato da un’etica umanitaria e caritatevole, il Principato Abbaziale svolge oggi la Sua missione attraverso chiese, ordini religiosi, istituzioni nobiliari, cavalleresche, accademiche, culturali.

Il Principato Abbaziale è una chiesa a sé stante, guidata dal Principe-Abate di San Luigi, che ne è anche Arcivescovo. Nello Spirito dell’Ecumenismo, nel corso degli anni ha assorbito anche altre Chiese e Ordini Religiosi, dando vita a un’attività pastorale internazionale, organizzata nell’ambito della Federazione del “Catholicate of the West” (Cattolicato d’Occidente: https://san-luigi.org/churches/catholicate-of-the-west/).

Storia. Il nome dell’Abbazia-Principato commemora San Luigi dei Francesi, Luigi IX, Re di Francia (1214-1270, https://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_IX_di_Francia https://san-luigi.org/churches/devotion-to-st-louis/), e perpetua diverse tradizioni medievali legate ai Cavalieri Templari e alla Corona di Spine.

Fu fondata da un gruppo di Monaci Benedettini Cattolici (https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_di_San_Benedetto) come Principato Religioso Sovrano e Autonomo nel Fezzan nel 1883 e vi governò per undici mesi. Il 2 Agosto 1884, l’Abbazia fu rovesciata e il Principe-Abate assassinato. I monaci superstiti si rifugiarono il 15 Marzo 1985 nel Regno di Bunyoro-Kitara, della Dinastia Babito (oggi parte dell’Uganda. Regno fondato da Isingoma Mpuga Rukidi, di origine nilotica – https://it.wikipedia.org/wiki/Nilotici – nel 1200-1300 secondo quanto riportato sul “Burke’s Royal Families of the World, Volume II, Africa & the Middle East“, Burke’s Peerage Ltd, London, Londra, Inghilterra, Regno Unito/Gran Bretagna 1980, alle pagine 253-254) dove l’Abbazia-Principato fu ristabilita ed al nuovo Principe-Abate fu conferito il titolo ulteriore di Mukungu (Principe Governatore). Il Principato fu costituzionalmente indipendente e di natura teocratica. Dopo la fine di questa seconda fase nel 1888, il titolo di Principe-Abate passò ai successori in Francia e negli Stati Uniti d’America.

La denominazione di Principato Abbaziale (Principato-Abbazia), un tempo diffusa all’interno della Chiesa Cattolica Romana insieme a quella di Principe-Vescovo, riflette il fatto che nel Fezzan il Principe-Abate esercitava il potere temporale come Principe Sovrano sulla Sua Abbazia e sul territorio circostante. Sovrano è chi detiene un potere superiore non sottoposto ad alcuna Autorità superiore. “Souverain”, in francese, “Soberano”  in spagnolo/castigliano e portoghese e “Sovrano” in italiano, per altri derivante dal basso latino “Superànus” formato da“Súper”, sopra. Infatti i termini francesi“Souverain” o “Suzerain” deriverebbe dal latino “Suseranus”, “Surserànus” da “Súrsum, Súrsum”, cioè “in su”.

Oggi, essendo stato esiliato dalle Sue antiche terre (successivamente incorporate nell’attuale Libia), il Principato Abbaziale non ha più responsabilità di governo territoriale, ma continua a detenere lo Jus Honorum derivante dal Suo precedente status sovrano, preservando al Suo capo il rango di Principe della Chiesa, quindi due volte Principe Sovrano, Principe dotato di Sovranità.

Sovranità. Questa ultima è una parola che deriva dall’espressione latina “Suprema Potestas” corrotta e trasformatasi nel Medioevo nell’altra “Supremitas” da cui son derivate le voci “Souverain”, in francese, “Soberano” in spagnolo/castigliano e portoghese e “Sovrano” in italiano, per altri derivante dal basso latino “Superànus” formato da “Súper”, sopra. Infatti i termini francesi “Souverain” o “Suzerain” deriverebbe dal latino “Suseranus”, “Surserànus” da “Súrsum, Súrsum”, cioè “in su”. Un aspetto peculiare della Sovranità Bizantina fu quello della Sacralità della stessa, in quanto l’Impero di Bisanzio fu Teocratico[1]  e similarmente al Regno dell’Antico Egitto  (Faraoni d’Egitto. Veggasi, per maggiori informazioni, questa pagina Internet: http://it.wikipedia.org/wiki/Faraone), il Sovrano era contemporaneamente Capo dello Stato e Capo della Religione. L’Imperatore di Bisanzio aveva quindi un potere senza limiti. La parola “Souveraineté” trovasi adoperata, fin dal secolo XI[2], dal famoso Feudalista francese BEAUMANOIR, nell’Opera “Les coutumes du Beavaisis”. Dopo aver affermato che “Chascuns Barons est Souverain en Sa Baronie” (cioè “Ciascun Barone è Sovrano entro la propria Baronia), Egli aggiunge che “Le Roi est Souverains par dessus tous” (“il Re è Sovrano per tutto e tutti”), perché ha di Diritto la tutela generale di tutto il Reame, può liberamente statuire per il comune profitto e ciò che Egli stabilisce dovrà essere osservato. In questo senso, spiega BEAUMANOIR, parliamo di “Souveraineté” che a Lui appartiene (citato in Robert ed Alexander CARLYLE “Il Pensiero Politico Medievale” a cura di Luigi FIRPO, Vol. II, Bari, 1959, pagina 100 a sua volta contenuto in “Novissimo Digesto Italiano”, Volume XVII, pagina 1043, U.T.E.T., Torino, 1970). E’ da notare che nei testi medievali francesi, se è raro l’uso dell’astratto “Souveraineté”, più frequente è l’uso della parola “Souverain”, in varie accezioni, implicanti sempre un concetto di preminenza e di pienezza di poteri. Veggasi DU CANGE, “Glossarium mediae et infimae latinitatis”, Tomo VII, pagina 676-77,  ove trovansi indicati anche testi del 1300 nei quali la  parola “Souveraineté” sarebbe adoperata nel senso di “Suprema Potestas et Jurisdictio” (cit. in “Novissimo Digesto Italiano”, Volume XVII, pagina 1043, U.T.E.T., Torino, 1970). Il Chiarissimo Prof. Avv. Renato DE FRANCESCO, Presidente di Sezione della Suprema Corte di Cassazione (citato in Michele II Angelo Comneno[3], Edizioni Ferrari, 1951, citato a sua volta nel libro “Una Famiglia Imperiale Bizantina, gli Angelo Comneno Ducas di Tessaglia”, di Luciano PELLICCIONI di Poli, pagina 139, S.E.P., Società Edizioni Pubblicazioni, Roma, luglio 1987) confermò che la Sovranità è “una qualità perpetua, un Sacro Crisma che resta indelebilmente collegato e unito in perpetuo a tutta la discendenza di Colui che per primo l’ha conseguita o rivendicata, e si concentra nella persona del Capo di Nome e d’Arma della Casa”. Alcuni Studiosi, Araldisti e Giuristi, ritengono che i Titoli Nobiliari siano un atto della Sovranità.

Sovrano. Che detiene un potere superiore non sottoposto ad alcuna Autorità superiore. “Souverain”, in francese, “Soberano” in spagnolo e portoghese e “Sovrano” in italiano, per altri derivante dal basso latino “Superànus” formato da “Súper”, sopra. Infatti i termini francesi “Souverain” o “Suzerain” deriverebbe dal latino “Suseranus”, “Surserànus” da “Súrsum, Súrsum”, cioè “in su”. Imperatori, Re, Arciduchi, Granduchi, Principi Sovrani, Scià Scià[4], Sultano, Duce[5], Negus[6], Bey[7], Emiro[8], etc. sono Titoli Sovrani. In taluni casi, per importanza storica o per valore etimologico, si è visto tradurre un Titolo Sovrano Africano vuoi usando il termine di “Re”, vuoi usando il Titolo di “Imperatore”. Quest’ultimo è un Titolo con il primitivo significato di “Condottiero Vittorioso” poscia inteso nella accezione di “Capo Supremo ed Unico dello Stato”. Assomma in sé tutti i poteri: è Tribuno, Console, Censore, Proconsole, Pontefice Massimo. Egli forma e riunisce il Senato, convoca i Comizi, fa le Leggi, crea i Magistrati. “Emperor” in inglese, “Kaiser” in tedesco, “Empereur” in francese, “Perandor” in albanese, “Tsar” in Bielorusso, “Tsar” in Bulgaro, “Emperador” in Catalano, “Car” in Croato ed in Serbo, “Císař”  in Ceco, “Kejser” in Danese, “Keizer” in Olandese, “Keiser” in Estone, “Keisari” in Finlandese/Finnico, “Aftokratoras” in Greco Moderno, “Császár”  in Ungherese/Magiaro, “Keisari” in islandese, “Impire” in Irlandese, “Keizars” in Lettone, “Kaizeris” in Lituano, “Keser” in Lussemburghese,  “Tsar” in Macedone, “Imperatur” in Maltese, “Imperatů” in Monegasco, “Keiser”  in Norvegese, “Cesarz” in Polacco, “Imperador” in Portoghese, “Imperatur” in Rhaeto Romanico, “Împǎrat” in Romeno, “Tsar” in Russo, “Cisár” in Slovacco, “Cesar” in Sloveno, “Emperador” in Spagnolo/Castigliano, “Kejsare” in Svedese, “Tsar” in Ucraino.


[1] Teocratico, che si rifà alla Secondo l’autorevole Wikipedia: “La Teocrazia è una forma di governo in cui il potere politico è stabilito su base religiosa. Nel senso più stretto della parola, teocrazia consiste di due termini distinti: “Teo” che significa “Dio” e “crazia” da kratos che vuol dire “potere”, da cui Teocrazia significa letteralmente “Potere Divino”. Di fatto la Teocrazia non è sempre una Ierocrazia, cioè il governo dei Sacerdoti (da hyeros, sacro). Nel senso più comune del termine Teocrazia, in cui alcuni governanti civili coincidono con alcuni capi religiosi (per esempio l’Imperatore Bizantino come Capo della Chiesa o il Presidente di Cipro Arcivescovo Makarios III nel periodo 1960 -1974), le politiche governative coincidono con quelle religiose oppure sono fortemente influenzate dai principi di una Religione (solitamente quella più diffusa) e tipicamente il Governo dichiara di comandare per volere di Dio o di un altro potere superiore, come specificato dalla Religione locale. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Teocrazia

 

[2] XI secolo. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/XI_secolo

 

[3] Il Marchese Vittorio SPRETI, nel Suo testo “Brevi Note sui Comneno” – Bari, luglio 1944, così comincia la Sua Opera. I Comneno sono non forse la maggiore ma, certo la più notevole delle Dinastie succedutesi sul trono di Bisanzio dopo la Macedone, tutti i Suoi membri essendo stati di grande intelligenza e energici, abili diplomatici e valenti Generali, con in ciascuno notevoli qualità, tranne che per l’ultimo, Andronico, che fu spodestato propriamente per i Suoi eccessi crudeli. Originari di Comné, vicino Adrianopoli, e stabilitisi a Kastamon o Chastamon in Anatolia, già ai tempi di Basilio II il Macedone (976-1025), essi figurano tra le più potenti famiglie della Aristocrazia Bizantina.

[4] Scià. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Scià (persiano: شاه‎, Shāh) è il termine italianizzato per indicare il Re,  in quanto figura di comando che gode di assoluti poteri in campo politico, ma che può vantare anche una notevole caratura spirituale, ergendosi anche al di sopra della classe sacerdotale. Il termine Pascià (in turco Paşa), pur derivante dalla stessa parola, è tipico della realtà istituzionale e culturale turco-ottomana. Secondo lo Shahnameh di Firdusi,  il primo Scià del mondo fu Keyumars”. Veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web: https://it.wikipedia.org/wiki/Sci%C3%A0

 

[5] Duce. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Duce è una parola derivante dal latino Dux che tradotto in lingua italiana significa “condottiero” o “guida”.”. Veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web: https://it.wikipedia.org/wiki/Duce      https://www.treccani.it/enciclopedia/duce_(Dizionario-di-Storia)/     https://www.treccani.it/vocabolario/duce/

 

[6] Negus. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Negus è un titolo nobiliare etiope corrispondente a quello di Re.  Questo termine della lingua amarica si ritrova già in alcune antiche iscrizioni di Axum, e, secondo la tradizione, fu conferito per la prima volta dal Re Salomone al proprio figlio Menelik I, che aveva avuto dalla Regina di Saba. Nel XIX secolo rivestivano questo titolo i Sovrani di Shewa, Gondar, Tigrè e Goggiam”. Veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Negus      https://www.treccani.it/enciclopedia/negus_(Enciclopedia-Italiana)/

 

[7] Bey. Secondo l’autorevole Wikipedia. “Il termine Bey (dal turco antico Beg, ossia “Signore”, che originò l’arabo بك / Bek; e l’ottomano بگ / Beg) indica un titolo turcoottomano, anticamente attribuito ai leader di piccoli-medi gruppi di tribù. Più tardi questo titolo venne adottato dall’Impero Ottomano per indicare una tipologia di Nobiltà, molto simile al Sir inglese; le Regioni o le Province governate dai Bey si chiamavano Beilicati e approssimativamente corrispondevano agli Emirati nel caso di Province o ai Governatorati nel caso di Regioni. Con questo titolo si indicò,  tra il XVI secolo fino a tutto il XX secolo, il Signore di Tunisi, nominalmente vassallo della Sublime Porta Ottomana di Istanbul, ma di fatto ampiamente autonomo. Il significato del termine col tempo passò a indicare anche il responsabile fiscale o militare di una circoscrizione amministrativa di tale Impero, per diventare infine un semplice appellativo di rispetto. Nei resoconti storici, molti Capi turchi, altri Comandanti turchi e persiani sono chiamati BeyBegBeggBekBayBaig, Beigh o Beik. Hanno tutti il significato di “Gentiluomo”. Con la deposizione il 26 luglio del 1957, da parte dei patrioti tunisini guidati da Habib Bourguiba, dell’ultimo Bey di TunisiMuhammad VIII al-Amin, 19° esponente della Dinastia Husaynide, finì il lungo periodo beilicale, nel corso del quale la Reggenza di Tunisi divenne un importante centro di attività corsara in tutto il Mediterraneo Centrale e Occidentale. Il primo Bey di Tunisi ricevette l’investitura di Signore della città e dei territori ad essa pertinenti dal Bey di Algeri ʿUthmān ma nel XVIII secolo il Bey era del tutto autonomo rispetto alla confinante Reggenza di Algeri”. Veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web. https://it.wikipedia.org/wiki/Bey_(carica)       https://www.treccani.it/vocabolario/bey/

[8] Emiro. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Emiro (in arabo: أمير‎, Amīr) significa letteralmente “Comandante”, persona cioè che detiene l’autorità per emettere un ordine (amr) e per vederlo eseguito.  In tutta la Storia Araba, con il termine “Emiro” si è indicato il titolo nobiliare di “Principe”.  Attualmente, esso è utilizzato come titolo reale per i Monarchi Arabi in alcuni Paesi Islamici”. Veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web: https://it.wikipedia.org/wiki/Emiro     https://www.treccani.it/vocabolario/emiro/

Il 22 marzo 1962, l’allora Principe de San Luigi ricevette le Lettere Patenti rilasciate da Sua Maestà il defunto Re Pietro II di Jugoslavia (https://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_II_di_Jugoslavia).

L’atto del Re (Петар II Карађорђевић, Petar II Karađorđević) riconosceva lo status del Principe di San Luigi e Lo nominava inoltre membro della Nobiltà Reale Jugoslava. Nel 1960 il 37enne Re aveva accettato di essere l’Alto Protettore del più importante Ordine Religioso e Cavalleresco del Principato Abbaziale, l’Ordine della Corona di Spine (https://san-luigi.org/history/), breviter per “Ordre Souverain, Chevaleresque, Nobilaire et Religieux de la Couronne d’épines” in francese o “Sovereign, Chivalrous, Noble and Religious Order of the Crown of Thorns” in inglese.

https://san-luigi.org/the-san-luigi-orders/history-of-the-order-of-the-crown-of-thorns/

https://san-luigi.org/the-san-luigi-orders/high-protector-of-the-order-of-the-crown-of-thorns/

L’ottavo e attuale Principe-Abate, nonché sesto Mukungu, è il Reverendissimo Arcivescovo Prof. Dr. Edmond John Kersey de Polanie-Patrikios (https://johnkersey.org/), conosciuto anche, nella forma più breve, breviter, come Prof. John Kersey (nome regale Edmond III), succeduto nell’agosto del 2011.

*

Egli è un Educatore, un Musicista di fama internazionale (Pianista) ed Ecclesiastico britannico. Nel 2015, il Principe-Abate è succeduto anche al padre adottivo, il Principe Kermit de Polanie-Patrikios, come Capo della Casa Reale Polanie-Patrikios (erede dinastico di diverse Case Imperiali Bizantine e dei primi Sovrani di Polonia) e come pretendente al Trono di Bielorussia, unificando così questa amministrazione con il Principato Abbaziale. In questo contesto, vengono esaminate le basi storiche e giuridiche della sovranità del Principato Abbaziale e della Casa Reale Polanie-Patrikios (https://san-luigi.org/royal-office/royal-house/).

*

Chiese e Ordini Religiosi.

Il Principato Abbaziale è stato in comunione con la Chiesa Cattolica Romana fino al 1929. Da allora, è in comunione parziale o imperfetta con la Santa Sede (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica (1992), 838 e 1271), poiché, pur rimanendo Cattolico nella Fede e nella Pratica e conservando i sacramenti validi, in quanto corpo fedele alla Tradizione della Chiesa non è soggetto alla giurisdizione papale.

Cattolico. In ungherese/magiaro “Katolicus”, in norvegese “Katolikk”, in danese “Katolsk”, in svedese “Katolik”, in rumeno “Catolic”, in francese “Catholique”, in catalano “Catòlic”, in galiziano e portoghese “Católico”, in corso “Catòlicu”, in olandese “Katholiek”, in tedesco “Katholisch”, in inglese “Catholic”. Etimologicamente la parola “Cattolico” deriva dal greco “Katholikos”, che significa “che riguarda tutti, valido generalmente, universale”. Il termine è stato usato per la prima volta da Ignazio di Antiochia[1] (morto fra il 107 ed il 117) alla Chiesa istituita dal Cristo “per tutti”. Secondo l’autorevole Wikipedia: “La Chiesa Cattolica (dal latino ecclesiastico Catholicus, a sua volta dal greco antico καθολικός, Katholikòs, cioè “Universale”  è la Chiesa Cristiana che riconosce il primato di autorità al Vescovo di Roma, in quanto successore dell’Apostolo Pietro[2]  sulla Cattedra di Roma. I suoi fedeli vengono chiamati Cattolici. Il nome richiama l’universalità della Chiesa fondata da Gesù Cristo, costituita dal “Popolo di Dio” a sua volta formato da “tutte le Nazioni della Terra, la quale viene dichiarata sussistere in modo perfetto nella Chiesa Cattolica visibilmente organizzata, senza tuttavia negare, almeno a partire dal Concilio Ecumenico Vaticano II[3], la presenza di elementi di santificazione e di verità nelle altre Chiese Cristiane separate da essa con le quali ritiene invece di dover perseguire un’azione[4] ecumenica e il riconoscimento dei valori spirituali presenti nelle altre Religioni  essi stessi frutto dello Spirito Santo. Tra le Chiese Cristiane, secondo le statistiche, la Chiesa Cattolica conta il maggior numero di fedeli a livello mondiale, con un’alta percentuale in Europa e nelle Americhe”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_cattolica


[1] Sant’Ignazio di Antiochia. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Ignazio di Antiochia, detto L’Illuminatore (35 circa – Roma107 circa), è stato un Vescovo e Teologo Siro. È venerato come Santo dalla Chiesa Ortodossa e dalla Chiesa Cattolica, ed è annoverato fra i Padri della Chiesa e Padre Apostolico. Fu il secondo successore di Pietro come Vescovo di Antiochia di Siria, cioè della terza città per grandezza del Mondo Antico Mediterraneo”. Veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web: https://it.wikipedia.org/wiki/Ignazio_di_Antiochia    http://www.santiebeati.it/dettaglio/24900     https://www.santodelgiorno.it/sant-ignazio-di-antiochia/       https://it.cathopedia.org/wiki/Sant%27Ignazio_di_Antiochia                                                        https://www.vaticannews.va/it/santo-del-giorno/10/17/sant-ignazio-di-antiochia–vescovo–martire-a-roma.html https://www.treccani.it/enciclopedia/santo-ignazio-d-antiochia_%28Enciclopedia-Italiana%29/

 

[2] San Pietro. Secondo l’autorevole Wikipedia: “Simone, detto Pietro (Betsaida, 2-4 ? – Roma, 67 circa), fu uno dei Dodici Apostoli di Gesù; è considerato il primo Papa della Chiesa Cattolica. Nato in Galilea, fu un pescatore ebreo di Cafarnao. Il Suo nome originario era Šim’ôn (שמעון, lett. “colui che ascolta” traslitterato in greco come Σίμων). Divenuto Apostolo di Gesù dopo che questi lo chiamò presso il lago di Galilea, fece parte di una cerchia ristretta (insieme a Giovanni e Giacomo) dei tre che assistettero alla resurrezione della figlia di Giairo, alla trasfigurazione e all’agonia di Gesù nell’orto degli ulivi. Tentò di difendere il Maestro dall’arresto, riuscendo soltanto a ferire uno degli assalitori. Unico, insieme al cosiddetto “discepolo prediletto”, a seguire Gesù presso la casa del Sommo Sacerdote Caifa, fu costretto anch’egli alla fuga dopo aver rinnegato tre volte il Maestro, come questi aveva già predetto. Dopo la crocifissione e la successiva resurrezione di Gesù, Pietro venne nominato dallo stesso Maestro Capo dei Dodici Apostoli e promotore dunque di quel movimento che sarebbe poi divenuto la prima Chiesa Cristiana. Instancabile Predicatore, fu il primo a battezzare un pagano, il Centurione Cornelio. Entrò in disaccordo con Paolo di Tarso riguardo ad alcune questioni riguardanti Giudei e Pagani, risolte comunque durante il Primo Concilio di Gerusalemme. Secondo la Tradizione, divenne primo Vescovo di Antiochia di Siria per circa 30 anni, dal 34 al 64 d.C., continuò la Sua predicazione fino a Roma dove morì fra il 64 e il 67, durante le persecuzioni anti-cristiane ordinate da Nerone. A Roma Pietro e Paolo sono venerati insieme come colonne fondanti della Chiesa. Pietro è considerato Santo da tutte le Confessioni Cristiane, sebbene alcune neghino il Primato Petrino ed altre il primato papale che ne consegue”.  Veggasi, per maggiori informazioni, le seguenti pagine Web: http http://it.wikipedia.org/wiki/San_Pietro     http://www.santiebeati.it/dettaglio/20350          http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_apostolo

 

[3] Concilio Vaticano II. Secondo l’’autorevole Wikipedia: “Il Concilio Ecumenico Vaticano II è stato il ventunesimo e ultimo Concilio Ecumenico, ovvero una riunione di tutti i Vescovi Cattolici del Mondo, per discutere di argomenti riguardanti la vita della Chiesa Cattolica. Si svolse in quattro sessioni, dal 1962 al 1965, sotto i Pontificati di Giovanni XXIII e Paolo VI. Promulgò quattro Costituzioni, tre Dichiarazioni e nove Decreti. L’importanza del Concilio Vaticano II, nella Storia della Chiesa, è stata da alcuni paragonata a quella del Concilio di Trento”. Veggasi, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: https://it.wikipedia.org/wiki/Concilio_Vaticano_II

[4] Azione. In tedesco “Aktion”, in olandese “Actie”, in inglese e francese, con eguale grafia ma con differente pronuncia “Action”, in spagnolo/castigliano e galiziano/gallego “Acción”, in catalano “Acció”, in romeno “Acțiune”,  in portoghese “Ação”, in maltese “Azzjoni”. Cavalleria Cristiana significa Azione. L’Inazione, la Non Azione è sterile. Un Cavaliere è un agente morale e moraleggiante di Riforma e di Progresso: è l’Avvocato del Deboli e degli Indifesi: ha la missione di istruire gli ignoranti, di soccorrere i disgraziati, di rialzare tutti coloro che sono caduti in basso.

Ciononostante, il Principato Abbaziale nutre la massima stima per l’ufficio del Papa e auspica l’Unità Ecumenica sotto la Sua guida. Ha più volte ribadito i Suoi rapporti di amicizia con Roma e annovera tra i suoi ex membri numerosi ecclesiastici e fedeli della Chiesa Cattolica Romana (Cristiana di Rito Cattolico Apostolico Romano).

Si propone di rafforzare questi legami e di esplorare la possibilità di una più stretta collaborazione in futuro. È responsabile dell’Order of the Corporate Reunion (in italiano Ordine della Riunione Corporativa), istituito nel 1874 per promuovere l’unione tra la Chiesa Cattolica Romana e la Chiesa d’Inghilterra.

Il Principato Abbaziale intrattiene stretti legami anche con diverse Chiese ortodosse. L’Ordine di Antiochia, uno degli Ordini Religiosi del Principato Abbaziale, riconosce la Chiesa Siro-Ortodossa Malankara (https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_ortodossa_siriaca_del_Malankara) come Suo principale organo di riferimento, essendo stata quest’ultima responsabile della consacrazione episcopale del Principe-Abate Giuseppe III – Joseph III (regnante dal 7 Maggio 1899 al 1° Luglio 1929, al secolo Arcivescovo Joseph-René Vilatte noto anche sotto il nome ecclesiastico orientale di Mar Timothéus, 24 Gennaio 1854 – 8 Luglio 1929) a Metropolita dei Vecchi Cattolici negli Stati Uniti d’America nel 1892. A seguire il Suo Stemma Episcopale in bianco e nero.

Da notare che la storia, la genesi della Chiesa Siro-Ortodossa Malankara, ha inizio nell’Anno Domini 52 con San Tommaso https://it.wikipedia.org/wiki/Tommaso_(apostolo), uno dei 12 Apostoli di Gesù il Cristo. Oggi, l’Ordine di Antiochia è membro del Consiglio Internazionale delle Chiese Comunitarie, a sua volta membro del Consiglio Ecumenico delle Chiese, di Churches Uniting in Christ e del Consiglio Nazionale delle Chiese di Cristo negli Stati Uniti d’America.

Nel corso degli anni, diverse altre entità religiose sono state incorporate nel Principato Abbaziale. In passato, il Principato Abbaziale amministrava l’American Council of Ecumenical Churches, un’unione di circa ventotto istituzioni.

Nel febbraio 2015, l’attuale Principe-Abate, l’Arcivescovo Edmond John Kersey de Polanie-Patrikios alias John Kersey, è diventato Primate e Vescovo Presidente della “Apostolic Episcopal Church” (Chiesa Episcopale Apostolica, https://san-luigi.org/churches/catholicate-of-the-west/the-apostolic-episcopal-church/), una giurisdizione Anglicana permanente nata nel 1925 e riconosciuta per Legge dallo Stato di New York dal 1932 e che dal 1977 è formalmente unita al Cattolicato d’Occidente, un movimento di riunificazione delle Chiese Sacramentali minori istituito nel 1944. Il Catholicate of the West (Cattolicato d’Occidente: https://san-luigi.org/churches/catholicate-of-the-west/) è ora la Federazione Ecumenica sotto la quale sono organizzate le Chiese e gli Ordini Religiosi del Principato Abbaziale.

Le principali entità sono la A.E.C. – Apostolic Episcopal Church, il Patriarcato Bielorusso di Sant’Andrea Apostolo Apostolo (Byelorussian Patriarchate of St Andrew the First-Called Apostle, https://san-luigi.org/royal-office/royal-house/royal-belarus/patriarchate/), the Order of Antioch https://johnkersey.org/2023/08/31/religious-offices-and-appointments/ (l’Ordine di Antiochia) e the Order of the Corporate Reunion https://www.orderofcorporatereunion.org/admin-ocr (l’Ordine della Riunione Corporativa).

Veggasi pure, per maggiori informazioni, la seguente pagina Web: https://san-luigi.org/